Dedicato ai siciliani che sognano
una Sicilia libera e moderna

Centro Storico Mappa Foto Cartoline Meteo Libri Gastronomia Mappamondo Etna Valley

 Oggi in città
Il Comune
298.957
140.811
158.146

Phoenix
città gemellata
 
 
 
 

 My sponsor



Cerca
 
 
 
 Rubriche
Mappamondo
Appunti di Vittoria Timmonieri
Forse non tutti  sanno che...
Siti personali
Proverbi
Indovinelli e miniminagghi
Vignette
Siti Internet segnalati
 Catania e la rete
Informazione


Se cerchi...
Consegne
espresse
 
 

 

 I nostri siti



 

  Siti amici


 
 
 CATANIA

Foto della città    

 

 
 Una città da scoprire 



Scoprite Catania, città simbolo di rinascita   


Catania, nel corso dei suoi 2700 anni di storia (la sua fondazione risale al 730 a.c.), ha vissuto epoche di splendore. 
In età romana doveva essere una città fiorente se poté costruire un anfiteatro che per dimensioni era secondo solo al Colosseo.

Durante le dominazioni normanna, sveva e aragonese è stata residenza reale e per circa un secolo capitale del Regno. In quel momento storico la città era considerata un importante  presidio strategico e Federico II di Svevia, che coltivava il sogno di portare il centro  dell'Impero nel cuore del Mediterraneo, qui fece costruire il Castello Ursino .  

Alfonso d’Aragona, invece, scelse Catania per fondare la prima Università degli Studi siciliana (tra le prime d’Italia) nel 1434, che sarà un punto di riferimento della cultura del tempo.

Non fu mai, per indole, una città egemone, piuttosto un operoso centro di attività economiche e di scambi commerciali, un luogo d’incontro di popoli e culture

Ma non fu mai neppure supinamente accondiscendente verso i dominatori:  a coloro che seppero rispettarne l’identità manifestò apprezzamento e fedeltà (è il caso dei re aragonesi); contro i cattivi governanti seppe reagire e insorgere.
E’ stata una città greca, romana, bizantina, araba, normanna, sveva,
angioina, aragonese, spagnola: dunque, inevitabilmente, una città aperta e tollerante. Ma soprattutto Catania può essere considerata un simbolo della rinascita: tante volte distrutta dalle forze della natura – il suo Vulcano, i terremoti – e dai conquistatori che in più occasioni l’hanno saccheggiata e rasa al suolo, altrettante volte è risorta dalle macerie, con perseveranza e coraggio.

Oggi il visitatore vedrà principalmente una città barocca, ridisegnata da illustri architetti dopo il terremoto del 1693, in un fervore di ricostruzione che la farà rinascere in pochi anni.
 

 

 "Catania per te" vi parla di tutto questo; ma l'esperienza di un viaggio nella nostra città è insostituibile: solo così potrete scoprire che la bellezza di Catania non è solo da vedere, ma anche da assaporare nella sua gastronomia, da ascoltare nel vociare dei catanesi nei luoghi più popolari; da odorare nei giardini profumati e in riva al mare, da toccare nelle accurate realizzazioni artigianali.

Per conoscere davvero Catania dovete viverci qualche giorno e il nostro consiglio è di prenotare subito il vostro soggiorno.

Per farlo,  vi invitiamo e a visitare la sezione "Turismo" del sito del Comune di Catania dove troverete un elenco degli hotel di Catania, dei B&B, e delle altre strutture ricettive; e per godere delle attrattive che offre la città visitate la sezione dedicata al Patrimonio Monumentale, quella dei musei (scaricate e stampate anche la guida ai musei) e consultate l'agenda degli eventi in programmazione.  E' possibile usufruire di sconti nei musei, nei trasporti e in tante altre strutture grazie alla card turistica "Catania pass". Molte alte notizie le trovate anche nella pagina Facebook del Turismo.

 

Benvenuti a Catania!

 

 

 

 

 






 

IN RICORDO DELL'AMICO FRANCO ARCIDIACONO
di Salvo Vazzana


Nelle prime ore del mattino di ieri, sabato 2 marzo 2019, ha lasciato questa Terra l’amico, poeta, regista e attore Franco Arcidiacono.

Era conosciuto e stimato nell’ambiente del teatro per essere stato sempre un fedele interprete, nella vita e sulla scena, di quella visione del mondo e dei valori della beat generation che cambiarono profondamente il mondo negli anni ‘60 e ‘70.

Franco volle essere protagonista di quella rivoluzione e per questo lasciò la strada sicura degli studi universitari che lo avrebbero condotto senz’altro ad una cattedra in archeologia, per percorre strade nuove e inesplorate.
Lo fece esprimendosi in teatro: un teatro sperimentale che in Italia muoveva i primi passi e che lui portò a Catania nel 1967 non senza problemi, osteggiato da un lato dal perbenismo borghese e conservatore e dall’altro dai gruppi che si ispiravano alla più rigida ortodossia comunista. Loro - lui, Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Gregory Corso, Bob Dylan e gli altri poeti beat; il “Living Theatre” di Judith Malina e Julian Beck che fu per Franco fonte di ispirazione per un “teatro totale”; e gli altri gruppi che in quel momento storico rinnovarono le arti - ci camminarono in mezzo, troppo innovatori e liberi per l’uno e per l’altro fronte.

Ho conosciuto Franco Arcidiacono 40 anni fa: finivano gli anni ‘70 e quel mondo che aveva contribuito a cambiare in nome della libertà, dell’amore, dell’uguaglianza tra uomo e donna, della non-violenza e del rispetto per ogni persona considerata diversa; stava cambiando ancora, tornava indietro, si evolveva inglobando e traendo vantaggio economico dagli aspetti più esteriori della loro rivoluzione (un nuovo “conformismo della contestazione”) e premendo sull’acceleratore per un più diffuso culto del “Dio denaro”. A tutto questo Franco era già estraneo quando l’ho conosciuto e lui mai, in alcun modo avrebbe potuto aderirvi. Come tanti intellettuali che si sono rifiutati di diventare ingranaggi di parti del sistema ne restò fuori e per questo ha avuto un’esistenza non priva di difficoltà.

Non ha mai smesso di osservare, di scrivere e di commentare l’attualità e criticare il mondo contemporaneo, al quale però si è sentito sempre più estraneo. Aveva anche un carattere difficile, questo sì; ma era un uomo di grande umanità e sensibilità per gli ultimi; era generoso e desideroso di condividere con il suo gruppo ogni momento della vita. Gli ultimi anni sono stati ancora più difficili, ma li ha affrontati con la fede in Cristo e in quello stato dell’esistenza che sta oltre noi, dove forse si realizza tutto ciò per cui lui è vissuto.

 “Paradise now” si intitolava uno degli spettacoli del Living Thatre che lui amava; e se quel Paradiso non lo ha trovato sulla Terra, credo proprio che oggi potrebbe dirmi: “Ecco il Paradiso, now!”.
Vola Franco e trova la tua pace!


 




 Teatro 

FIAT VOLUNTAS DEI
di Carmelo La Carrubba

La grandezza e la vitalità di un teatro è legata senz’altro al suo attore di riferimento e il Teatro Vitaliano Brancati ha in Tuccio Musumeci – nel suo talento comico – l’orgoglio di essere – dopo appena undici anni di vita – il teatro privato più importante della Sicilia.
La valutazione nasce riflettendo sulla circostanza che lo spettacolo in scena al Teatro Brancati dal 9 al 26 maggio “Fiat voluntas dei” la commedia brillante di Giuseppe Macrì scritta nel 1935 per Angelo Musco e che fu nel 2008 la commedia scelta per aprire il cartellone del Brancati da sempre legato alla tradizione, al divertimento, all’anima del teatro siciliano.
La commedia riflette il costume del tempo di una Sicilia ben caratterizzata nei suoi vizi e nelle sue virtù ed è finalizzata – pur analizzando l’animo umano – al divertimento che non è fine a sé stesso ma è anche una riflessione sulla vita di tutti i giorni mantenendo una leggerezza e una spontaneità che fu della commedia dell’arte e oggi rivive con il garbo e l’ironia di una felice messa in scena.
Anzi si può dire che questa commedia apra e chiuda – nell’arco di undici anni – la stagione di un teatro; scrivendo con questo spettacolo la storia di un teatro e di una città. Tuccio Musumeci – oggi – è fra i “grandi” della scena teatrale: I Grasso, i Musco, i Ferro, i Randone e quant’altri fanno parte della storia del teatro italiano di tutti i tempi.
Lo spettacolo si avvale di un cast straordinario con attori di talento che sanno creare personaggi strepitosi, “veri” da Olivia Spinarelli (che sa parlare con le mani e sa anche usarle per far ridere) ad Aldo Toscano, a Margherita Mignemi che nella ripetitività dell’equivoco creano una comicità di rara efficacia; così le sanguigne reazioni dei personaggi interpretati da Santo Santonocito a Santo Pennini al giovane Paolino ben reso da Plinio Milazzo senza dimenticare l’efficace interpretazione di Debora Bernardi in cui – fra l’altro - ognuno è - di volta in volta – spalla del protagonista che sta al vertice di questa piramide.: Tuccio Musumeci (attore drammatico nel personaggio di Micio Tempio) è un comico dalla battuta fulminante, ha un fisico che esprime un linguaggio del corpo che è già comicità e diventa dialettica ed empatia nei confronti del pubblico con cui dialoga da catanese a catanese ma si fa capire anche da italiano a italiano...

 




 Appunti 

MODERNI O MEDIEVALI?
di Vittoria Timmonieri

Il mese scorso si è svolto a Verona un congresso il cui tema centrale era la famiglia e il suo svolgimento ha suscitato un’ondata di indignazione da parte di chi non era d’accordo sui vari temi trattati ha accusato i convegnisti di voler tornare di voler tornare al Medio Evo. Prima di entrare nel vivo della polemica vorrei ricordare agli illustri oppositori che il Medio Evo , da essi evocato come periodo di oscurantismo e ignoranza, diede al mondo un certo Dante Alighieri (autore, per chi non lo sapesse di una trascurabile “Divina Commedia”) oltre che un Petrarca, un Boccaccio, un Giotto, un Federico II° (meglio conosciuto ai suoi tempi come “Stupor Mundi”), un Carlo Magno e qui mi fermo per non stancare troppo i predetti “moderni”.
A questo punto, vorrei rivolgermi alle due parti contendenti su un argomento scottante: la legge sull’aborto.
A chi la sostiene domando: ma è proprio necessario ricorrervi?
A chi è contrario domando: se ci sono situazioni drammatiche (tipo salute della donna, stupro, ecc…) perché proibirlo?
Ad entrambe le domande rispondo con un’altra domanda: perché si tace sugli anticoncezionali? C’è anche la pillola del giorno dopo addirittura. Perché non ricorrere ad una intensa campagna pubblicitaria e diffondere l’uso dei contraccettivi invece di intestardirsi a difendere la legge sull’aborto che ha scaricato sulle donne una scelta che, comunque è un dramma, liberando l’uomo da ogni responsabilità? Per quanto riguarda tutti gli altri temi del convegno penso che chiunque abbia diritto di pensarla come crede senza per questo sentirsi “medievale” o “moderno” se si sostiene la famiglia tradizionale o quella diversamente composta.


RECENTE DIBATTITO SULLA FAMIGLIA
di Carmelo La Carrubba

C’è un dibattito sulla famiglia di urgente attualità e il confronto fra le opposte fazioni merita non solo di essere approfondito ma, anche, di serene riflessioni per evitare inutili contrasti come nel recentissimo convegno di Verona e meditando sull’argomento come di recente ha fatto il “teatro” con Lucia Calamaro “Si nota all’imbrunire (Solitudine di un paese sepolto)” che dedica la sua attenzione “allo scardinamento dei ruoli familiari” in un momento in cui non ci sono padri buoni né buoni figli, soltanto fallimenti e, la Calamaro scrive, in tal modo, un’opera di lessici familiari..
Per Emma Dante, che per la scena si affida al corpo, alla fisicità dell’attore “Non ci sono buone madri né buoni padri, è tutto un fallimento e nessuno sa fare bene il proprio mestiere né il padre né il figlio. C’è sempre e comunque una grande tensione perché si crea un forte rapporto”.
Nella letteratura Dacia Maraini in un suo recentissimo articolo sul “Corriere” esordisce :”Se ci fosse una cultura che riflettesse gli interessi veri delle donne, l’aborto non esisterebbe affatto. Invece è diventato una bandiera per rivendicare un minimo di libertà…” Ebbene da parte di nessuno presente al dibattito si è mai parlato di educazione sessuale e dell’uso degli anticoncezionali capaci di eliminare – per la donna – alla radice – il dramma dell’aborto. Argomento vasto e impegnativo in cui emergono ruoli e sentimenti antichi nei rapporti fra madri e figli, uomo e donna con le attuali implicazioni che non sempre hanno alla base una conoscenza culturale adeguata. Occupandomi di teatro mi sono ricordato di una “vecchia” intervista a Moni Ovadia per un suo spettacolo che affronta il rapporto madre figlio e di una ebrea e di una napoletana riproponendone soltanto l’introduzione.
Sono a Genova per lo spettacolo “Mamma, Mame, Mamela…con sottotitolo “Il crepuscolo delle madri” di Moni Ovadia e ho per l’intervista, l’appuntamento al Teatro Della Corte prima che inizi lo spettacolo quando avvengono gli ultimi aggiustamenti poi, subentra una strana calma prima del debutto. Le cose vanno per le lunghe e Moni mi fa sapere – mentre attendo seduto e guardo le locandine degli spettacoli dell’annata teatrale fra cui spicca il “Pensaci Giacomino” del catanese Turi Ferro – di rimandare dopo lo spettacolo...

 

 
 
 
 Appunti  

STORIA ETERNA SCONOSCIUTA
di Vittoria Timmonieri

Contro il dilagare di atti incivili nelle scuole, negli ospedali e in altri posti pubblici, il Parlamento ha deciso di reintrodurre l’insegnamento dell’educazione civica sin dalla scuola primaria. Ottima decisione se non fosse per un particolare non trascurabile: già in passato tale insegnamento era previsto nelle scuole di secondo grado ma, da studentessa prima e da insegnante dopo, non ho mai incontrato un docente che la insegnasse. Per questo motivo, sono molto scettica sulla realizzazione di questo provvedimento. Ma dirò di più: non è solo l’educazione civica la grande assente, lo è ancora più grave l’insegnamento – degno di questo termine – della storia.
Sparito il tema di argomento storico all’esame di maturità, la storia non è mai e sottolineo mai spiegata agli studenti. Essa è stata sempre trascurata in favore dell’altra materia a cui è stata abbinata nei vari corsi all’italiano, latino o filosofia.
I docenti assegnavano (o ancora assegnano?) da pagina tale a pagina tale, un susseguirsi noioso di date e nomi e nient ‘altro. Ricordo, a questo proposito, la mia prima supplenza al liceo scientifico dove sostituivo una illustre professoressa di filosofia e storia: domandai ai giovani allievi a che punto del programma fossero arrivati e, avutane risposta, scesi dalla cattedra e iniziai la mia lezione. Mi accorsi subito dell’espressione perplessa dei giovani che si scambiavano occhiate fra loro. Domandai se c’era qualcosa in me che non andava e mi risposero candidamente che la loro professoressa non aveva mai “spiegato” la storia. Anzi mi dissero “ ma perché la storia si spiega?” Non era e non è un caso isolato.
Ne ho avuto conferma non solo nel mio successivo percorso scolastico al liceo classico, scientifico, al magistrale sia a Catania che in altre scuole dove ho insegnato o dove sono stata commissaria di esami ma anche dall’esperienza delle mie figlie, loro amiche e altre conoscenti. E ci si meraviglia se nel programma televisivo “L’eredità” i concorrenti sono fantozzianamente ignoranti di storia! Fa comodo a molti che non si sappia nulla del passato: lo si può magari ripetere impunemente.


 
 









 Libri 

SALVATORE BARBAGALLO

STORIE E PERSONAGGI DELLA CATANIA D'UN TEMPO

Introduzione

Catania è simile all'Araba Fenice; risorge sempre dalle proprie ceneri, Essa è sempre rinata dopo terremoti ed invasioni ed è sopravvissuta alle molteplici dominazioni straniere: greci, romani, bizantini, arabi, normanni, francesi, spagnoli ed altre ancora. Forse è proprio per questo che i catanesi sono ospitali e calorosi, sono sempre stati abituati ad avere ospiti in casa loro. Fra i più famosi possiamo annoverare lo scrittore e drammaturgo Wolfgang Goethe, Patrick Bridone, Vivant Demon, Jean Pierre Houel, Gui de Maupassant.
Catania è un crogiolo di culture, una miscellanea sapiente che ti fa dire : "la Storia è passata da qui". La città risulta bellissima anche d'inverno, allorquando, alzando lo sguardo su Via Etnea è possibile ammirare il vulcano innevato. Fondata nel 729 a.C. dai Calcidesi di Nasso, la città vanta una storia millenaria caratterizzata da svariate dominazioni i cui resti ne arricchiscono il patrimonio artistico, architettonico e culturale.
Sotto la dinastia Aragonese fu capitale del Regno di Sicilia. Il barocco del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità. Quando si parla di Catania si dovrebbe quanto meno essere a conoscenza della storia complessa ed articolata di questa splendida città, per certi versi, unica nel suo genere, la quale, lungo la propria esistenza, ha lasciato dei segni tangibili ed indelebili in ogni periodo della sua storia, a partire dall'era geologica, in successione nel tempo si sono alternati vari popoli, come ad esempio Arabi, Greci, Romani, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Borboni, tutto ciò, fino a giungere ai nostri giorni...







 Catania in video
Youtube, la più grande mediateca mondiale, con la sua raccolta di video rappresenta anche un modo originale e creativo di far conoscere le città, come Catania, ad esempio...
 
     
La cover di "Happy"  vincitrice della selezione
fatta da Pharrell Williams e dalla  United Nations Foundation  per rappresentare l'Italia
all'International Happiness Day 201
  La cover di "Happy" realizzata
dagli abitanti del quartiere Nesima.
"[...]Abbiamo voluto fortemente questo video perchè è dalla periferia che nascono le cose migliori, è dalla periferia che bisogna ripartire anche semplicemente con un sorriso HAPPY"
  Filmato realizzato in occasione del 60° anniversario dell'Associazione Italiana Assistenza Spastici di Roma, con la collaborazione dei Centri CSR-AIAS di Catania
         
   
Un filmato su Catania
nei primi del '900
  Video realizzato
dall'ITI "S.Cannizzaro" Catania
per il progetto G-1-FESR-2011-59
Comunic@zione 2.0
  "Amo Catania"
Divertente video sui tratti
più caratteristici del catanese


 

 

 Cultura & Turismo



COMUNE DI CATANIA

SEZIONE TURISMO

www.comune.catania.it


MONASTERO DEI BENEDETTINI
DI SAN NICOLO' L'ARENA - CATANIA

www.monasterodeibenedettini.it


 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
Scrivi
in Redazione
Firma il libro
dei visitatori
    Ringraziamenti