Antonio Brancato


Antonio Brancato nasce a Floridia (SR) nel 1937. Nel 1953, dopo aver svolto i suoi primi studi artistici a Siracusa, è a Catania, dove frequenta l'Istituto d'Arte. Diplomatosi nel 1956, frequenta il corso di Scultura all'Accademia di Belle Arti di Milano, tenuto da Marino Marini. Da questa scuola esce presto, con rammarico, per impossibilità economica.
Nel 1957 ritorna a Catania dove per vivere lavora come disegnatore presso il prestigioso studio dell'arch. Raffaele Leone.
Nel 1958 comincia ad insegnare disegno alla scuola media. Sempre nello stesso anno, per poter espletare gli obblighi di leva, si trova a Firenze, dove può frequentare il corso della Scuola Libera del Nudo, tenuto da Settala, che lo incoraggia a sviluppare meglio i suoi interessi per l'espressionismo.
Nel 1971﷓72 la sua ricerca si sposta da un espressionismo gestuale ad un espressionismo più mentale, apportando così un nuovo equilibrio alle sue composizioni, in cui la lezione rinascimentale è presente nella impostazione prospettica e nelle citazioni storiche.

Nel 1975/76, tramite la lezione di Dürer e di Gaston Bachelard, si fa più determinante la caratterizzazione della sua personale ricerca. Dal 1976 è infatti l'installazione "La casa e il bucranio", omaggio a Bachelard, in cui , attraverso una sorta di ribaltamenti ottenuti da otto lastre incise ad acquaforte, si generano situazioni ed auto-citazioni di immagini cariche di ambiguità.
Nel 1981 a Catania, si costituisce il gruppo "Narciso Arte", ispirato e coordinato da Giorgio Di Genova. Nel 1982 il gruppo si presenta ufficialmente con una mostra all'Istituto Latino-Americano di Roma . Questo impegno apporta un interesse rinnovato sulla situazione artistica catanese, che, dalla seconda metà degli anni '70, per opera di alcuni artisti e per l'impegno di Giorgio di Genova, F. Gallo e G. Frazzetto, ha una innegabile ripresa.
Nel 1983 esce dal Liceo Artistico, dove aveva incominciato ad insegnare già dal 1963, e accetta l'incarico di insegnante di Scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Catania.
Nel 1986 è presente a Milano, insieme al fratello Tano, con una mostra nella Galleria di Alba e Claudia Gianferrari, presentata in catalogo da un ispirato saggio di Vincenzo Consolo.


Dello stesso anno sono le partecipazioni alla XI Quadriennale di Roma nella sezione "Arte come Storia dell'Arte"; alla Galleria Apollo d'Oro di Roma, diretta da Giovanna Massobrio e Paolo Portoghesi; a Dallas, Modica, Sulmona e Bari, queste ultime organizzate da Giuseppe Gatt, tendente a presentare "La Nuova Maniera Italiana".
Per questa via l'opera di Antonio Brancato, nel panorama artistico degli ultimi anni, si è attestata, con peculiare autenticità, come fondamento linguistico tra memoria ed invenzione, dove la prima fa da testo ad ogni immaginario e la seconda da provocazione contro l'ortodossia di ogni accademia, sia di quella d'avanguardia, che di quella tradizionale, anche sottilmente filtrate.
Nel 1997 Giuseppe Frazzetto lo invita a partecipare alla mostra "La Situazione Siciliana".
Nel 1999 partecipa alla mostra "La Pittura Ritrovata", dove viene inserito nella sezione "La Scuola di Catania".
Nel 2000 Giorgio Di Genova lo inserisce nella sua collana "La Storia dell'Arte Moderna"nella sezione degli artisti nati negli anni trenta.


CENNI DI POETICA

Dipingere non è altro che un rientrare nel labirinto (specchio) sulla scorta del filo di Arianna: come Teseo che dalla testa del Minotauro, fece la sua casa e il suo sacrario (centro dell’immaginario attivo).
La superficie bianca della tela diviene soglia invitante. Da essa ti viene incontro un paesaggio immenso mai visto prima.
E' meraviglioso, vieni ad essere pensato da ciò che vedi.


Lo strombo, (quadrulato, circolato, mezzalunato) diventa specula magica, deposito di un desiderio segreto. E' un attimo, una sorta di Folgorazione che dura quanto la luce di perla agli occhi del fanciullo pescatore.

I nostri sogni sono
immagini che il tessitore
intreccia sui fili 
della memoria. 
La nostra immagine 
di sogno
ha la durata dell'eternità.

L'opera artistica è questo sogno: un centro segreto di cui non si può che svelare la gioia, mai il suo mistero.