Simone Durante


Nasce a S.Agata di Militello (Me) il 21.09.1974.
Diplomato al liceo classico,studia fotografia a Milano presso la civica scuola "GALILEO GALILEI" dove segue i corsi di Giovanni Chiaramonte,diplomandosi fotografo nel 1997,con una tesi su Nadar.Segue poi un corso di specializzazione in photoshop.Attualmente è iscritto alla facoltà di "scienze dei beni culturali" presso l'università Statale di Milano.
Vive e lavora a Milano.Si occupa di ritratto(fra i tanti: Morgan e Andy dei Blu Vertigo,Matia Bazar,Moni Ovadia,Antonio Presti,Gianfranco de Bosio,Elio Pecora,Giorgio Albertazzi,Lello Voce,Asako Imamiya,Yamini Krisnamurti,Patrice Chereau,Rosita Mariani,Sergio Sgrilli,Marco Bechis,Marlene Kunz,Linea 77),comunicazione istituzionale (Roche,ecc),moda (Ermenegildo Zegna,Donna Karan, Etro, Kallistè, L’Oreal, Juanita Sabbadini,ecc), back stage e foto di scena per cinema/teatro/televisione (Zelig,Radio dj,Festival "Arlecchino d'oro" di Mantova, Comunale di Bologna,Teatro Carcano,Teatro delle Erbe,Cta,Teatro dei Rozzi,Crt, Lucylab.Evoluzioni,Compagnia Francesca Selva,ecc),still life,reportage e fotografia industriale e di architettura.A gennaio 2004 debutta come videomaker,lavorando al progetto di Fiumara d'Arte "E' TEMPO DI POESIA PER LIBRINO".Attualmente le due carriere,di fotografo e di videomaker,procedono in parallelo.Realizza documentari (mind*),video per il teatro (Crt,teatro dei Rozzi,ecc),le etichette discografiche(Laura Bono,Matia Bazar) e le sfilate(Malo,Issey Miyake),video aziendali (Mellin,Danone).La sua ricerca personale lo porta alla realizzazione di lavori di videoarte e videodanza con cui ha partecipato a vari festival.
Scrive di fotografia,arte,luoghi e viaggi per alcune riviste.
Si dedica anche all'insegnamento della fotografia,con particolare attenzione all'
aspetto creativo. Da anni docente fisso dell’Officina Fotografica a Milano,tiene anche seminari e conferenze in varie scuole.
La sua visione rimane sempre strettamente personale e in continua mutazione,con una sperimentazione costante di tecniche e stili diversi.Il risultato delle sue ricerche è stato esposto in mostre personali e collettive.

 


MOSTRE/EVENTI:

2009
Il video “IL SILENZIO DEGLI OCCHI” è:
-proiettato a “wallpaper dance”,rassegna di videodanza – Trieste
-proiettato al “coreografo elettronico”,Napoli
-proiettato a “espressioni”, rassegna di videodanza, cinema teatro gnomo – Milano
- in consultazione presso:cro.me – Milano e sistema bibliotecario del vimercatese;
- nella selezione finale al “coreografo elettronico” 2009 – Napoli

2008

-Cura la mostra “PANTA REI” ,fotografie di Nick Pilla,presso Art Factory,Milano
-Il video “IL SILENZIO DEGLI OCCHI” è:
selezionato a visionaria 2008;
in consultazione presso la mediateca di siena;
in catalogo al fano international film festival 2008;
 in mostra a InVideo 2008 – milano, spazio oberdan

-Collettiva “AGENDA”,presso Tufano Studio 25,curata da Luciano Inga-pin,Milano
-Come ideatore e curatore,realizza la mostra “IL COLORE NEGLI OCCHI”,fotografie di Carla Garofalo, in collaborazione con l’associazione culturale MamiWata,presso il teatro Crt,Milano.
- Prima proiezione de “IL SILENZIO DEGLI OCCHI” video realizzato con la coreografa Rosita Mariani presso Proscaenium,Gallarate (Va)

2007

- Realizza e proietta quattro video installazioni per l’associazione culturale MamiWata all’interno della manifestazione “Estate in città”,Milano
- Proiezione del documentario “RADICI” presso Knulp,Trieste.
- Come ideatore e curatore,realizza la mostra “GERMOGLI” fotografie di F.Tristani,L.Rinaldi,E.Mazzoli,S.Migliore,presso l’associazione culturale MamiWata,Milano.
- MIND*.CARATTERI FOTO-GRAFICI SULLA DISABILITA’ MENTALE”,mostra fotografica realizzata insieme a Siria Chiesa e proiezione video,presso ATREspazio,Milano,con il patrocinio del comune di Milano,della Provincia di Milano,della Regione Lombardia.
- Collettiva “DANCEVIEW” presso gli Ex-Magazzini Del Sale,Siena,con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura di Siena,il Comune di Siena e il Museo Civico.

2006

-Il videoclip “Fino all’orlo” (realizzato per la cantante Laura Bono) partecipa a CORTOFFICINA edizione musica classificandosi al secondo posto,Officina Giovani-Cantieri Culturali Ex Macelli,Prato.
- “Radici”,reportage fotografico sulla vita artistica del gruppo di musicisti e cantanti OROKAN viene proiettato presso l’associazione culturale CHISPA a.s.b.l. ,Bruxelles,Belgio.
- Debutta “Les Bancs Publics” della Compagnia Francesca Selva.In scena le coreografie vengono accompagnate e sottolineate dal video “Fragili Ignoti”.Teatro dei Rozzi,Siena.Poi in tournee.

2005

- Per conto della Leroy Merlin tiene un seminario sulla regia cinematografica. Hotel Carlton,Cannes.
Il suo progetto fotografico sulla danza "DANZA IN BIANCO & NERO" viene esposto presso Danspace Project,New York in collaborazione con The Italian Cultural Institute of New York.,U.S.A.
- Personale "DANZA IN BIANCO & NERO" presso il Cortile del Podestà,Piazza del Campo,Siena,con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura,il Comune e il Museo Civico.
- Personale "BELLEZZA IN MOVIMENTO" presso la galleria Officina Fotografica,Milano.
- Collettiva "PER-CORSI di STRADE e IDENTITA'di LUOGHI",curata da Antonio Presti,gruppo LIBRE di Torino e c.s.a.AURO,CATANIA.

2004

- Debutta come videomaker,realizzando 5 video per il progetto di Antonio Presti e Fiumara d'Arte "E' TEMPO DI POESIA PER LIBRINO",Catania.

2003

- le sue immagini illustrano il libro ‘U GIOIA JALOFFRA E FILUVESPRI' a cura del regista Mauro Aprile Zanetti,edito da Mimesis/Millepiani.

2001

- Personale “MINERAL SKIN BODIES” presso la galleria GALATEA, Acireale(Ct).
- Personale “SGUARDI” curata da Lanfranco Colombo presso la sala espositiva GIOVENZANA,Milano.

1999

- Personale “DETTAGLI,dalla mia isola” presso la sala espositiva comunale di Torre Archirafi,Riposto(Ct).
- Collettiva “MUNCHEN YOUNG PHOTOGRAPHER”,realizzata dalla Fritsch Hein Collins,Amburgo.
- Personale “FLUIDI” curata da Andea Netti,presso Exè Gallery,Milano.
- Personale “SPOSA” presso Graphic Point Laboratorio,Milano.
- Personale “FASHION PORTRAITS” curata dalla galleria Il Tempo Ritrovato,Milano.
- Collettiva “FABRICA SPERIMENTALE” presso ippodromo di S.Siro,Milano.

1998

- Collettiva “QUATTRO SULL’ALTALENA” curata da Luciano Inga Pin, presso l’omonima galleria,Milano.

 

 
     
 

 

 



La pellicola innanzitutto è pelle:
la percezione fotografica di Simone Durante.
(scritta da Mauro Aprile Zanetti,  regista e critico)


Ancora corpo.  O più precisamente,  un'intensa e meravigliosa corporeità liquida e gassosa.  Sembra di essere tornati a certe poetiche percezioni pellicolari francesi degli anni trenta (Jean Vigo);o a certe architettoniche atmosfere della grandiosa cinematografia russa (Dziga Vertov). Tutto si attraversa e si compenetra nello stesso liquido:il pensiero,  il movimento percettivo,  il gesto che fissa e afferra,  lo sviluppo,  la stampa. 
Acqua eraclitea! La filosofia nomade,  da una parte,  pensando il movimento e la vita,  e dall'altra facendoli,  insiste giustamente,  oramai da qualche millennio,  sempre e solo su una corda,  al contempo,  dolente e magnifica: "Cosa non può un corpo?" Questa la potenza e l'eleganza che si sprigiona dai costrutti chimici artigianali delle immagini di Simone Durante.  Semplicità. Spinte,  forze,  intensità,  posture,  sguardi,  architetture di muscoli e ossa,  volti,  sorrisi. Tutto all'insegna di una dominante universale:l'acqua. 
Saremmo tentati di vedere la precipua rivelazione fotografica di Durante,  al di là di ogni possibile figurazione,  proprio nell'acqua. L'elemento per antonomasia del flusso. E il passo nella memoria e nella percezione è un battito di ciglia.  Sacrosanto e dissacrante,  Gilles Deleuze ammoniva,  memore straordinario della grande lezione bergsoniana,  che non si da immagine fissa che non sia già movimento.  Ecco l'acqua. Non in quanto tema strettamente figurativo bensì,  come elemento fondante stesso del processo fotografico. Un elemento essenziale che Durante svela,  in tutta la sua macchinica processualità manuale,  e non congela ma,  che per contro,  riesce a far scorrere,  senza soluzione di continuità,  dentro una difficile e complessa dimora:l'istante!
E l'istante che,  per sua stessa ontologia,  ci ossessiona,  lo si fissa,  lo si brama,  lo si afferra - raramente e con estrema goffaggine umana:l'arte! - si forma e si imprime liquidamente nella percezione. E con uno scatto,  tra paura e desiderio,  resta. 
Quale ironia della sorte parlare di congelamento dell'istante con le immagini di Durante!
 Le sue immagini continuano a vibrare nell'acqua,  e di un'acqua vestita di luce speciale. I corpi ora rosseggiano di vitalità,  ricordando la stessa lava siciliana di Durante;ora verdeggiano come foglie,  e intanto si consumano con gli elementi che toccano,  marcendo della loro stessa bellezza;ora si eternano,  come faraoni egiziani,  nel brillante sonno dell'ocra.  Durante ci conduce lontano e in profondità abissali:il nostro corpo e la nostra pelle. D'altronde,  non aveva forse ragione il raffinatissimo poeta Paul Valery? "Cosa è più profondo della nostra pelle?" Così,  come nelle più belle e misteriose pagine di Lewis Carroll - in profondità oceaniche,  sotto la pelle,  al di là dello specchio - Durante dà inizio al suo gioco di luce.  I suoi corpi,  i suoi volti,  superbi e meravigliosi,  si spogliano con i nostri sensi. Corpi marini. . . danzano,  respirano,  sorridono,  sonnecchiano,  seducono, 
viaggiano restando in posa,  scorrono in bilico su un pensiero folleggiante,  poi spiccano un volo fuori dal cadrage. 

Eternità ed epifanie: tutto sott'acqua. E l'immagine,  con un nobile passo marino,  scansa per sempre il clichè cancerogeno.  Allora la pelle lega ogni evento. E la pellicola,  per Durante,  innanzitutto è sempre pelle.  Con buona pace dei tecnofili e dei tecnofobi,  qui la tecnica,   etimologicamente,  ritorna arte;mentre la grande arte se ne infischia sempre e altamente di ogni forma di schiavitù della tecnica di voga.

 


 

A proposito di Simone Durante

(Scritta dal regista Giacomo Faenza).


Simone Durante non è fotografo per caso. Dietro ogni sua foto c'è una ricerca che è frutto di feroce curiosità e di immensa pietà. La curiosità fa la differenza fra l'arte e la casualità. tutti possiamo fare qualcosa di buono con un pennello o una macchina fotografica. E' ripetersi che è difficile. Ci si ripete solo quando c'è consapevolezza di ciò che stiamo facendo,  quando c'è ricerca e curiosità,  appunto.
Della pietà si sa poco,  probabilmente è un sentimento antico,  sicuramente è scomodo e pesa come un macigno. Simone la conosce e la rispolvera senza esitazione ogni volta che c'è da fare click,  come fa il buon giudice prima di emettere la sentenza. Perchè una foto è una condanna,  ti immobilizza per sempre,  sono vertigini di eternità che è bene elargire con parsimonia.