Corsa dell'Etna 2002
di Maurizio Giordano
 

 

Oltre settantamila spettatori, per una cronoscalata che, pur protraendosi per oltre otto ore, ha bissato i successi delle scose edizioni. Stiamo parlando della trentanovesima edizione della "Corsa dell’Etna" che domenica sui tornanti del vulcano, dai pini di Nicolosi al bivio San Leo, ha entusiasmato i tantissimi appassionati di motori.
Anche stavolta quindi lo spettacolo e l’attesa, la ressa per ammirare i piloti ed i colorati prototipi che si arrampicano lungo i tornanti del vulcano, si sono ripetuti, grazie alla gara organizzata dalla Provincia regionale di Catania, con la collaborazione dell'Apt e del Team Paliké di Nicola Cirrito.

Per un anno intero molte scuderie, come ad esempio la Camporotondo Corse o la Scuderia Etna, preparano le loro auto, nelle varie categorie e dietro ogni esibizione sul difficile percorso che si snoda sulla provinciale 92, ci sono mesi di lavoro e soprattutto tanta passione. La seguita cronoscalata, che per la cronaca ha incoronato quest’anno per la seconda volta consecutiva il pilota trapanese Andrea Raiti su Osella Pa 20 BMW, seguito da Franco Cinelli, da Carmelo Scaramozzino e da un deluso Giovanni Cassibba, ha offerto tra verifiche, prove e gara vera e propria, tre giorni di stretto contatto col mondo delle auto da corsa.

La Corsa dell’Etna si è svolta in una giornata tiepida, con un sole a sprazzi, tra prototipi, auto storiche, ammirati da oltre settantamila spettatori distribuiti lungo il tracciato e nelle quattro tribune dislocate dagli organizzatori lungo il percorso. Comitive di ragazzi, appassionati di auto d’epoca e di prototipi, parenti dei partecipanti, sin dalle prime ore del mattino hanno raggiunto Nicolosi ed in buona parte dalle 10, ore della partenza, alle 18,30, ora di chiusura della gara si sono entusiasmati a vedere il passaggio delle vetture in gara.

Le auto storiche e quelle a scaduta omologazione, per consentire alla gara di concludersi prima, hanno disputato la prima manche il sabato ed inoltre anche stavolta nel percorso sono state inserite le chicane di rallentamento, ridotte a due, ma che continuano, però, a non essere gradite dai piloti dei prototipi.

Tra i partecipanti, da annotare l’assenza del catanese Enrico Grimaldi, detto il "Principe" ritiratosi dalle gare ed adesso presidente della Scuderia Etna, che purtroppo, non ha avuto fortuna col suo pilota di punta, il calabrese Rosario Laquinta costretto al ritiro dopo un incidente con la sua Osella, avvenuto nella prima manche. Presenza puntuale quella del veterano don Mimì Scola con i suoi 72 anni, ancora brillante, di Silvana Di Feo, unica donna in gara su Ibiza diesel ed esordio sul tracciato dell’Etna del toscano Franco Cinelli che si è classificato alle spalle di Raiti.

Purtroppo i diversi incidenti, fortunatamente senza conseguenze per i piloti, avvenuti durante la gara hanno allungato troppo i tempi (oltre otto ore) di durata della cronoscalata e quindi si sono riproposti i soliti problemi logistici ed organizzativi che bisognerà risolvere in modo da migliorare la manifestazione.

Soddisfatto alla fine il vincitore, il trapanese Andrea Raiti: "A causa degli incidenti e delle numerose interruzioni - ha commentato Raiti - la gara è risultata incerta e dura. Le pause ed il terreno reso scivoloso e sporco dal continuo passare della gente hanno creato troppo nervosismo tra i piloti, comunque per quanto mi riguarda sono riuscito a mantenere la calma, a mettere a punto la mia auto e riuscire a salire sul trono della Corsa dell’Etna".

Bilancio positivo anche per il presidente della Provincia di Catania, Nello Musumeci: "La corsa dell’Etna - ha ribadito Musumeci - si è dimostrata appuntamento molto atteso, ma per le prossime edizioni si dovranno studiare delle soluzioni diverse per riuscire a farla diventare gara di livello internazionale. Occorre modificare finalmente la legge istitutiva del Parco che non contempla manifestazioni motoristiche nelle zone B e C. L’importante e sicuramente arrivare ad allungare il percorso a dieci chilometri, in modo da distribuire meglio il pubblico e dare più spettacolarità alla gara".

Per la prossima edizione, comunque, già si prevedono alcuni cambiamenti, come far disputare la gara in più giorni od allungare il percorso da correre in unica manche.