ZAIRA            

                                   Gerusalemme, XV sec. circa

 

ATTO I

Sfidando la resistenza del visir Corasmino e dei dignitari del palazzo, il Sultano Orosmane sta per sposare la favorita Zaira, figlia di cristiani, che, orfana, ignora il proprio passato, di cui tuttavia conserva un unico ricordo, una piccola croce d’oro.

Ella sa che, a causa delle nozze con l’oppressore musulmano, sarà costretta a rinnegare la propria fede, e per questo viene aspramente rimproverata dall’altra schiava Fatima. Ma, consapevole del proprio amore, accetta di buon grado questo sacrificio.

Nerestano, un prigioniero francese inviato dal Sultano in missione in Patria per trattare la liberazione propria e di altri nove schiavi cristiani, fa ritorno a Gerusalemme, ecomunica ad Orosmane che le proposte sono state accettate. Ha accompagnato il suo ritorno il pensiero di ritrovare l’amata Zaira, ignorando egli che intanto l’amore della donna era nato proprio per l’odiato Sultano.

Questi acconsente quindi a liberare ben cento prigionieri francesi, anziché dieci, ma a patto che Zaira e Lusignano, ultimo discendente dei principi cristiani della Città Santa, rimangano con lui a Gerusalemme: la schiava per essere sposata, l’anziano principe per essere giustiziato.

Nelle carceri del palazzo, i cavalieri cristiani, oramai liberi, festeggiano insieme al loro anziano condottiero Lusignano, la cui vita é stata risparmiata per intercessione di Zaira, che viene subito riconosciuta dal principe, grazie alla piccola croce d’oro, come la propria figlia e sorella di Nerestano.

La grande felicità per il ritrovamento cede tuttavia il passo all’angoscia per la notizia della vicina abiura della fede cristiana da parte della giovane: dietro la spinta della profonda sofferenza del vecchio padre per la terribile intenzione, Zaira promette che, pur volendo giungere alle nozze, tenterà di mantenere ancora il proprio credo.

Orosmane intanto, ignaro di tutto, dopo aver liberato i cavalieri dispone affinchè questi partano al più presto per fare ritorno in Francia, e permette a Nerestano di porgere un ultimo saluto a Zaira. Il visir Corasmino, che assiste di nascosto al dialogo, sospetta che i due siano amanti.

 

ATTO II

Fatima implora Zaira di non abbandonare la propria fede, ma questa insiste nel non voler ancora rivelare il proprio segreto. Rassicura però la compagna, esortandola a non disperare, perché presto anch’essa potrà essere messa a parte della verità.

Intanto l’anziano Lusignano, estremamente provato, muore, ed il tragico evento getta i cavalieri cristiani nella più profonda costernazione. Tuttavia essi riescono ad ottenere dal Sultano che le spoglie del loro condottiero ricevano l’eterno addio nelle forme del rito cristiano.

Zaira viene quindi a conoscenza soltanto della morte di uno dei cavalieri cristiani, senza poter immaginare che si tratti in realtà del padre: ella non potrà prender parte al rito, in quanto il giorno successivo si celebreranno le attese nozze con Orosmane.

Nerestano, appresa l’intenzione della sorella, ed ignorando che essa non è a conoscenza dell’identità dell’illustre defunto, in un moto di profondo sdegno tenta di riportarla a ragione, rammentandole i propri doveri di pietà filiale e di fedeltà a Cristo, e fa ciò affidando un accorato messaggio, destinato a lei, ad uno schiavo. Il giovane ha inj realtà intenzione di togliersi la vita per la vergogna, qualora la sorella persistesse nel non voler presenziare al funerale.

Lo schiavo tuttavia viene scoperto ed arrestato da Corasmino, che immediatamente consegna il messaggio al Sultano, portando così a compimento il proprio tetro piano: Orosmane adesso è convinto che Zaira e Nerestano siano amanti, ed accoglie il consiglio del Visir, secondo cui il miglior modo per smascherare definitivamente i due è quello di far comunque pervenire quel messaggio a Zaira, fingendo che nulla sia successo.

Così avviene. Zaira riceve il biglietto, in cui però non c’è accenno alla morte del padre. La donna è profondamente indecisa sul da farsi, e mentre riflette, ode il canto lugubre del corteo funebre. Richiamata dalla trenodia, accorre al balcone, e riesce a scorgere i lineamenti ormai spenti dell’amato padre. Cade a terra svenuta, e le ancelle accorrono per porgerle aiuto, stupite da un simile dolore per la morte di uno schiavo cristiano.

Risolve così di ripartire con i cavalieri alla volta della Francia, consapevole ormai dell’impossibilità di contrarre matrimonio con Orosmane. Si reca quindi, accompagnata da Fatima, nei giardini dell’harem, ove la raggiungerà Nerestano.

I due stanno per allontanarsi, quando d’improvviso Orosmane, che, nascosto con Corasmino, aveva potuto ascoltare i loro discorsi, si avventa sulla donna e la pugnala a morte.

Zaira, ormai morente, dedica le ultime parole a Nerestano, chiamandolo "fratello", e poi spira.

Il Sultano, alla tragica rivelazione, viene assalito dal rimorso e dalla disperazione, e, in un impeto di follia, volge il pugnale assassino su sé stesso.

 

 

SCHEDA DELL’OPERA

ZAIRA

Melodramma in due atti
Libretto di Felice Romani

Musulmani
Orosmane, Sultano di Gerusalemme basso
Corasmino, visir tenore
Zaira, schiava del Sultano soprano
Fatima, schiava del Sultano mezzosoprano
Meledor, ufficiale del Sultano basso
 
Francesi
Lusignano, principe del sangue
degli
antichi re di Gerusalemme
baritono
Nerestano, cavaliere francese mezzosoprano
Castiglione, cavaliere francese tenore

Prima esecuzione: Parma, Teatro Ducale, 16 maggio 1829