La storia del 
Calcio Catania

 

3ª puntata - dal 1955 al 1965

 

Anno1955/56

L’Allenatore Piero Andreoli dopo la retrocessione del Catania in B per illecito sportivo, rimase a Catania. Ma dopo pochi mesi fu esonerato e rientrò a Verona sua città natale; gli subentrò Matteo Poggi, genovese. Andreoli sarebbe dopo ritornato a Catania per allenare l’altra squadra in C dei fratelli Massimino, la Massiminiana, chiamato a sostituire Renzo Vellutini. 
Nel Frattempo c’era stato un cambiamento al vertice della società Catania. Al posto del Presidente Rizzo, erano entrati a far parte della Presidenza i Sig.ri Pesce, Giuffrida e Orlando. Dopo circa un anno subentrò al posto di Orlando il signor Di Stefano mentre era Poggi l'allenatore.

La squadra quell’anno si comportò più che onorevolmente e sfiorò la promozione in serie A  finendo terza. Al Catania durante l’ultima partita a Modena sarebbe bastato un pareggio, ma purtroppo la squadra subì una rete beffarda da un certo Scarascia che, a detta delle cronache dell’epoca, era la bestia nera del Catania. Sfumò quindi la promozione.

Nell’anno 1957/1958 le polemiche per la mancata promozione non si erano sopite. La situazione tecnica cominciò a precipitare. A Poggi subentrò Carapellese che tra l’altro giocava a Catania con l’argentino Ricagni, gli ultimi scampoli di carriera. Carapellese nonostante il suo palmares, non fu molto fortunato come allenatore per cui gli subentrò Cocò Nicolosi vecchia bandiera ma poco fortunato anche lui come allenatore. Si procedette alla nomina di un nuovo allenatore che fu il barese Capocasale: fu un valzer di allenatori e una stagione tutta da dimenticare.

Nel 1958/1959 tornò alla presidenza Arturo Michisanti che aveva portato con se un tecnico slavo di nome Marianovic che ebbe poca fortuna. All'esonero di Marianovic seguì l'ingaggio del prestigioso tecnico Borel II, ex giocatore della Nazionale Italiana di Pozzo. Ma quest'ultimo, per la sua alterigia non legò molto con i giocatori, in particolare con Prenna e Macor. A questo punto la società decise di chiamare l'allenatore delle giovanili Carmelo Di Bella, che aveva iniziato la carriera di tecnico allenando la Termitana e il Marsala, squadra che si salvò grazie al suo contributo.  
La squadra catanese vivacchiava in Serie B e rischiava di retrocedere; il presidente  Michisanti, che aveva spadroneggiato nel bene e nel male in città, cominciava ad avere problemi non solo tecnici ma anche finanziari (il Comune che gli aveva affidato l’appalto della Nettezza Urbana chiuse i cordoni della borsa) e la società si trovò in debito anche con i giocatori che dovevano ricevere 5 mesi di stipendio arretrato. Michisanti   fece appello  all'amicizia che lo legava ai fratelli Massimino  e questi lo aiutarono a  far fronte al brutto momento. 
Un bel giorno si presentarono il futuro presidente Marcoccio, il dirigente Michele Giuffrida (che in seguito sarà nominato  tesoriere della Lega Calcio)  e l'Assessore allo Sport Silvestro Stazzone, i quali rilevarono la società  con tutte le sue pendenze. Gli effetti si videro subito, gli stipendi furono pagati (grazie ai fondi messi a disposizione da Giuffrida, imprenditore di successo di quel tempo). La squadra, per l’importante incontro per la salvezza con il Marzotto, si presentò gasata e attenta al punto giusto e  vinse a Valdagno, riacciuffando la salvezza: il primo tassello era stato messo.

L’anno dopo 1959/60 sotto la presidenza Marcoccio Giuffrida-Stazzone con Di Bella allenatore, la squadra viene ritoccata. Arrivarono Michelotti, Morelli, Gaspari e Ferretti e Boldi
Fu un trionfo: la squadra si classificò terza e fu promossa in Serie A. Durante l’ultima giornata di B, il Catania, che era al terzo posto, aveva perso a Brescia per 4-2, ma contemporaneamente la Triestina, sua immediata inseguitrice, aveva solo pareggiato a Parma per cui rimase indietro di un punto. Con questi risultati il Catania fu promosso in Serie A. 

Prenna in azione

 

 


La formazione era la seguente:Gaspari; Michelotti Boldi III°,Ferretti Grani Corti; Compagno(Macor) Biagini Buzzin Prenna Morelli, le riserve erano Bonci, Francia , Veglianetti, e Caceffo, l’allenatore era il grande Carmelo Di Bella.

Per cinque anni consecutivi il Catania sarebbe rimasto nella massima Serie,  collezionando risultati strabilianti su tutti i maggiori campi di Serie A. Alla fine della partita di Brescia i dirigenti etnei si abbandonarono alla gioia più sfrenata, ci furono scene di commozione, ma soprattutto tanta felicità per la ritrovata Serie A.  

Il giorno prima c’era stato un mago al seguito della squadra che aveva previsto cose negative per i rossazzurri.  Mentre il Catania perdeva in tutta fretta  e con la collaborazione dei dirigenti Etnei,si era trasferito a Parma, dove giocava la Triestina, per fare in modo di incidere negativamente sui Triestini.

A Catania, appena si seppe della promozione, una folla enorme  si radunò alla stazione centrale ad attendere i propri beniamini. Appena si intravide il treno ci furono scene indimenticabili, sventolii di bandiere, gente che inneggiava alla squadra, Prenna e Corti appena videro quella folla dal finestrino del treno ritornarono indietro, altri come Grani e Buzzin si concedettero alla folla e da essa furono portati in trionfo su una carrozza sulla quale salirono decine di tifosi.L’indomani il cocchiere reclamò i danni nei confronti della Società per la carrozza distrutta.

Nel 1960 dovettero inchinarsi al Catania, persino il Milan scudettato di Gipo Viani e l’Inter di Herrera e Moratti.La squadra nel suo primo campionato di A , venne puntellata con l’ingaggio dell’argentino Calvanese

proveniente dal Genoa, dove non aveva segnato neanche un goal, (in seguito diventerà un beniamino dei tifosi) e il terzino Giavara, ostico e grintoso. 
In occasione della partita con l’Inter a S.Siro, per la prima volta come ricordano, Michelotti e Prenna

"Andammo a visionare il campo di S.Siro con tanto sussiego e in divisa tipica: giacca blu, pantaloni grigi e cravatta rossazzurra, ma l’emozione di trovarci nel tempio del calcio era talmente forte che ci tremavano le gambe". L’impatto con il calcio che conta fu entusiasmante: alla conclusione del girone d’andata il Catania era secondo in classifica, una sorta di Chievo ante litteram, con 22 punti, preceduta dall’Inter con 24 punti. 
A S. Siro il Catania ebbe l’occasione di laurearsi campione d’inverno, ma i valori tecnici vennero a galla: incassò cinque goal dall’Inter con 4 autogoal,  (2  di Giavara, Grani, Corti). L’unico goal dell’Inter fu segnato da Firmani. Rimase però la soddisfazione di chiudere l’andata seconda in classifica. 
Questo team indimenticabile aveva una forza e una compattezza che gli permetteva di superare qualsiasi problema. Difatti la domenica dopo, al termine di una grande partita, il Catania battè per 4-3 nientemeno che il Milan di Gipo Viani che annoverava tra le sue fila, Liedholm, Altafini, Ghezzi, Mora e Trapattoni. I goal furono nell’ordine di Altafini (2) –Biagini ,Calvanese(2) , Liedholm e Prenna. 

Il Catania schierava la seguente formazione:Gaspari Giavara Michelotti;Ferretti Grani Corti; Castellazzi Biagini Calvanese Prenna Morelli.All:Di Bella

Il Milan schierava: Ghezzi Noletti Salvadore; Trebbi Ronzon Trapattoni; Vernazza Liedholm Altafini Galli Maraschi. All.Viani.

Il piazzamento del Catania quell’anno andrà oltre ogni aspettativa, a metà  classifica , destando l’interesse e l’ammirazione dei club del nord Italia. A questo punto non possiamo non menzionare l’artefice di questa rinascita cioè il Presidente Marcoccio che con i suoi collaboratori e grazie alla sua competenza, lungimiranza e alle sue ottime relazioni con tutti gli operatori calcistici di mezza Italia e con imprenditori, seppe portare degli autentici fuoriclasse come Szymaniak, grande mediano, dal Karlsrue , Calvanese,  Turra, Cinesinho, Miranda, Danova, Cordova, Facchin, Valvassori, Battaglia, Desiderio  e tanti altri campioni senza contare quelli che già erano in casa.

L’asse difensivo era di tutto rilievo per quei tempi: Gaspari prima e poi Vavassori, Michelotti, Grani, Alberti ,Giavara a completare il mosaico, ma su tutti la mano del grande maestro: Carmelo Di Bella.

Nel 1961/1962 il Catania disputa un altro indimenticabile campionato. Al posto di Gaspari ingaggiato dalla Juventus, viene Vavassori silurato dalla Juventus, che a Catania disputerà sei anni da favola. La dirigenza completò poi il mosaico con l’ingaggio di Rambaldelli (terzino) e Benaglia (Mediano). 
Il Catania totalizza 30 punti classificandosi al 10° posto, passandosi lo sfizio di battere a Catania la Juventus di Charles e Mora per due a zero, con goal di Szymaniak e Ferrigno e pareggiare a Milano per uno a uno (10/12/1961).

La Formazione era la seguente:Vavassori;Alberti Giavara; Szymaniak Grani Corti; Castellazzi Biagini Calvanese Prenna Morelli -riserve Desiderio Benaglia - Ferrigno -Rambaldelli, Michelotti.

All. Carmelo Di Bella

Nel 1962/1963 il Catania si classificò al 14° posto, mostrando qualche scricchiolio ma centrando sempre la salvezza ,che era l’obiettivo massimo. In quell’anno la società procedette all’acquisto di Petroni(centravanti), Battaglia (ala destra) brasiliano di S.Paolo, Vigni ala sinistra e Milan (mezzala sinistra); Calvanese a novembre andò all’Atalanta. Quell’anno fu difficile per i rossazzurri che centrarono però l’obiettivo dei trenta punti, anche stavolta riusciti nell'impresa  di battere l’Inter di H. Herrera il 30/9/1962, (Inter che poi vincerà lo scudetto e la Coppa dei Campioni) e in quella clamorosa di battere la Juventus (che si classificherà seconda dietro l’Inter) sul suo campo per uno a zero. 
Quell’anno furono importanti i goal di Petroni , Prenna e Milan, che diedero la sicurezza matematica della salvezza. 
La formazione era la seguente:Vavassori Giavara(Michelotti) Rambaldelli(Alberti); Benaglia Bicchierai Corti; Battaglia Szymaniak Petroni Milan (Prenna) Vigni. Riserve Alicata-R. Morelli. All. Carmelo Di Bella

 

Marcatori :Petroni 11 reti
Prenna 8 reti
Calvanese 7 reti (3 Catania- 4 Atalanta)
Milan 6 reti
 
Szyimaniak 4 reti
Benaglia 2 reti
 
Rambaldelli 1 rete

CATANIA - MILAN: in azione Maldini, Pivatelli e Petroni

 

CATANIA - MILAN: rete di Petroni che batte Liberalato

 

CATANIA - MILAN: Prenna in azione 

Nel 1963-1964 la società compie una mezza rivoluzione cambiando parecchi giocatori nello scacchiere. Vengono ingaggiati Lampredi (terzino), Turra (mediano) De Dominicis (mediano), Bicchierai (stopper), Danova (ala destra), Fanello (centravanti) venuto a Catania in cambio di Prenna che andò a Napolia novembre; Sgrafetto , milanese di Desio , ala sinistra, e Miranda , brasiliano di S.Paolo del Brasile, giocatore di grande talento ma discontinuo. 
Il Catania ottiene ottimi risultati e si classificherà al 10° posto totalizzando sempre 30 punti e prendendosi tante soddisfazioni, come quella di vincere a Firenze 2-0 , battere a Torino la Juventus (5/1/64) e di pareggiare con la Roma con il punteggio di 4-4. Quell’anno il Bologna di Bernardini vincerà lo scudetto e violerà il Cibali l’8/12/63 per tre a uno. 
La formazione del Catania era la seguente:Vavassori; Lampredi Rambaldelli; Michelotti Bicchierai Magi (Turra); Danova (Battaglia) Biagini Fanello Cinesinho Sgrafetto(Miranda).
Portiere di riserva: Branduardi- riserve Filippazzo-Longo-De Dominicis.  All: Carmelo Di Bella

Marcatori: 7 reti Danova
4 reti Calvanese e Battaglia
3 reti Cinesinho e Prenna
1 rete: Lampredi,Miranda e Turra

Nel 1964/65 Il Catania viene ritoccato con qualche innesto a centrocampo: arriva Magi ottimo mediano sinistro, Carlo Facchin (ala sinistra proveniente dalla Reggiana), Ciccio Cordova ancora molto giovane; quindi, si procedette a rinforzare il parco riserve con Fantazzi (mediano), Rozzoni(centravanti) e Codognato (centromediano).  
Anche stavolta  il Catania parte a razzo con sei punti nelle prime quattro partite. Alla quinta giornata, nel derby con il Messina di Clerici e Colomban, salito proprio quell’anno, viene sconfitto per due reti a uno con goal di Bagatti (Me), pareggio di Facchin e goal della vittoria di Landri (Me): un derby spettacolare condito come sempre da piccoli tafferugli. Il Catania non perdeva a Messina da dodici anni.

Alla fine di quell’anno il piazzamento fu ottimo: ottavo posto con 32 punti e con Facchin cannoniere più prolifico della squadra con 13 goal, seguito da Danova con 12 reti, Calvanese con 7 reti, Magi  tre reti, Biagini 2 reti, Cordova e Cinesinho con una rete.
La formazione del Catania era la seguente: Vavassori; Lampredi Rambaldelli; Michelotti Bicchierai Magi; Danova Biagini(Cordova) Calvanese Cinesino Facchin. Riserve Fantazzi-Rozzoni- Codognato- ris.Samperi –Di Pierro
. All. Carmelo Di Bella

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La Favola continuava quello che tutti avevano percepito nei loro sogni, con questi atleti nel vero senso della parola, senza i megaingaggi ai quali oggi assistiamo e soprattutto con un grande attaccamento alla maglia rossaazzurra ,avevano superato qualsiasi ostacolo.Non esistevano attenuanti di sorta per loro, neve ,freddo, nebbia , terreni duri o malmessi come quello del Cibali fino agli anni 70, non esisteva nulla.Quando le cronache oggi mi ricordano la favola del Chievo Verona, con tutto il rispetto per questi ragazzi, dobbiamo dare un plauso maggiore agli atleti che hanno fatto grande il Catania in quel tempo ,considerate le ristrettezze economiche e nemmeno la certezza degli stipendi.Addirittura alcuni si sono integrati talmente bene nell’ambito cittadino come Michelotti, Prenna che non hanno voluto lasciare questa città perché l’hanno amata come solo i catanesi sanno.Quegli anni sono stati indimenticabili adesso toccherà parlare degli anni un pò meno felici della squadra, gli anni che vanno dal 1965 in poi.

 

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(Continua)