La storia del 
Calcio Catania

 

5ª puntata - dal 1973 al 1980

1973/1974

Durante l’annata precedente, la Società Calcio Catania era stata duramente contestata dalla frangia di tifosi  più esagitati. Ad essa  vennero imputati molti errori. Massimino deluso da questo atteggiamento, consegnò la squadra a Coco, un politico che al Comune di Catania aveva fatto tutta la trafila politica, da consigliere ad Assessore, fino a diventare Sindaco.

Coco operò alcuni cambiamenti: cominciò con l’ affidare la guida tecnica a Guido Mazzetti e operò alcuni acquisti. Tra questi il forte terzino dell’Acireale Ceccarini; dalla squadra primavera della Fiorentina arrivarono il promettente centravanti Piccinetti, tecnicamente forte ma acerbo per poter disputare un campionato di Serie B, e il terzino Ghedin, attuale secondo di Trapattoni ai mondiali. Inoltre si procedette all’acquisto del mediano siciliano, Fatta del Cantieri Navali di Palermo e dalla Reggiana arrivò Benincasa, libero di buona levatura e con una buona esperienza. Per ultimo, come classica ciliegina sulla torta, arrivò l’ala Spagnolo dalla Reggiana, braccato dagli operatori di mercato di tutta Italia e che il Catania si aggiudicò con un sacrificio finanziario notevole. L’anno prima Spagnolo era stato il cannoniere della Reggiana e aveva perciò attirato su di se l'interesse di parecchi operatori di mercato a Milano.

Il campionato cominciò a ritmo blando, sembrava che dopo qualche incontro, la squadra dovesse trovare la sua fisionomia, ma chiuse il girone di andata ancora in condizione di doversi salvare. Durante il girone di ritorno procedette molto a rilento; Piccinetti, nonostante avesse una buona propensione allo smarcamento in area di rigore, non era altrettanto felice nelle conclusioni a rete. Il solo Spagnolo non poteva bastare; si cercarono altre soluzioni interne, come il far giocare a sinistra il riberese Colombo, ma non ci fu nulla da fare. A questo  si aggiunsero arbitraggi poco favorevoli alla squadra. La società esonerò Mazzetti, per dare uno scossone, e la affidò a Valsecchi. Nonostante ciò i risultati non venivano, per cui alla nona giornata di campionato, girone di ritorno, durante l’incontro Catania- Novara, i tifosi esternarono il loro disappunto con una invasione di campo, che costò al Catania una multa salata e la squalifica del Cibali. Si tentò l’ultima carta disponibile: fu chiamato al capezzale di questo grande malato, la vecchia gloria Memo Prenna, che esordì in campo neutro a Reggio Calabria, impattando con l’Ascoli dell’allora presidente Rozzi. Nonostante la grinta di Memo e la voglia di riuscire, il Catania, dopo venticinque anni vissuti tra A e B , retrocedette in terza Serie
Per i catanesi fu una grande amarezza. I tifosi solo allora capirono l’importanza di Angelo Massimino, animo semplice e cuore grande. 

La formazione che retrocedette in C era la seguente:

Petrovich: Lodrini Guasti; Ghedin Ceccarini Fogli; Spagnolo Biondi Piccinetti Fatta Malaman.  Riserve:Muraro, Spanio, Benincasa, Zeli, Gavazzi , D’Amato e Colombo.

 

1974/1975

Massimino rientrò di gran carriera alla presidenza, anche perché la tifoseria lo reclamava a gran voce. Elaborò allora un piano per far tornare in Serie B il Catania. Svecchiò la squadra, ingaggiò dei buoni elementi su segnalazione di quell’ottimo talent-scout che è Gennaro Rambone, al quale affidò la squadra. Cedette Spanio, Piccinetti, che non aveva dimostrato quelle doti apprezzate con la primavera della Fiorentina; e andarono via anche Fogli, Ghedin ,Gavazzi, Guasti, Lodrini, Picat Re e D’Amato: una vera e propria rivoluzione

Rambone portò a Catania Fraccapani, libero di grande esperienza; lo stopper Battilani, elemento molto valido sul piano fisico; il centravanti Ciceri dal Chieti, classico uomo d’area di rigore e grande lottatore che aveva dalla sua un buon bottino di goal; quindi dal Livorno venne prelevato il mediano Poletto, che si mise in evidenza mostrando notevoli doti tecniche e di palleggio, e vennero valorizzati alcuni elementi del vivaio locale quali Angelozzi , Blatti, Castorina, Cantone e Leonardi. Infine Massimino mise la sua ciliegina sulla torta ingaggiando la mezzala Giagnoni dal Lecce, atleta di grande esperienza e uomo d’ordine del centrocampo.

L’organico per la Serie C era di grande spessore. Fu un anno a dir poco splendido; Massimino coadiuvato da Rambone aveva assemblato una squadra forte in difesa, con un centrocampo valido e una forza d’urto costituita dalle due punte Spagnolo e Ciceri  che costituiranno il fiore all’occhiello e un lusso nel campionato di Serie C1. Spagnolo e Ciceri segneranno in due trentasette goal, un record vero e proprio per la Serie C. 
A questo punto però va ricordato che il rapporto Massimino-Rambone non fu idilliaco e l'allenatore, che notoriamente non aveva peli sulla lingua, non esitò ad andare via. Massimino chiamò allora  Egizio Rubino, l’uomo dei momenti difficili.  "Don Egizio", era un gentleman e mai ebbe a proferire una parola fuori posto;  aveva una ottima predisposizione ai rapporti esterni e con i giocatori.

 Il Catania trovò sulla sua strada il Bari di Matarrese e Pirazzini che lo costrinse a soffrire fino all’ultima giornata, con uno strascico polemico sulla partita Benevento-Bari che la Commissione disciplinare fece ripetere. Ci furono  i soliti derbies infuocati con il Messina, l’Acireale e il Siracusa che resero abbastanza pepato il  campionato, ma alla fine il Catania fu promosso in Serie B.

La squadra che vinse il campionato era la seguente:
Petrovic; Simonini Codraro; Fraccapani Battilani Poletto; Spagnolo Biondi (Fatta)Ciceri Giagnoni Malaman.
Riserve: Muraro, Castorina Blatti, Colombo, Japicone.

La promozione fu salutata come al solito dai catanesi con feste per le strade , fuochi d’artificio e festeggiamenti di ogni tipo. Una vera abbuffata di gioia. 

 

 

Nell’anno 1975/1976  Angelo Massimino, dopo il solito tira e molla estivo se lasciare o meno la squadra, (voleva che altri imprenditori si facessero partecipi con i  fatti e non solo a parole) all’apertura del mercato estivo non esitò a preparare la squadra per la Serie B: il il suo amore per il Catania era veramente sconfinato. 

Acquistò la mezzala Panizza dal Mantova e la mezza punta Morra, che innestò nella vecchia e collaudata intelaiatura. L’integrazione diede buoni risultati, ma il campionato del Catania non fu proprio esaltante tanto che Massimino non si sottrasse alla mania di licenziare l’allenatore: andò via Rubino e subentrò Mazzetti, allenatore perugino di grande esperienza che, nonostante grandi polemiche, portò alla salvezza i rossoazzurri. Fu l’anno dell’esplosione del mediano Poletto,che diede grande qualità al centrocampo; Panizza con Guido Biondi  dirigevano il centrocampo  e molte partite casalinghe furono vinte grazie al loro apporto e a quello di Spagnolo e Ciceri. 
Il Catania si classificò al 10° posto.
 

Da sinistra in piedi:Petrovich, Panizza, Fraccapani,
                              Battilani, Poletto, La Brocca
accosciati:Ciceri, Simonini, Biondi, Morra, Spagnolo

 

 

Per il 2° campionato di Serie B 1976/1977 tutti si aspettavano che Mazzetti venisse riconfermato, ma cosi non fu: Massimino richiama in panchina Carmelo di Bella

Il blocco che aveva conquistato la B due anni prima venne rivoluzionato:  su suggerimento di Di Bella furono  ingaggiati il terzino Pasin, l’esperto terzino stopper De Gennaro, la mezzala Barlassina, lo stopper Bertini dalla Roma e il centravanti Mutti. Quindi, a chiusura del mercato, vennero ingaggiati la mezzala Fusaro dal Varese, il portiere Dal Poggetto e un grande centravanti del tempo passato, il palermitano Tanino Troja, venuto a giocare gli ultimi scampoli di una brillante carriera. Il Torino diede in prestito al Catania il giovane centravanti Bortot, giovane di belle speranze; il Cagliari prestò al Catania l’ala Marchesi.

La campagna acquisti lasciò presagire cose positive per il Catania; gli atleti che Massimino aveva acquistato costituivano una buona garanzia e si pensava che Di Bella ci avrebbe messo del suo per plasmare questa squadra. 
Ma l'
estate fu bollente a causa della difficile contrattazione degli ingaggi tra giocatori e  Presidente -un lungo tira e molla con fughe dal ritiro, preparazione lasciata e poi ripresa da alcuni atleti- non portò nulla di buono e creò qualche malessere all’interno dello spogliatoio, che inevitabilmente si ingigantì.  Inoltre sul campo la squadra non rispose come doveva; subì batoste molto gravi, c'era una notevole improvvisazione tattica e mancava la grinta. Venne sostituito Di Bella con il fido Valsecchi, ma la scossa per l’ambiente non sorti alcun effetto. Dopo alcune giornate subentrò di nuovo Di Bella, ma ormai il peggio era stato fatto. Nonostante questo si valorizzo il terzino Pasin, Mutti segnò dieci goal che però non servirono alla salvezza. 
Il Catania sprofondò di nuovo in Serie C.

L’anno 1977/78 che si apprestava ad iniziare non cominciò sotto buoni auspici. I politici locali come al solito attaccarono Massimino, come se solo lui fosse il responsabile, per cui, deluso e amareggiato, Massimino si chiuse in un mondo tutto suo e cominciò a costruire la squadra che doveva affrontare la Serie C. Acquistò il mediano Righi dal Bologna, l’ala Frigerio dal Como e confidò nella colonia dei giovani catanesi Angelozzi, Leonardi , Blatti, Castorina, Chiavaro e Cantone. Alla guida tecnica chiamò Matteucci (ex portiere sampdoriano) , rompendo per la prima volta il monopolio Mazzetti- Rubino-Di Bella.

Il Catania cominciò il suo campionato positivamente, ma Matteucci era un allenatore che prediligeva una impostazione tecnico-tattica semplicistica. Per questo motivo non ebbe grande feeling con la tifoseria e fu esonerato. Venne richiamato ancora Mazzetti che alla fine conquistò 52 punti, tanti quanti ne aveva totalizzato la Nocerina e si dovette procedere allo spareggio, che fu fissato a Catanzaro dopo non poche polemiche con la tifoseria nocerina che contrastò il Catania in tutti i modi.

 

Nello spareggio di Catanzaro con la Nocerina,  dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio con una rete di Bortot, nel secondo tempo dovette subire il ritorno della Nocerina e qualche decisione sfavorevole per i rossoazzurri da parte dell’arbitro. La Nocerina cosi andò in Serie B.
Le polemiche del dopo partita furono velenose ed ebbero uno strascico non proprio positivo per l’immagine della città.

La formazione che fece lo spareggio, era la seguente: Muraro La Brocca De Gennaro (Leonardi) Righi Bertini Chiavaro; Spagnolo Fusaro Frigerio Morra Malaman;All.Matteucci e poi Mazzetti.

 

1978/1979

Un altro campionato di Serie C si affacciava all’orizzonte. Massimino sempre caparbio e sempre più solo nei momenti bui, non raccolse le provocazioni che gli venivano come al solito dai politici locali, né quelle dei tifosi più esagitati. Rifece di nuovo la squadra, fece ritornare Ciceri, acquistò il mediano Raimondi, l’ala Rappa dal Siracusa e il centravanti Labellarte anch’egli dal Siracusa e chiamò alla guida tecnica della squadra, Adelmo Capelli.

L’Inizio del campionato non fu dei migliori. Il Catania faticava parecchio per poter arrivare in zona goal. Dopo la sconfitta con la Paganese, entrò nello sconforto più totale. Perdette inoltre a Pisa, (inserito nel girone meridionale della C), con due goal di Chierico e Cantarutti. A Pisa avvennero cose incredibili quell’anno: la squadra catanese venne aggredita in modo violento dalla tifoseria pisana; ci fu una protesta in Lega e per parecchio tempo le cronache locali ne parlarono. La stampa nazionale, come sempre, ignorò i fatti. Andarono in Serie B il Pisa ed il Matera di PicatRe. Nonostante il Catania si fosse ripreso bene con i goal di Rappa e Labellarte, non riuscì a centrare il traguardo della B e arrivò terzo.

La formazione era la seguente: Muraro; Leonardi La Brocca; Raimondi Bertini Chiavaro; Rappa Barlassina Labellarte Morra Frigerio. Ris. Pasin. All: Capelli

 

1979/1980

Lo spareggio di Catanzaro e i fatti di Pisa obbligarono Massimino a non lesinare nulla per andare in Serie B e fu  veramente un protagonista del calcio mercato: su richiesta di Rambone, ritornato a Catania , acquistò il centravanti Marco Piga, il portiere Sorrentino, il difensore Castagnini , la mezzala Casale, il mediano Croci, il centravanti Borghi, lo stopper Zanoli e l’ala Mastrangioli.

Massimino per rinnovare la squadra  fece uno sforzo economico che gli attirò le simpatie della tifoseria. Ma il rapporto con  Rambone  fu ancora una volta turbolento. All’inizio la squadra non ebbe un cammino facile. L’innesto di tutti questi atleti richiedeva un po' di tempo per dare dei frutti e i battibecchi tra Rambone e il pubblico erano sempre più frequenti, sia in campo che fuori. La miccia che diede fuoco alle polveri si accese  durante l’incontro con il Montevarchi: Rambone, dopo il goal di Borghi, esultò più del necessario e si lasciò andare ad un battibecco con il pubblico. Fu la fine: il pubblico inveì in modo tremendo, chiese e ottenne di farlo andare via.

Al suo posto fu chiamato Lino De Petrillo, uomo misurato, che conosceva bene la Serie C, e soprattutto uomo tranquillo e sicuro, sotto ogni punto di vista. Alla sua venuta il Catania inanellò una serie di risultati utili che lo misero alla fine del campionato in condizione di precedere il Foggia, antagonista molto forte. Marco Piga segnò dei goal pesanti; Casale diede ordine e raziocinio a centrocampo. In difesa si distinse il portiere Sorrentino che nelle classifiche nazionali risultò il miglior portiere della C: il Catania fu promosso in Serie B con grande gioia di tutta la città.

La formazione era la seguente;

Sorrentino :Castagnini Leonardi; Croci Chiavaro Casale ; Mastrangioli Barlassina Piga Morra Borghi (Frigerio).
Riserve; Dal Poggetto-Tarallo, Leccese, Mastrangioli, Bertini,Zanoli, La Brocca.
All: Lino De Petrillo

 

(Continua)