Ciack siciliano per una crisi vocazionale
Si gira nell’isola “La domenica del Signore” del regista Gianni Virgadaula

di Franco La Magna

 

Torna sul set cinematografico il regista-documentarista Gianni Virgadaula, assiduo collaboratore di Pupi Avati, per affrontare con un lungometraggio la crisi vocazionale d’un parroco catanese, don Angelo Marcinò, che infine - dopo alcuni traumatici episodi - riabbraccerà con rinnovata passione la fede perduta. Originariamente concepito come corto, ma inaspettamente “cresciuto” durante la lavorazione, con “La domenica del Signore”, questo il titolo del film, Virgadaula (noto in Sicilia come “il regista dei santi”, per le molte monografie dedicate alle vite dei santi) rinnova, per quanto traslatamente, le predilette tematiche religiose, dopo l’esperienza del precedente “Lèmuri, il bacio di Lilith”, singolare horror muto in bianco e nero, concepito secondo i classici stilemi dell’espressionismo tedesco degli anni ’20, che ha quindi come modello i celeberrimi “Nosferatu” di Murnau e “Vampyr” del danese Dreyer. Tutt’altre atmosfere aleggiano, di contro, ne “La domenica del Signore”.

 

Siamo nel 1957. In un borgo di mare del catanese, il parroco don Angelo Marcinò vive una grave crisi vocazionale. Corroso da una frustrante solitudine e deciso a lasciare il villaggio, un giorno il prete viene chiamato da Lucia ad assistere il padre Francesco Samà, un anziano capitano di bastimenti molto malato. Giunto nella casa del marinaio, il vecchio gli narra un fatto straordinario e cioè come egli nel pregare di fronte ad una sedia vuota… veda Gesù. Don Angelo è molto scettico, non crede a quel fantastico racconto, ma da quel momento comincia a prendere una nuova coscienza del suo ministero sacerdotale e non più incline a compromessi, si ribella al ricatto di alcuni malavitosi che gli avevano offerto danaro in cambio del sostegno di una candidatura politica poco trasparente. Per questo, il sacerdote subisce una grave ritorsione, ma è proprio grazie a quel triste episodio, insieme al dono della sedia che il capitano gli fa morendo, che don Angelo ritroverà la via della fede.

 

Girato tra le province di Enna, Caltanissetta (dove sono già state effettuate alcune riprese) e Catania, “La domenica del Signore” vanta tra gli attori la prestigiosa presenza di Walter Maestosi (indimenticabile voce e volto storico della televisione nazionale) nel ruolo del vecchio marinaio Francesco Famà e ancora Rosario Tandurella (don Angelo Marcinò), Guia Jelo (Concetta), Ornella Giusto (Valeria Geraci), Anna Passanisi (Osvalda), Barbara Giummarra (Lucia), Andrea Rizzo (Carmine), Stefano Lotà (on. Geraci). Lo staff tecnico è composto da Attilio Vindigni (Direttore della fotografia), Paolo Ravalli (operatore), Antonio Santafede (aiuto regista), Aurora Tilaro (segretaria di edizione), Luana Occhipinti (scenografia), Antonietta Coniglione (costumista), Fabio Leone (II assistente regia), Antonella Barbera (III assistente regia), Orazio Pistorio (fotografo di scena).

Il film, come molte produzioni di Virgadaula - che in Sicilia continua pervicacemente nonostante le ormai proibitive condizioni economiche - a girare, è realizzato dall’Istituto Culturale di Sicilia per la Cinematografia-Onlus. Sono già stati stabiliti proficui contatti con alcuni importanti festival cinematografici nazionali e imprese di distribuzione per la diffusione del film nelle sale. Tra le sequenze catanesi, dopo quelle di Aci Trezza - il paese rivierasco noto per la vicenda letteraria dei “Malavoglia” verghiani, nonché per essere stato set del celeberrimo “La terra trema” (1948) di Luchino Visconti - è stata interamente girata nella scenografica piazza Duomo, cuore pulsante della città e punto obbligato d’incominciamento di ogni visita turista, mentre un lussuoso appartamento di via Di Sangiuliano (caratteristica strada del capoluogo etneo dalla ripidissima pendenza) fa da location per un’altra importante sequenza. Con questo film, che ovviamente sarà editato nel 2013, Virgadaula festeggia il trentesimo anno di attività professionale.