I mercoledì dell'Ariston: cinefilia e film d'autore
di Franco La Magna

 


Dividere il pubblico cinematografico tra “cinefili” e “generalisti” è una pratica abbastanza irriverente (e forse anche un po’ radical-chic) Tuttavia è indubbio che la divisione nei fatti esiste e le rassegne di “recupero” dei film della stagione appena trascorsa (o si dovrebbe dire ancora in corso) o dei “cult” non pescano tutte nello stesso target. C’è chi del cinema apprezza (legittimamente) il puro divertissemant e c’è invece chi ne fa un imprescindibile strumento di conoscenza del mondo, un modo per entrare in contatto con temi e tesi dai quali senza di esso, forse, resterebbe escluso. Sia nel primo caso (il “disimpegno”) che nel secondo, pur su piani diversi, il piacere estetico è o dovrebbe essere uguale.


Il cinema “Ariston” di Catania, storico locale di film d’essai, si è da tempo posto sulla strada della selezione qualitativa, confermandolo con la proiezione quotidiana e rafforzando ulteriormente le scelte compiute ab origine con la rassegna annuale dei “mercoledì”, vera e propria summa della recentissima produzione cinematografica doc.
Quest’anno la selezione proposta parte dal doloroso “Il matrimonio di Lorna” (2008) dei fratelli Dardenne (25 febbario) strenua difesa della maternità e della vita; per passare poi al dissacrante “Lezione 21” (2008) di Baricco (4 marzo); allo struggente “PA-RA-DA”(2008) di Marco Pontecorvo (11 marzo); al crudo, amaro, essenziale e rigoroso minimalismo de “Le tre scimmie” (2008) del turco Nuri Bilge Ceylan, apologo sull’incomunicabilità familiare (18 marzo); all’inquietante e in odore di Oscar “La banda Baader Mehinhof” (2008) di Uli Edel, gesta del terrorismo tedesco di sinistra che pensava di raggiungere la palingenesi del mondo (1 aprile); fino ad arrivare alla divertente commedia francese “Giù al Nord” (2007) di Dany Boon (8 aprile); al biografico (si parla della band cult de Joy Division) “Control”(2007) di Anton Corbij (15 aprile) o al drammatico “The Hurt Cocker” (2008, in programma il 22 aprile) di Kathryn Bigelow (40 giorni vissuti al fronte in Iraq). Ultima proiezione in programma l’ israeliano “Qualcuno con cui correre” (2006) di Oded Davidoff, pietosa radiografia d’una umanità adolescenziale allo sbando (29 aprile, film di chiusura).


Non manca una rivisitazione, riproposta non casualmente in un periodo storico di contrapposizioni frontali che sembra aver rigettato l’Italia nel clima infuocato post-bellico del 1948: “La rabbia” (1963) di Pier Paolo Pasolini e Giovanni Guareschi. Come dire: Peppone e Don Camillo, sinistra e destra, qui però in drammatica e antitetica welthanschauung.


Tessera per 10 serate: € 25,00 – studenti € 15,00
Ingresso singola proiezione: € 3,50
Orario spettacoli: 16,00-18,00-20,30-22,30
Prevendite: Multisala Ariston, librerie Cavallotto