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Catania |
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dal
lungomare
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Teatro |
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SUGO FINTO
di Carmelo La Carrubba
E’
difficile poter dire quanta amarezza possa contenere una situazione
comica e di conseguenza l’umorismo, pur facendo sorridere, è sempre
attraversato da un pesante velo di tristezza.
E’ quanto avviene nella pièce “Sugo finto” di Gianni Clementi andata in
scena sabato e domenica sera al Centro Zo per “Gesti” – inserito nel
cartellone dello Stabile di Catania – con la regia di Ennio Coltorti e
l’interpretazione di due bravissime attrici quali sono Paola Tiziana
Cruciali e Alessandra Costanzo nel ruolo di due sorelle, Addolorata e
Rosaria.
Prima ancora di raccontarne la trama dirò – una volta per sempre - che
il comico (o la comicità) per essere tale ha bisogno di un tempo scenico
ben preciso accompagnato da una battuta fulminante; il tutto va sotto la
definizione di tempo comico che se non rispettato non crea la sorpresa
nello spettatore e quindi non scatta la risata. Quanto sopra è stato
rispettato (quindi attuato) da regia e interpreti – nei tempi brevi del
comico – per tutta la durata dello spettacolo durante il quale il
dialogo fra le due sorelle diventa uno scoppiettio di frasi che ne
estrinsecano stati d’animo e sentimenti che affondano le radici nella
loro infanzia, nel loro carattere opposto, nel bisogno di amore, nella
loro solitudine di donne nubili, due zitelle che vivono una vita grama
segnata dalle rinunce, dal risparmio forzato che si manifesta nel loro
rapporto col cibo (il loro “sugo finto” fatto di pomodori e verdure –
senza carne – è un modo per risparmiare) che ha molta importanza nella
vita di ognuno di noi e in particolare in quello delle due sorelle.
Addolorata e Rosaria: esse costituiscono uno strano binomio perché la
prima è una debole che subisce le provocazioni r i comandi della
seconda, mentre l’altra, donna austera e dominatrice,
impone la sua volontà alla sorella... |
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L'ARIA DEL CONTINENTE
di Carmelo La Carrubba
Molière
in una sua commedia fece la satira spietata del borghese altrettanto fa
Martoglio ne “L’aria del continente” col ricco possidente di paese, il
siciliano don Cola Duscio. Un ritratto satirico di indubbia comicità
sulla provincialità che sottolinea quanto sia causa ed effetto di un
modo di intendere particolare capace solo di creare equivoci e
fraintendimenti. Parliamo del capolavoro di Nino Martoglio che ritrae
una certa Sicilia in un determinato periodo della sua storia in maniera
comica-grottesca lasciandoci un ritratto indimenticabile di questo
microcosmo di provincia. Tant’è che questa commedia è stata
rappresentata dalle più importanti compagnie iniziando nel 1915 da
Angelo Musco a Milano. Per lo Stabile catanese c’è l’edizione del 1970
(Teatro delle Muse) con Turi Ferro interprete principale e regista e
scene del pittore Ciccio Contraffatto fino allo spettacolo odierno in
scena al Teatro Musco, sempre per lo Stabile di Catania, con Pippo
Patavina protagonista che ne cura anche la regia. Su questo testo
gravano alcuni pregiudizi da parte della critica che l’ha sempre
considerato un prodotto dialettale e verista senza percepirne l’ansia di
rinnovamento che l’animava. Inoltre la cultura libresca – fuori dalle
tavole del palcoscenico – ha considerato sempre il genere comico come
subalterno al tragico senza notare la freschezza di chi sa cogliere le
contraddizioni del vivere, la capacità di far ridere anche criticando se
stessi con l’autoironia. Infine non si apprezzò abbastanza nel passato
quello che fu un punto di forza del linguaggio di Martoglio: la sua
parlata catanese, creativa, giocata su diversi registri fonici e
concettuali, spinta alla deformazione del tragico fino al grottesco
adoperando il dialetto come risorsa espressiva che raggiunge
risultati
qualitativi inimmaginabili... |
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C'ERA
UNA VOLTA A CHICAGO
Un processo da favola,
uno show da non perdere...
Spettacolo teatrale della compagnia "Burattini senza fili"
Regia:Bruno Mirabella
Sabato 27/3, ore 20:45
Domenica 28/3 ore
19:15
Teatro MILO via milo 11/a Catania
Biglietto intero 6 euro
riduzione studenti 5 euro
info 3937458888
www.burattinisenzafili.blogspot.com
gruppo facebook burattini senza fili
canale youtube burattini senza fili |
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WORLDFEST
2010Si svolgerà a
PHOENIX, dal 26 al 28
Marzo, l'annuale festa che la città dell'Arizona dedica
alle città gemellate.
Si tratta di Calgary (Canada),
Catania (Italy), Chengdu(China), Ennis
(Ireland), Grenoble (France)
Hermosillo (Mexico) Himeji (Japan),
Ramat-Gan (Israel) Taipei (Taiwan), per ognuna
delle quali, i componenti dell'organizzazione
Phoenix Sister Cities,
realizzeranno uno stand promozionale.
Agli amici di Phoenix va il
ringraziamento della nostra città ed un caro saluto dal
"Comitato Phoenix" di Catania.
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Vedi
programma |
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| Società |
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"Vivere
è ricordarsi": inizia così
il racconto con cui Mons. Antonino
Calanna, attraverso la cronaca rievoca la storia
dell'ODA (Opera
Diocesana di Assistenza di Catania) , da lui fondata
nel lontano 1961, allo scopo di "mettersi dalla parte dei
più deboli, perché fisicamente provati, fratelli silenziosi
le cui invocazioni di aiuto andavano ascoltate dalla
comunità cristiana; come è stato". Ma dietro la
cronaca, dietro
ogni passo di una grande impresa, c'è sempre sacrificio,
dedizione, passione.
Per ricordare anche questo pezzo di storia della nostra
città, attraverso un'istituzione oggi conosciuta da tutti,
che ha svolto un'opera essenziale di servizio alla società,
pubblichiamo integralmente il testo dell'opuscolo a
beneficio di coloro che non hanno avuto l'occasione di
leggerlo.
CRONACA...PER UNA STORIA
14 Aprile 1961 - 14 Ottobre 2004
Introduzione.
"Dal
14 ottobre 2004, giorno in cui ho lasciato (?) l’O.D.A.,
dopo
43 anni e sei mesi esatti, molti me ne hanno chiesto il vero
motivo.
“È vero che ……………?”
Alle volte ho risposto con un sorriso, altre volte ho
cercato di
cambiare discorso, qualche volta mi sono un po’ soffermato
sull’argomento
con poche parole.
Trascorsi 5 anni e insistendo tanti amici a porre le stesse
domande,
mi sono deciso di mettere per iscritto alcuni ricordi,
perché
“vivere è ricordarsi”.
Il ricordo è pure conoscenza, che non è la verità, ma aiuta
a cercare
la verità.
I fatti se non acclarano la verità, almeno si sforzano in
qualche
modo di perseguirla.
Quello che si è svolto e realizzato in 43 anni di attività,
viene
appena accennato per non tediare chi eventualmente avesse
interesse
di leggere questo scritto.
Ho voluto semplicemente fotografare quanto accaduto lungo
gli
anni.
Credo di non avere offeso alcuno.
Se qualcuno si sentisse ferito, chiedo scusa.
Per la narrazione ho creduto opportuno usare la prima
persona,
perché mi è sembrata la più appropriata".
Mons. Antonino Calanna
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Scarica l'opuscolo |
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Letteratura |

Carmelo La Carrubba
Vittoria Timmonieri
“IL TEMPO DEI DUELLI”
Bonanno Editore
Edizione 2009
Per gentile concessione dell'editore
Bonanno di Acireale pubblichiamo la prefazione di Salvatore Aleo al
libro "Il tempo dei duelli" di Carmelo La Carrubba e Vittoria
Timmonieri, sicuri di fare cosa gradita ai nostri lettori.
Prefazione
di Salvatore Aleo
"Ho conosciuto i coniugi Carmelo La Carrubba e Vittoria Timmonieri
perché cercavo il loro scritto, che apparve a puntate nel 1988 nel
settimanale “Prospettive” che si pubblicava a Catania. Cercavo
questo scritto perché una mia collega storica studia i duelli e a
mio modo di vedere sarebbe stato opportuno che lo leggesse. Non
trovando più, fra le mie carte, quella pubblicazione, sono però
riuscito a rintracciare gli Autori, ai quali ho proposto di
ripubblicare l’opera. Ne ho guadagnato un simpatico invito a pranzo
e il piacere di formulare questa prefazione.
La recente rilettura ha confermato l’impressione che avevo avuto a
suo tempo. Si tratta di una lettura gradevole di un’opera sobria che
a mio avviso ha profili di grande interesse.
In modo generale e sintetico viene ricostruita la storia della
pratica dei duelli nel contesto soprattutto della cultura
cavalleresca. L’ambiente più specifico è quello della scherma nella
città di Catania attorno al maestro Pasquale Timmonieri, una figura
austera, nota e interessante, nel passaggio fra il secondo
dopoguerra e lo sviluppo economico e culturale negli anni sessanta.
Alcuni dei ragazzini che frequentavano la sala di scherma del
maestro Timmonieri prima della guerra sono stati poi uomini di
grande qualità delle professioni nella Catania degli anni sessanta e
settanta.
Questi ragazzini incontravano nella sala di scherma Vitaliano
Brancati, di cui usavano i profumi dopo che se n’era andato via, e
il grande chirurgo Achille Mario Dogliotti, con cui l’unico a provar
timidezza nell’incrociare le spade era il suo allievo Ciro Fiori,
che fu poi un apprezzato medico.
Mimmo Girelli è stato presidente del consiglio dell’ordine degli
ingegneri di Catania, e fece scoppiare uno scandalo, relativo ai
modi di approvazione dei progetti e di concessione delle licenze
edilizie, che coinvolse la giunta comunale e condusse in carcere
perfino il vicesindaco della città, oltre all’ing egnere capo e a due
tecnici comunali... |
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Appunti |
IL GIARDINO DEL TEMPO
di Vittoria TimmonieriHo visitato, nei miei
viaggi diversi giardini in Italia e in Oriente, giardini botanici o
privati ma non avrei mai immaginato di visitarne uno a Catania,
proprio nel cuore e, per giunta, un giardino non solo particolare ma
addirittura esotico. Merito della sempre delegata della sezione
catanese del F.A.I. Antonella Mandalà che, nei giorni scorsi, ha
condotto i soci a scoprire questo gioiello al confine con San
Gregorio.
Una villa nobiliare immersa (o sovrastante?) un polmone di verde che
è restrittivo chiamare soltanto giardino; piuttosto percorso
dell’anima e si rivela poco a poco mentre ci inoltriamo in esso,
quasi condotti per mano dalla squisita padrona di casa, Rossella
Pezzino dè Geronimo, che conobbi giovanetta e ho rivisto artefice di
questo paradiso. Ha creato questo percorso che definisce “stanze in
fiore” ed è un percorso che parte dalla zona più ombrosa per salire
in alto, nel punto della meditazione zen, da dove, per altro, si
gode un incomparabile panorama del golfo.
Piante mediterranee e rare specie orientali convivono in un insieme
armonico frammentato da stagni, ruscelletti, piscina, saie il cui
scorrere dell’acqua accarezza le orecchie e sottolinea musicalmente
il cammino.
Veramente un giardino che non ha nulla da invidiare a tanti altri e
di cui Catania può andare orgogliosa anche se poco noto ai più. |
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