Le eruzioni

L'Eruzione del 1928


 

 

In soli diciotto giorni furono emessi circa 43 milioni di metri cubi di lave che avrebbero ricoperto circa 800 ettari di terreni coltivati, distrutto parzialmente la ferrovia Circumetnea e distrutto l'abitato di Mascali nel versante orientale del vulcano.

Nel pomeriggio del 2 novembre 1928, un'enorme colonna di cenere e vapori si levò dal cratere S.T. di Nord-Est mentre nell'alta Valle del Leone (2700 m. s.l.m.) si ebbe modo di osservare nonostante la distanza, alcune spettacolari fontane di lava.

In prossimità di Monte delle Concazze, una serie di scosse sismiche furono il preludio all'apertura di fratture eruttive da cui si dipartì una piccola colata lavica associata a significative esplosioni freatiche; la lava molto fluida, solidificò tanto rapidamente che alcuni pini larici investiti durante il cammino, continuarono a vegetare regolarmente nei mesi successivi.

Giorno 3 novembre da un'enorme nube di scorie, ceneri e lapilli accompagnata da un tremendo boato incominciarono a ricadere blocchi di notevoli dimensioni in prossimità del primo osservatorio vulcanologico posto nel versante meridionale dell'Etna; contemporaneamente a Piano delle Donne e Ripa della Naca si aprirono delle fratture eruttive da cui ebbero origine pericolose fuoriuscite di lava che incanalatasi nel letto del torrente Pietrafucile puntò decisamente in direzione dei paesi costieri.

Alle ore 19.00 del giorno 6 novembre 1928, giorno in cui la Chiesa festeggia san Leonardo (patrono di Mascali) e ironia della sorte, la municipalità avrebbe dovuto inaugurare il monumento marmoreo ai Caduti in guerra, la lava travolse la prima casa dell'abitato di Mascali che, in vista dell'imminente disastro era stato evacuato. In sole dodici ore, la colata avanzando lungo un fronte di circa 300 metri, seppellì 550 abitazioni (quasi tutto il settecentesco paese di Mascali) risparmiando solamente un gruppo di case ed una chiesa nel lato settentrionale del paese.

La lava proseguì il suo percorso sino a lambire le case di Carrabba dove, il 16 novembre 1928 a poco più di un chilometro dal mare, il fronte lavico si arrestò. Giorno 20 novembre 1928 l'eruzione terminò.