Le eruzioni

L'eruzione del 1983


 

Tra il 27 marzo ed il 28 marzo 1983, una frattura eruttiva estesa per due km, da quota 2900 a quota 2350 m. s.l.m. , si aprì nel fianco meridionale del vulcano. Tale evento determinò la parziale distruzione del Piccolo Rifugio (2500 m. s.l.m.).
Dall'estremità sud della fenditura sgorgò una colata che travolse 8 piloni con le stazioni di partenza e arrivo della funivia, la Casa Cantoniera e sfiorò il ristorante Corsaro. Una digitazione mise in pericolo il Rifugio Sapienza giungendovi a poca distanza. Contemporaneamente lungo la frattura si erano impostati una serie di hornitos che emettevano gas incandescenti.
Giorno 1 aprile la lava investì il ristorante Corsaro precedentemente risparmiato e nei giorni successivi venne divelto dalle fondamenta e trasportato per un lungo tratto prima di sparire tra le lave.
Giorno 8 aprile una nuova ondata di lava si addossò al Rifugio Sapienza determinando la distruzione di alcune sue parti, un braccio invase il vivaio forestale di Monte Vetore. Nei giorni successivi la lava proseguì la sua discesa demolendo la vecchia masseria Casa del Bosco, alcuni villini in C.da Sclafani ed il ristorante La Quercia posto a piano Bottaro.
Dalla fine di aprile sino al 6 agosto, le lave non si spinsero mai al di sotto di quota 1600 m. s.l.m. Soltanto in c.da Parmentelli, presso M. Manfré ed al rifugio Sapienza vi furono altri limitati danni causati dall'eruzione. Diverse misure di protezione civile in un clima arroventato di polemiche tra gli stessi scienziati, gli ambientalisti, gli amministratori e le popolazioni locali, furono applicati per cercare di controllare e modificare l'avanzata dei flussi delle colate laviche dell'eruzione. Attraverso la costruzione di barriere di contenimento ed argini laterali e canali di invito su cui far confluire il flusso principale previa distruzione di porzioni della colata lavica mediante l'uso di esplosivi. Interventi ritentati nel corso dell'eruzione del 1991-93 con risultati più significativi.

Ecco i dati più significativi dell'eruzione:

DATA:

28-3à 06-8

DURATA:

131 giorni

UBICAZIONE:

Fianco meridionale dell’Etna, in una zona a notevole densità di apparati eruttivi (2-4 bocche per Km2) come si può ricavare da elaborazioni basate sulla carta geologica dell’Etna - AA.VV., (1979)

APPARATO ERUTTIVO:

Lunga fessura eruttiva con direzione NNE-SSW parallela a quella del 1910, circa 200 m. più a Nord di questa, da 2450 a 2300 m. s.l.m.

DIREZIONE FLUSSO:

Sud-Sud-Ovest

MASSIMA LUNGHEZZA:

Un braccio della colata seguendo il percorso della colata del 1910, si arrestò poco a Nord di M. S. Leo a 1150 m. s.l.m. (7 Km in linea d’aria dalle bocche), un altro ad W di M. dei Faggi e di M. Manfré, raggiunse quota 1000 m. s.l.m. (7.3 Km dalle bocche in prossimità di M. Mazzo)

SPESSORE MEDIO:

Tra 1900 e 1700 m. s.l.m. ± 10 m., su una superficie di 1 Km2 con spessore medio ± 20 m.; in tutta la restante parte lo spessore medio è inferiore ai 10 m.

AREA RICOPERTA:

5.5 - 6 Km2

VOLUME DI LAVA:

79x106 m3

VOLUMEP RODOTTI PIROCLASTICI:

Lancio sporadico di scorie nei primi giorni dell’eruzione

TIPO DI LAVA:

aa con modesti espandimenti pahoehoe

INDICE DI ESPLOSIVITA’:

E== bassissimo

TIPO DI VULCANITI:

Hawaiiti (Al2O3=18% - TiO2=1.75%)

TASSO DI EMISSIONE MEDIO:

6-6.5 m3/sec nelle prime settimane dell’eruzione (stime basate sulla superficie ricoperta per spessori medi di ± 10 m.)

SISMICITA’:

L’eruzione è stata preceduta da una crisi sismica iniziata alle ore 00.00 del 27/3 e durata ± 30 ore con oltre 250 eventi registrati da almeno 3 stazioni della rete sismica dell’Etna (Gresta et al., 1984). La maggior parte degli eventi sismici della crisi sono stati molto superficiali (H≤3 Km.) con epicentri concentrati poco a Est della frattura eruttiva, ma non pochi terremoti con H>20 Km mostrano epicentri distribuiti su un’area più vasta; parecchi di questi sono stati avvertiti particolarmente nei centri abitati alle falde Sud-Occidentali del vulcano ed hanno provocato lievi danni lungo una fascia allungata approssimativamente SW-NE da Adrano a M. Denza, secondo la direttrice di Faglia già segnalata (AA.VV.,1979); Cristofolini et al., (1980); Lo Giudice et al., (1982), ed hanno avuto magnitudo massima 3-4.

TIPO DI ERUZIONE:

Laterale

 

 

Se i dati dell’eruzione del 1983 si confrontano con quelli relativi all’evento del 1910 il cui teatro eruttivo è stato praticamente coincidente, si nota un fortissimo contrasto di comportamento che a sostanziale parità delle condizioni morfologico-ambientali può essere correlato solamente con i diversi valori di emissione medi e in parte anche alle diverse caratteristiche fisiche (temperatura e conseguentemente viscosità) delle due colate.