Il
teatro eruttivo si é sviluppato alla base orientale del Cratere
Subterminale di Sudest, ovviamente nel versante sud-orientale
dell'edificio vulcanico, a circa 2930 metri di quota ed ha visto
la fuoriuscita di lava fortemente degassata e scoriacea (tasso di
emissione medio compreso tra 0,2 e 0,3 mc/sec) da quattro "bocche"
eruttive ubicate lungo una frattura estesa per circa 300 metri ed
orientata N110°E, parallela alle direttrici tettoniche principali,
orientate NNW-SSE.
Locali fenomeni di lancio di brandelli di lava si sono osservati nel
primo pomeriggio del 7/9/04 e non avevano molta energia (i brandelli
ricadevano in un intorno di pochi metri, massimo 10). Il luogo, é lo
stesso che ha visto prodursi i fenomeni eruttivo-esplosivi dell'estate
del 1999. (L'emissione del 7/9/04 si é sviluppata vicinissima agli
hornitos generatisi nel 1999).

La lunghezza complessiva dei due bracci poi riunitisi in un unico
ramo lavico (colata) é stata di circa 800 metri lineari con un
dislivello di circa 300 metri (le propaggini più avanzate della
colata si sono fermate all'interno dell'alta Valle del Leone,
all'interno dell'immensa Valle del Bove).
Al
momento (9/9/04) si osserva una estensione delle fratture tensionali
che rappresentano un esteso campo di fratture. Tutta l'attività si é
svolta in assenza di tremore vulcanico e in assenza di terremoti.
Tuttavia, gli scienziati dell'I.N.G.V. stanno effettuando accurate
analisi petrografiche, geomorfologico-struturali e geodetiche, al fine
di poter stabilire o cercare di interpretare l'evoluzione (se ce ne
sarà) di tale fenomenologia.
9
settembre 2004

Alcune aree sono state interessate da fenomeni di crollo causate
dalle tensioni cui é sottoposta l'area superficiale.
Alle
ore 06.45 da questa area posta a circa 30 metri ad Ovest della Serra
Giannicola Piccola a circa 2721 m. s.l.m. all'interno dell'alta Valle
del Bove nel versante orientale dell'Etna, si é avuta una piccola
colata lavica scoriacea, scarsamente alimentata che ha percorso 40
metri lineari portandosi a 2700 m. s.l.m. Attualmente, la colata
principale si é fermata e dalle ore 08.30, un'altra sbavatura, più
fluida si é prodotta ad est della stessa.
10
settembre 2004
Alle ore 06.45 (Local Time) si é aperta un'altra bocca effusiva a
circa 2720 metri di altitudine all'interno dell'alta Valle del Bove
a circa 50 metri ad Ovest rispetto ala Serra Giannicola piccola.
Il flusso scarsamente alimentato e costituito da lave scoriacee ha
percorso circa 30 metri lineari prima di arrestarsi. Al momento un'altra
sbavatura si sta verificando in prossimità di quest'area a circa 2730 m.
s.l.m. Relativamente a quest'area ecco la fotografia prima che si
verificasse la fuoriuscita di lava (data 9 settembre 2004 ore 11.30).
11/9/2004
13/9/2004
La
colata in prossimità di Serra Giannicola piccola, ha iniziato una
"cascata" per ragioni morfologico-strutturali.
L'evento iniziato il 7 settembre continua e permane l'attività effusiva
al'interno della Valle del Bove.
Alle ore circa 12.40 a quota 2.250 m. circa, poco ad Ovest rispetto alla
frattura eruttiva posta a 2.620 m., si é prodotta un'altra frattura
parallela ad essa. Da questa frattura ha avuto luogo l'emissione di una
colata lavica che ha percorso circa 40 metri e che non presenta problemi
di sorta...
15/9/2004
"A
quota 2820 m. s.l.m. a partire dal 13/9/04 persiste una sostenuta
attività di degassazione. Il tipico colore azzurro denota la presenza di
Ossigeno. Attualmente (15/9/04 ore 13.00 L.T.) si stanno producendo dei
sublimati di zolfo e di altri elementi chimici e la "bocca" si sta
"allargando" per fenomeni di crollo legati alla dinamica dei gas
magmatici che si stanno liberando. Il flusso lavico scaturito dalla
bocca di 2620 metri s.l.m. presenta caratteristiche sostanzialmente
invariate rispetto ai giorni scorsi (rate >2<5 mc/sec). Persiste un
degassamento talvolta accompagnata da qualche piccolo brandello lavico.
Il fronte della colata é giunto in prossimità degli apparati secondari
formatisi durante l'eruzione del 1852-53, noti in letteratura come "I
Centenari". La colata lavica scaturita dalla bocca posta a quota circa
2250 m. s.l.m. continua ad essere alimentata ((rate >2<3 mc/sec). Il
fronte di questa colata ha raggiunto i 2000 metri s.l.m."
"I
Crateri sommitali non presentano alcuna anomalia termica nè attività
esplosiva, e sono interessati dalla tipica attività di degassazione
persistente che caratterizza l'Etna; soltanto il flusso di SO2 nella
giornata del 15/9/04 ha subito un incremento rispetto ai giorni scorsi
passando dalle abituali 500-700 Ton/Die alle 1200 Ton/Die. Si osserva
un'attività di degassamento lungo la frattura che caratterizza l'orlo
orientale del Cratere Subterminale di Sud-Est (frattura generatasi il
04/2/1999).
I flussi lavici che fuoriescono dalle due bocche poste lungo la parete
occidentale della Valle del Bove a 2650 e 2350 metri s.l.m., appaiono
scarsamente alimentati. Rispettivamente abbiamo:
a) Bocca di 2650 m. s.l.m., effusion rate= 2-4 mc/sec -
b) Bocca di 2350 m. s.l.m. effusion rate = 1 mc/sec.
Sovrapposizioni e piccole tracimazioni laterali, causate da parziali
ostruzioni, si osservano nella porzione mediana delle colate laviche. Un
piccolo ingrottamento si sviluppa lungo l'emissione scaturita dalla
bocca di 2650 m. s.l.m. Sporadiche attività di lancio di brandelli
lavici (sino a 15 metri di altezza) sono state rilevate all'Hornitos
impostato lungo la frattura di 2650 m. s.l.m.
L'analisi dei campioni (vetrini) effusivi ed esplosivi confermano che
trattasi di un magma già residente all'interno del sistema di
alimentazione superficiale dell'Etna, dove ha potuto degassarsi,
raffreddarsi e cristallizzare in maniera omogenea"
30/9/2004
Ad oggi permane l’alimentazione dei due flussi
lavici lungo la parete occidentale della Valle del Bove. In
particolare, quello scaturente dalla bocca di quota 2620, ingrottato sino
a quota 2560 m. s.l.m., presenta il fronte lavico più avanzato a 1700 m
circa. Quello alimentato della bocca di 2320 m si espande intorno a quota
1900 m, in corrispondenza di Serra Giannicola Grande.
Piccole e locali microscosse sono registrate dalle stazioni dell'I.N.G.V.
Le analisi petrografiche condotte su campioni
rocciosi prelevati a 2950 m., 2820 m., 2620 m., e 2340 m. acclarano la
tesi dell'emissione di un magma residente da tempo nel sistema di
alimentazione superficiale dell'Etna e quindi prevalentemente
degassato, cristallizzato in modo frazionato ed omogeneo, attraverso
fenomeni di differenziazione magmatica.
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7
ottobre 2004
Permane l'attività effusiva all'interno della parete occidentale
della Valle del Bove, in particolare dalla bocca effusiva di quota 2620
m. s.l.m., si originano diversi flussi lavici che progrediscono in
direzione dei Monti Centenari; il braccio più avanzato ha raggiunto
quota 1780 m.s.l.m. Dalla bocca effusiva di quota 2320 m. s.l.m. altri
flussi lavici si riversavano nei pressi della Serra Giannicola Grande
spingendosi sino a 1690 m. s.l.m. Fenomeni di rigonfiamento hanno
causato fratturazioni differenziali del carapace lavico, dando luogo ad
alcune bocche effimere dalle quali si dipartono piccoli distinti flussi
lavici. Il tasso di emissione medio (rate) é costante e si mantiene su
valori pressoché identici a quelli rilevati nei giorni scorsi.
Un evento sismico di bassa energia (M= 2.2 Rickter) é stato localizzato
in prossimità di Monte Fontane. Non si evidenziano variazioni
significative dei valori dell'ampiezza media del tremore vulcanico.
14/10/2004
Prosegue l'attività effusiva all'interno della Valle del Bove.
Dalle bocche di 2620 m. s.l.m. e di 2350 m. con volumi stimati di
lave emesse paragonabili a quelli emessi nelle settimane precedenti. In
pratica pur con le debite variazioni morfologiche, le colate laviche i
cui fronti più avanzati proseguono in direzione dei M. Centenari
e di Serra Giannicola piccola sino a raggiungere i 1660 m.
s.l.m. stanno dando luogo alla classica colata di lava composita come ho
avuto modo di affermare in diverse occasioni.
Canali di svuotamento, tubi di drenaggio superficiali, espandimenti,
tracimazioni, sovrapposizioni si producono a causa della concomitanza di
fattori morfologici (prevalentemente cambi di pendenze) e di tassi di
emissione medi (rate) estremamente bassi. La forma complessiva della
colata sarà sempre più prossima a quella di un ventaglio.
Nei pressi di Serra Giannicola Piccola, Charlès Riviere ha
trovato delle lave con inclusi sedimentari analoghi a quelli
osservati e studiati nelle lave del 2001 e del 2002-2003.
Analisi petrografiche e petrochimiche sono in corso presso l'I.N.G.V. da
parte della Dott.ssa Rosanna Corsaro per accertarne le
caratteristiche tessiturali, la composizioni chimico-mineralogica e per
stabilirne l'origine e le eventuali correlazioni petrologiche con le
lave del 2001 e del 2002-2003. L'assenza della variazione dell'ampiezza
del tremore vulcanico e le fluttuazioni dell'SO2 emessa dai Crateri
somitali permangono il fattore costante di quest'attività!
Foto Salvo Caffo,
O. Di Stefano, C. Riviere