Il fiume Alcàntara prima di gettarsi nel mare
Jonio si snoda per 52 Km, avendo scaturigine a circa 1250 m. s.l.m. in
località Saliciazzo (presso sierra di Flascio), nel territorio dei monti
Nebrodi.
La valle dell'Alcàntara presenta, in più tratti, aspetti di particolare bellezza: in località "Acqua fredda" e "Salto del Gatto" a sud di Randazzo o al limite tra Motta Camastra e Castiglione di Sicilia e Gaggi. Lave appartenenti ad emissioni di un primitivo vulcano a scudo? Fortemente dislocate ed alterate ridotte a spuntoni isolati o in blocchi di varia grandezza, si rinvengono lungo l'alveo di questo fiume e spesso, sono ricoperte da una potente coltre di depositi alluvionali.
E’ ormai noto ai più che molti secoli addietro
(circa 2800 anni fa secondo quanto riferitoci da Antonio Alibrandi (1988)
"Lungo il litorale da Mascali all’Alcàntara, tratto dal volume: dal "Simeto
all’Alcantara coste del catanese", Tringale ed.), un'eruzione
eccentrica produsse un'enorme colata lavica che giunse sino al mare
formando Capo Schisò. Scaturita dal più periferico cono avventizio
etneo: monte Mojo, le lave coprirono l'antico letto che il fiume aveva
scavato, nel corso dei secoli, fra le arenarie.
Qui il basalto nel suo lento processo di
cristallizzazione, ha dato vita a particolari fessurazioni ("sinclasi")
dovute alla contrazione della massa magmatica nel suo processo di
solidificazione.
Le splendide "gole dell’Alcàntara",
lunghe 460 metri e profonde in alcuni tratti oltre cinquanta metri e
larghe appena cinque, sono quanto di più originale l’intera area del
Mediterraneo può riservare per quanto concerne la morfologia di
pareti laviche incise da un fiume. L'aspetto suggestivo ed
irripetibile è dato anche dalla presenza di laghetti, cascate e piccole
spiagge. In Sicilia altri esempi, anche se non così spettacolari, si trovano lungo le sponde del fiume Simeto (sono osservabili dal ponte Maccarrone). A livello europeo esempi geologici, paragonabili a quello delle "gole dell’Alcàntara" li ritroviamo solamente nelle grotte di Fingal nelle isole Ebridi nella Scozia nord occidentale e ad Antrim nell’Irlanda nord orientale.
Quando il raffreddamento di una massa magmatica fusa avviene in maniera relativamente tranquilla (e ciò significa anche molte centinaia di anni), si possono formare delle fessurazioni colonnari, che più propriamente si osservano in masse sub-vulcaniche (ad esempio i basalti colonnari costituenti i mitici faraglioni di Acitrezza quelli osservabili a S. Maria la Scala o a S. Caterina frazioni di Acireale).
Foto Salvo Vazzana
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