Sartorius von Waltershäusen Wolfang
 


        Geologo

 



WALTERSHÄUSEN, WOLFGANG SARTORIUS, BARON VON (1809-1876), Geologo tedesco, nato a Göttingen, il 17 Dicembre 1809, si formò all’Università della sua città. Rivolse la sua attenzione alle scienze naturali ed alla fisica con particolare attenzione alla mineralogia. Tra il 1834 e il 1835 eseguì una serie di misurazioni magnetiche in diverse parti del continente europeo. Successivamente spostò le sue esaustive investigazioni scientifiche sull’Etna, dove rimase sino al 1843. Pubblicò numerosi lavori sulle lave formatesi negli ultimi secoli e soprattutto realizzò il primo sistematico lavoro di cartografazione moderno delle colate laviche (Der Aetna. Nach den Manuskripten des Verstorbenen herausgegeben von A. von Lasaulx (2 vols.). W Engelmann Leipzig: I-XVIII & 1-371 (vol. 1); I-VIII & 1-548 (vol. 2). (1880).

Al suo ritorno in Germania spostò la sua attenzione ai vulcani islandesi e successivamente pubblicò: Physisch-geographische Skizze van Island (1847), Uber die vulkanischen Gesteine in Sicilien und Island (1853), and Geologischer Atlas van Island (1853). Divenuto, nel 1846, professore di mineralogia e geologia presso l’Università di Göttingen, vi restò per trenta anni consecutivi, sino ala sua morte.
Nel 1866 pubblicò una serie di lavori scientifici sul clima del XIX secolo rispetto a quello delle epoche passate e descrisse le sue considerazioni scientifiche sulle glaciazioni che dimostrò, apportarono significativi cambiamenti nella configurazione generale della superficie terrestre.
Morì a Göttingen il 16 Ottobre del 1876.

Probabilmente pochi catanesi sanno che la Meridiana che si trova all’interno della chiesa di S. Nicolò l’Arena, in Piazza Dante, nel complesso dei Benedettini, fu realizzata dal barone tedesco Wolfgang Sartorius von Waltershäusen, uno dei più insigni geologi tedeschi.
Già fin dai primi anni dell’800 i monaci avevano chiesto di dotare la loro chiesa di una meridiana simile a quelle che erano state costruite in celebri abbazie. L’abate don Federico la Valle destinò al progetto una somma notevole, ma fu il suo successore, don Tommaso Ansatone, a conferire l’incarico all’astronomo palermitano Nicolò Cacciatore. L’opera però, appena iniziata, fu subito sospesa.
Nel 1838, dopo le due visite compiute nel 1834 e nel 1837, ritornò a Catania il Sartorius per completare uno studio dell’Etna (i vulcanologi hanno voluto battezzare in sua memoria i coni secondari ubicati nel versante nord-orientale dell’Etna e generatisi durante l’eruzione laterale del 1865.). E a lui il nuovo abate, Don Giovanni Francesco Corvaia, affidò la ripresa dei lavori. Furono così gettate le basi per il grande orologio solare che avrebbe indicato ai catanesi, giorno per giorno, mese per mese, l’attimo del mezzodì.

Il barone chiamò al suo fianco il danese Cristoforo F.W. Peters, che si trovava anche lui a Catania per eseguire studi d’astronomia, tra cui la determinazione della latitudine geografica della città e il rilevamento topografico dell’Etna. Assoldò anche artigiani e scultori locali per la realizzazione delle piastrelle con le figure dello Zodiaco, per i fregi ornamentali e per i numerini che segnarono i giorni e i mesi, come in un grande calendario dispiegato da una punta all’altra del transetto. L’opera fu pronta tre anni dopo, nel 1841 e fu molto ammirata, e lo è ancora, per arditezza di concezioni e calcoli, per il fasto della realizzazione è soprattutto perché quella meridiana "spaccava il secondo": a mezzogiorno in punto, dal foro praticato nel tetto del transetto, ad un’altezza di 23 metri, 91 cm e 7 mm, un raggio di sole piombava, come una spada luminosa, sul posto esatto dove era segnato il giorno e il mese.
Sulla fascia marmorea distesa sul pavimento spiccava, e spiccano ancora seppur danneggiati, 24 lastroni di marmo intarsiato: nel mezzo, in rosso, la linea meridiana. Accanto ai segni dello Zodiaco sono scolpite iscrizioni con notizie riguardanti l’opera, indicazioni per l’esatta interpretazione dei segni nelle varie stagioni dell’anno, nonchè i rapporti tra le varie misure in uso in Europa in quel tempo. Inoltre la meridiana è completata da altre iscrizioni che forniscono interessanti dati fisici e metereologici relativi alla città.

 

Wolfgang Sartorius fu anche l’autore di un altro orologio solare: lo "Gnomone" sistemato sino a qualche tempo fa nel Giardino Bellini, alla sommità delle due rampe di scale che dalla parte occidentale del grande piazzale portano nel viale degli uomini illustri.