Quali sono le ragioni per non usare gli impianti
di Gian Paolo Marcone - Medico Chirurgo Specialista Odontostomatologo

 


La terapia implantare è quel trattamento utilizzato per la sostituzione dei denti perduti che si è notevolmente diffusa nella pratica odontoiatrica quotidiana. Una gran parte della popolazione oggi richiede questo tipo di trattamento anche se non tutti possono essere sottoposti ad una riabilitazione implantare. Le ragioni per non utilizzare gli impianti su tutti i pazienti che ne fanno richiesta sono legate a precise controindicazioni. Queste ultime possono essere distinte in fattori di rischio per il paziente, fattori di rischio per gli impianti, crescita scheletrica non ancora ultimata ed aspettative non realizzabili.

I fattori di rischio per il paziente sono quelli legati a patologie sistemiche o legate all’assunzione di farmaci che espongono il paziente a gravi complicanze a causa di un intervento chirurgico, esempi sono l’immunodepressione di qualsiasi origine, la tireotossicosi, l’infarto recente, i trattamenti anticoagulanti e l’assunzione di antidepressivi. Un caso a parte è rappresentato dalla dismorfofobia che è l’incapacità psicologica di adattarsi alla presenza di un corpo estraneo.

I fattori di rischio per l’impianto possono essere il fumo di sigaretta, il diabete scompensato l’immunodepressione, la chemioterapia antiblastica, il morbo di Paget osseo. Lo smettere di fumare per almeno un paio di settimane prima dell’intervento implantare ed altrettante settimane dopo sembrano riportare i livelli di rischio di insuccesso immediato a quello dei non fumatori. Il diabete compensato non è associato ad un aggravamento della prognosi. Controindicazioni alla terapia implantare sono anche quelle legate ad una igiene orale scadente ed a una paradontite non curata, poiché la flora batterica associata ad impianti perduti per infezione (perimplantite) è simile a quella presente su denti con lesioni paradontali avanzate, a questo proposito si è dell’avviso che i denti naturali possono fungere da ricettacolo di microrganismi patogeni per i tessuti perimplantari. Altre controindicazioni locali associati a condizioni del cavo orale sono le patologie delle mucose (esempio le candidosi) dei mascellari (neoplasie solide) la radarterapia del distretto maxillo-facciale. A questo proposito, in questo genere di situazioni, non ci sono dati sufficienti per stabilire le condizioni di non rischio al trattamento implantologico.
Le controindicazioni associate alla sede dell’impianto riguardano uno spazio insufficiente, uno scarso volume osseo disponibile, ed un tessuto inadeguato a sostenere l’impianto. Attualmente sono disponibili diverse tecniche chirurgiche per la ricostruzione o per la rigenerazione dell’osso. Tali chirurgie ossee rigenerative e ricostruttive richiedono all’Odontoiatra sicuramente una notevole abilità tecnica.
Quando la crescita scheletrica non è ultimata è controindicato l’inserimento di impianti quindi prima della pubertà non è indicato l’utilizzo di tale terapia. Casi eccezionali sono i soggetti con Agenesie multiple associate a displasia ectodermica che per problemi funzionali e psicologici necessitano comunque di una terapia riabilitativa. E’ ormai acclarato che la maggior parte dei pazienti trattati con protesi o corone fissate ad impianti si ritengono pienamente soddisfatti di questo tipo di riabilitazione, alcuni pazienti invece sono convinti che tale terapia risolva tutti i loro problemi ed hanno delle aspettative che non sempre possono essere soddisfatte quindi necessita che tali aspettative siano ben controllate e ridimensionate prima di cominciare un trattamento implantologico.