Pallanuoto nel sangue catanese!
Storia epocale in tre puntate.

Quanto sono lontani i tempi delle partite giocate a mare! Spettatori accalcati sugli scogli, centinaia di barche stracolme di appassionati, l'arbitro su una barchetta ondeggiante, terrorizzato dal possibile e soprattutto probabile arrembaggio dei tifosi. Erano i "mostri" del Giglio Bianco, erano gli anni '60, i grandi Marcoccio, Bellofiore, Lallo Pennini, tutte "belve" dalle possenti spalle, fisico straordinario e una prestanza atletica che solleticava le fantasie nascoste delle bellezze catanesi del tempo! Ricercati in tutti i salotti "bene" della città, accolti nei circoli più riservati, anelati dalle comitive più in voga. Quanto tempo è passato! Quante glorie, battaglie e quante vittime del gentil sesso hanno immolato questi ragazzi nel silenzio omertoso che i tempi imponevano!

Nel lontanissimo '66 l'amministrazione comunale dei tempo consegnò agli appassionati un impianto natatorio fantastico per struttura, posizione e integrazione ambientale perfetta: era la mitica piscina della Plaja! Il sogno di chi amava gli sports acquatici si avverava, l'Italia dei nuoto ci invidiava! In poco tempo nacquero mille società di nuoto, tuffi, pallanuoto e salvamento; tanti dei nomi che citerò sono ormai nei ricordi di chi ha vissuto quella realtà lontana, ma è doveroso rendere omaggio a tutti, soprattutto a chi non è più tra noi.

A quei tempi il cloro veniva riversato in acqua a secchi ed il malcapitato che si trovava nelle vicinanze si ritrovava in poche ore biondo cenere e con le congiuntive paonazze! Da allora in poi nacque un vero movimento legato alla piscina: la Luigi Sturzo, la Picanello, i Caimani, il Dopolavoro Ferroviario, la Rari Nantes, i gruppi CONI furono le prime società organizzate a gestire le cose del nuoto a Catania.

Non si andava al mare, ricordo, meglio la piscina: allenamento, poi sole a volontà e un bel seltz al limone preparato al chiosco antistante l’impianto. Andavo in bicicletta alla Plaja da Ognina e per abbreviare il tragitto entravo al porto di Catania, affrontando quella mostruosa pavimentazione stradale che per tre volte lacerò il telaio della mia gloriosa "24" Bianchi.

Il prof.Anselmi si occupava dei settore tuffi, Bergamo Delfino era il top degli allenatori di nuoto della Picanello, Turi Bonanno e Enzo Marino della Sturzo, mia società di appartenenza.

Catania iniziava a nuotare, nuotare, nuotare…..

fine 1ª puntata

 

Mauro Sammarco