Pallanuoto nel sangue catanese!
2ª puntata.

Alla fine degli anni ‘60, il movimento natatorio catanese espresse individualità rilevanti; l’apertura dell'impianto della Plaja cominciava a dare i suoi frutti.

Primi tra tutti gli Alibertini: Sergio veniva convocato in azzurro per la gara dei 1500, Carlo, più giovane, impressionava sui misti. Nascevano i "clan" familiari: i Nania, con Salvo, Marco, Michele (oggi valente giornalista), Marina, tutti nel giro Nazionale. L'acqua ribolliva di stelle e di un seguito di innumerevoli validi ragazzetti che onoravano con il loro impegno lo sport catanese, che presto sarebbe arrivato a dominare il quadro meridione di questa specialità.

Alle 22,30 eravamo ancora in piscina, sotto il cielo stellato di luglio, abbagliati dai potenti fari. Finivamo di allenarci dopo aver ingoiato mille moscerini, attirati dall'acqua e dalla luce penetrante che si spegneva ad intermittenza per avvisare che era tardi, e al suono della conosciutissima melodia, intonata a suon di fischi penetranti del compianto sig.Panassiti, guardiano dell'impianto ed amico di tutti. Spesso, quando mi trovo alla Plaja, mi sembra di vederlo ancora, bassino, con quel sorriso aperto e paterno dirmi: " asciugati i capiddi figghiu miu,'ca l'ossa si sfannu".

Uomini vivi nel ricordo, uomini sani, veri, sinceri, puliti, uomini di una Catania viva,onesta.

Gli orari di allenamento stabiliti per la mia società erano suddivisi in due turni:uno mattutino dalle ore 9,3 0 alle 11, 3 0 ed uno pomeridiano dalle 15,30 alle 17,30. Le regole erano chiare ed assolute,ma ci si adeguava con cronometrica precisione. Qualche concessione era

consentita per gli atleti importanti, che dovevano necessariamente concludere il piano di allenamento. Avevo 14 anni, quindi solo 32 anni fa: quel giorno decisi di restare in vasca sino a tardi - i miei erano fuori Catania - avevo nuotato bene quella mattina, oltre 5000 mt., capperi!

Ero stanchissimo e mi abbandonai sul piano vasca, sull'asciugamano a fiori, altro che accappatoio! Il sole bruciava la pelle,ma mi rilassavo come se sentissi che da lì a poco sarebbe successo qualche cosa che avrebbe cambiato e segnato la mia vita in modo radicale.Ed infatti

successe! Alle 12,45 circa, gli addetti smontarono le lunghe corsie e la vasca mi apparve come un lago azzurro fantastico. Due porte furono montate ai lati opposti della vasca; lemme lemme vidi arrivare dalle scale delle montagne umane, al seguito di un uomo maturo, pelato, abbronzantissimo, con un fisico asciutto, imponente. Non capivo bene chi fossero,ne fui intimidito, passarono dinanzi a me e mi colpirono la grandezza di quei piedi, almeno 45!!!!

Erano loro! Erano i pallanotisti della Pozzillo!

Non mi degnarono di uno sguardo,anzi capii che forse ero appena tollerato!

Piano piano, sotto la canicola delle 13.00, le tribune scoperte si riempirono di gente in costume: dai lidi vicini arrivavano a gruppi con panini, bibite e qualche ombrellone per ripararsi dal sole desertico ed erano più le ragazze degli uomini;capii dopo!

Entrarono in acqua, quelle belve; un misto di timore ed ammirazione mi assalì. Il trainer, a bordo vasca, urlava le disposizioni, parlava in un modo strano - aspirava la c - non era catanese:modi affabili ma duri, tutti ne avevano rispetto! La vasca ribolliva come in una mattanza,spalle fuori, possenti bracciate, testa alta, potenza atletica assoluta! Che incanto! Dalle tribune le fanciulle additavano gli atleti: facile intuire gli argomenti! Dopo mezz'ora di nuoto ed esercizi specifici, iniziarono una partita d'allenamento e fui rapito così dalla pallanuoto. Potenza, tecnica, furbizia, velocità, padronanza della sfera, intelligenza strategica, visione di gioco, spirito di squadra, solidarietà completa, ecco la waterpolo!

Sognavo e contemplavo quanto mi stava accadendo, come si contempla l'amore dei tuoi sogni nascosti!

All'improvviso sussultai, mi scosse un urlo, " ..occhè tu vai dietro la porta a raccattare le palle?" L'allenatore, proprio lui, mi aveva parlato! Annuii con il capo,il cuore era impazzito, entrai in acqua con tuffo perfetto e con tutta la velocità che mi era possibile raggiunsi la postazione. Penso che, se avessero cronometrato avrei fatto il record italiano di categoria! Ero un buon nuotatore,se ne accorsero tutti e il portiere infatti disse " …minch.. si ‘n furettu!". Era Piero Sciotto, il mitico; l’allenatore era Il cav. Pandolfini, medaglia d’oro a Berlino; quelle belve erano Lorenzo Cocuzza,Gianfranco Conversi, Ermanno Scaduti,Marcello Saitta,il grande D'Arrigo,Giacomo Lanzanò, Saro Gulisano, il Presidente era l'ing. Pietro Nicolosi, Giovanni Ristarà il tuttofare.

Era la Pozzillo, che attirava sugli spalti della Plaia 5000 e più spettatori impazziti, sarebbe stata da lì a poco la mia prima squadra.....

 

Mauro Sammarco