"E’ tempo di farsi sentire in
  Federazione"
    Il dirigente Nino Puleo del Cus Catania rugby traccia un bilancio 
    della  stagione 2001/2002


Concluso il torneo di C1 con l’ennesimo spareggio contro una squadra del Nord, per il Cus Catania rugby ed il suo dirigente Nino Puleo è tempo di tracciare un bilancio della stagione 2001/2002 che, comunque, ha visto gli universitari rossazzurri battersi con orgoglio, segnalando, come da qualche anno a questa parte, un movimento giovanile ben florido.
"Anche in questa stagione - sottolinea Nino Puleo - il Cus ha vinto il campionato di C1 ed ha dovuto sorbirsi la lotteria degli spareggi, beccando come avversario uno scorbutico Cus Verona che ci ha battuti in trasferta ma che siamo riusciti a sconfiggere alla Cittadella. Comunque, morale della favola, anche stavolta gli spareggi ci hanno costretto a rinunciare alla serie B, ma più che i risultati maturati sul campo, ci ha dato fastidio è quello che si è inventato, a torneo concluso, la Federazione".

Cosa si è inventato la Federazione rugby?

"Dopo anni che la Federazione italiana rugby non fa altro che sostenere la tesi della meritocrazia, ha cambiato le regole del gioco e anziché confermare le due retrocessioni per ogni girone dalla B alla C/1, come stabilito e scritto a ottobre, ha stabilito che a retrocedere doveva essere solo l’ultima di ogni girone, anzi, dato che nel girone B il Belluno si era già ritirato a novembre, per quel girone non faceva retrocedere nessuno. Tutto questo perché era stato previsto per il 2002/03 un allargamento dei gironi della serie B da tre a quattro di 10 squadre ciascuno, con il conseguente ripescaggio delle squadre finaliste degli spareggi. L’allargamento dei gironi dovrebbe prevedere anche l’inserimento del Cus Catania. Non è stato però considerato che le squadre hanno fatto tantissimi sacrifici per organizzare trasferte, svolgere tutti i campionati obbligatori e sostenere spese non indifferenti per le finali, come la trasferta di Verona per il Cus Catania, mentre il Milazzo ha addirittura rinunciato alla trasferta di Udine".

 

Quale futuro attende il rugby e come dovrebbero muoversi le società siciliane?

"Con queste scelte il rugby non avrà mai una copertura territoriale, ma sarà sempre più rappresentato ai livelli maggiori solo da alcune regioni. Per la prossima stagione, inoltre, la Federazione vuole riunire la C/2 con la C/1, concedendo, magari, alle squadre siciliane, dopo venti gare della regular season, la disputa di un primo spareggio con la vincente del girone calabrese - pugliese, poi un secondo spareggio con la vincente del girone campano e, per ultimo, una finale con la vincente del girone veneto. La sensazione è che si stia subendo troppo ed è forse il momento che tutte le squadre siciliane, dalla B alla C/2, più quelle che fanno solo attività giovanile, si riuniscano per promuovere una azione di protesta nei confronti della Federazione".

 

 

Intanto, di recente, come ogni anno, il terreno di gioco della Cittadella universitaria ha ospitato la partita tra gli Old rugby del Cus Catania che hanno voluto ricordare i quattro sfortunati compagni di squadra Giacomo Sciarratta, Andrea Ricchiazzi, Davide Urzì e Franco Di Mauro detto "Zagarella"

Erano circa quaranta che hanno partecipato all’incontro, molto sentito nell’ambiente cusino e che ha visto affrontarsi, tra aneddoti, risate e commozione, due squadre di Old diretti in campo da Nino Tringali. In campo Papa, Guido, Gambadoro, Grasso, Pappalardo, Cristaudo, Fundarò, Leonardi, Di Mauro F., Armenio, Fichera, Di Mauro T., Cuomo, Muscuso, Correnti, De Angelis, Aleo, Stagno, Puleo, La Porta, Borrata, Panascia, Vittorio, Gallo, Tarascio, Corbo, Pulvirenti, Giuffrida, Riolo, Giunta, Pezzano, Gaudioso, Finocchiaro, Rapisarda, Garufi, Trovato, Ronsisvalle, Nicotra, Padova, Bucolo, Trinagli, Puglisi, Raccuglia, Zambonelli, Assennato, Gatti, Santagati, Dell’Aria, Garozzo, Bannò, Randazzo, Milazzo, Moschetti, Zaccone, Valenti, Vasta, Campisi, Catania, Basta, Caruso, Scuderi

Si è trattato dell’11° Memorial per Sciarratta, del 7° per Ricchiazzi, del 5° per DiMauro e per Urzì. Alla fine della gara sono state realizzate sei mete per parte ed è poi seguito un goliardico terzo tempo tra birra e ricordi. 
Infine quattro giocatori degli Old Cus Catania (Ignazio Basta, Lorenzo Leonardi, Toti Di Mauro e Felice Di Mauro) hanno partecipato al Torneo di Calvisano, dando man forte alla formazione del Belluno.

 

MAURIZIO GIORDANO