I luoghi della storia agatina

 

Casa natale di S. Agata

La casa paterna, dove ebbe i natali Agata, sarebbe stata individuata nell'antica via Lapidi nel quartiere "di Giacobbe"; l'attuale via Museo Biscari alla "Civita". 

Lo testimonia una lapide fatta affiggere nel 1728 dalla madre abatessa Maria Rosaria Statella. 

In quello stesso luogo era sorto, intorno al 1411, il monastero benedettino di S. Placido, inglobando i ruderi della casa agatina, che doveva essere un sontuoso palazzo.

Nella lapide posta a sud della via Museo Biscari, sopra un portale barocco campeggia il busto marmoreo della Santa sotto il quale vi è la seguente scritta latina:

 

D.O.M.

AGATHA HIC CONCIVES VOS RELIGIOSIVS VENERARI

DECET VBI EX VETERVM FAMA AMPLISSIMAS

PARENTVM AEDES NATALIS SVO IPSO NASCENTIS

DEIPARAE DIE, ANNO DNI CCXXXVIII

MIRIFICE ILLVSTRAVIT

SVBTERRANLAS VERO CAMERAS POST GENITORV

FVNERA ADEO VERTVTV OMNIV MONVMENTIS

ORNAVIT VT TOTI ORBI INVIDENDAS RELIQVERIT

 

(A voi cittadini, conviene qui con più devozione venerare Agata, dove per tradizione degli antichi Ella magnificamente illustrò l'ampio palazzo dei suoi genitori, nascendovi lo stesso giorno della natività della madre di Dio l'anno 238. Le sotterranee camere, poi, dopo la morte dei suoi genitori ornò così dei monumenti di ogni virtù, che le lasciò invidiabili a tutto il mondo).

 

 

Chiesa di S. Agata al Carcere

Questa chiesa ricade nell'area dove originariamente era ubicato il pretorio romano, la sede cioè dove a quel tempo dimorava Quinziano e dalla quale era possibile dominare il panorama cittadino ivi  compreso il sottostante grandioso anfiteatro.

 

 

Essa si trova al centro delle due chiese dedicate al culto di S. Agata: la "Fornace" (attuale chiesa di S. Biagio o carcaredda) e la "Vetere" (antica Cattedrale di Catania).

 

Anticamente lì erano ubicate le carceri, la cui struttura, sarebbe stata a tre livelli: piano terra, cosiddetto "custodia inferior", costituito da alte invalicabili mura in pietra lavica, ove venivano reclusi i condannati a morte; primo piano "custodia interior" o secondo livello, costituito da un angusto vano più lungo che largo, riservato ai rei in attesa di essere processati; il piano secondo o terzo livello si trovavano i rei puniti per delitti minori e che sarebbero stati adibiti ai lavori di schiavitù.

La prigione dove S. Agata venne rinchiusa fu quella del secondo livello.  

 

 

All'esterno di tale prigione è possibile ancor oggi ammirare la finestrella, sormontata da un bassorilievo raffigurante S. Pietro che appare a S. Agata in carcere

 

 

 

 

 

 


Chiesa di S. Agata la Vetere

Fu la prima Cattedrale di Catania, consacrata alla V.M. Agata (da qui l'appellativo di Vetere, derivante dal latino Veteres che significa vecchio).

 

 

Il Vescovo Everio avrebbe fatto erigere nel 264, proprio sulle rovine del Pretorio  distrutto nel terremoto che seguì alla morte di S. Agata, una modesta cappella che dopo l'editto di Costantino del 313 sarebbe diventata una vera e propria chiesa. 

Sorse, dunque, proprio nel luogo dove a S. Agata vennero recise le mammelle e dove pronunciata, da parte di Quinziano, la sentenza di morte. Appena edificata la chiesa, il Sepolcro della giovane Martire cristiana, prima sepolta fuori le mura, fu qui trasportato.

 

 

Dopo il trafugamento e il ritorno a Catania,  le reliquie di S. Agata non tornarono più qui ma furono accolte nella Cattedrale.