Chiesa di S. Agata alla Fornace
 (Chiesa di S. Biagio)

Qui si trovava la fornace dove fu condotta S. Agata, per ordine di Quinziano, per l'ultimo supplizio. Per questo, ancora oggi, la chiesa viene indicata dal popolo con l'appellativo di "Carcaredda" cioè fornace.

 

 

Anticamente si trovava fuori dal perimetro pretoriale, in uno spazio totalmente aperto che si interponeva tra le mura che cingevano il pretorio, e l'anfiteatro.

 

La fornace dove S. Agata subì il Martirio non era per quei tempi una fornace comune, ma una fornacella appositamente costruita per il martirio umano. Essa consisteva in una semplice buca poco profonda scavata nel terreno, capace a contenere carboni accesi e vasi infranti resi incandescenti dal fuoco. 

Ciò che oggi è rimasto dell'antica fornace è assai poco. Si osservano alcuni avanzi proprio sotto la mensa dell'altare.

Dopo la morte di S. Agata vi sorse una piccola edicola per ricordare il luogo del Martirio. Verso il XVI sec. venne edificata la vera e propria chiesa consacrata a S. Biagio, in sostituzione di un'altra chiesetta allo stesso Santo intitolata.Abbattuta dal terremoto del 1693, venne ricostruita con le attuali dimensioni dal Vescovo Riggio agli inizi del 1700.

 

 

In questa chiesa il cui ingresso è preceduto da un'ampia scalinata in pietra lavica che si apre verso piazza Stesicoro, ogni anno, il 3 febbraio, con una solenne cerimonia si celebra l'offertorio della cera.


Chiesa di S. Gaetano alle Grotte

È ben noto che gli antichi romani vietassero rigorosamente il seppellimento o il bruciamento dei corpi degli estinti dentro il perimetro cittadino. 

 

Quindi gli antichi cimiteri erano situati fuori le mura dell'antica città.

 

A Catania sarebbero esistiti due luoghi di sepoltura: uno posto lungo le vie sepolcrali che si estendevano tra le odierne Piazze Domenico e S. Maria di Gesù; l'altro, più a Sud, che ricadeva nella contrada delle grotte, in prossimità della chiesa dello Spirito Santo.In quest'ultimo sito, a ridosso del sepolcro del poeta Stesicoro, sarebbe stato sepolto, per un certo periodo, il corpo di S. Agata.

In quella località ricca di cubicoli scavati nella viva roccia era solito per i primi cristiani riunirsi a pregare. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprio nel luogo della sepoltura di S. Agata, nel 261, dieci anni dopo il Martirio, il Vescovo Everio face erigere una cappelletta consacrata a S. Maria di Betlemme.

 

Fu lì che S. Lucia, inginocchiatasi davanti al sepolcro di Agata, chiese e ottenne la grazia per la madre gravemente ammalata.

 


Trasportato nel 264 il Sacro sepolcro nella edicola di S. Agata Vetere, quel luogo cessò di essere mèta di venerazione. Col trascorrere dei secoli, sui ruderi di questa cappelletta fu edificata la chiesa dedicata a S.M. della Grotta, quindi la chiesa di S. Gaetano alle Grotte.

 


Fontana di Sant'Agata alla marina

È stata creata per ricordare la partenza del corpo agatino nel 1040 verso Costantinopoli.

 

 

La fontana, addossata alle mura di Carlo V, venne allestita il 4 ottobre del 1621. E' composta da una vasca a forma di conchiglia dove l'acqua viene versata da tre cannelle, da una lapide che ricorda l'avvenimento e da un busto a rilievo di S. Agata incoronata. 

 

 

Con ogni probabilità il busto agatino proveniva da un monumento più antico in quanto esso non rivela, secondo gli studiosi, alcuno dei caratteri che distinguono la scultura del XVII secolo.


La Cappella di S. Agata e la "Cammaredda"

 

 

La cappella di S.Agata rappresenta uno dei maggiori e più conosciuti monumenti dedicati a S. Agata, non fosse altro perchè in tutti i giorni dell'anno i catanesi vi si recano a pregare la Santa.  

In essa, nella "Cammaredda" o Sacrario, da molti secoli si custodiscono le preziose Reliquie agatine.

L'attuale cappella di S. Agata è posta nell'abside  destra della Cattedrale, protetta da una poderosa cancellata artistica fatta costruire alla fine del secolo scorso dopo un tentativo di furto. In essa si ammirano le bellissime sculture quattrocentesche di Antonello Freri e numerose epigrafi.

 

A sinistra si apre la porta bronzea sontuosamente decorata a spese della nobile donna Maria Avila, moglie del Viceré Ferdinando De Acuna (del quale si ammira pure il mausoleo), che immette nella cosiddetta "Cammaredda".

 

 

La "Cammaredda" è inaccessibile al pubblico. Di essa posseggono le chiavi il priore e il tesoriere della Cattedrale nonchè il sindaco della città, un tempo denominato Patrizio. 

 

La "Cammaredda",  ove si trova il "Tesoro di S. Agata", è stata ricavata all'interno dello spazio stretto che comunicava con una grande cappella al diaconato dell'antico Duomo. All'interno di essa, la volta e le pareti risultano tappezzate di stoffe e riccamente affrescati. In uno di questi affreschi si vedono effigiati Gisliberto e Goselmo, i due artefici del ritorno in Patria delle Reliquie agatine da Costantinopoli.

 

 

A questi storici tradizionali luoghi, mèta giornaliera di devozione cittadina, aggiungiamo la Badia di S. Agata, S. Agata al Borgo, S. Agata alle Verginelle, S. Agata alle Sciare, la Stele di S. Agata piazza dei Martiri, il Villaggio S. Agata, che a vario titolo testimoniano della perenne devozione dei catanesi verso la loro Patrona.

 

Moltissime sono, inoltre, le icone votive a lei dedicate.