Il mio nome è Bohumil
di Carmelo La Carrubba

 

 

Su una scena completamente nuda un omino sembra raccontare sé stesso e invece racconta la sua vita nel periodo che va dal ’36 al ’39 quando era cameriere nel più prestigioso albergo di Praga.
Periodo cruciale per l’Europa in cui si colloca la storia di questo inconsapevole europeo che come Charlot racconta una vicenda mondiale.
Jacob Olesen è l’attore che interpreta l’omino nello spettacolo “Il mio nome è Bohumil” di Jacob Olesen, Giovanna Mori, Francesco di Branco liberamente tratto dal romanzo “Ho servito il re d’Inghilterra” di Bohumil Hrabal andato in scena sabato e domenica al Piccolo Teatro di Catania, che attraverso un linguaggio scenico e tempi incalzanti ha creato un personaggio credibile e per molti versi indimenticabile.
La storia di Bohumil è grottesca e surreale ad un tempo ma non manca di leggerezza ed ottimismo: è anche la storia quotidiana di altri personaggi segnati da un grigiore esistenziale decisamente comico così com’è quella del protagonista sfiorata da un’aura poetica.
La semplicità di quest’uomo è disarmante per il suo candore e una certa incoscienza mista ad indifferenza verso i tragici momenti storici che lo investono: il Nostro – durante la Seconda Guerra Mondiale – si innamora di una ragazza tedesca, nazista, che gli fa perdere il posto creandogli una infinità di guai.
Olesen ha creato Bohumil personaggio attraverso una camminata particolare che fa vedere anche i limiti della sua fisicità nonché il suo stato d’animo che attraverso il linguaggio del corpo, una mimica misurata ma eloquente, attraverso frasi brevi ripetute più volte per raggiungere un effetto comico, attraverso il paradosso di avvenimenti e situazioni anche con altri personaggi che parlano con la sua voce e la bravura di un attore che conosce alla perfezione i segreti del palcoscenico. Infatti il turbinio di frasi e gesti a ritmo serrato creerà un linguaggio scenico scintillante capace di coinvolgere lo spettatore. Il gioco attorale è coadiuvato dalle luci che segnano e chiudono le sequenze sceniche per riaprirne altre e rinnovare i momenti importanti della storia. Ma il fascino di questa storia è stato creato dalla bravura dell’attore che è anche un mimo di ottima fattura e un visionario che sa far sognare.
Un ottimo spettacolo per la bravura di Olesen, della regia di Giovanna Mori, , degli autori del testo, che ha coinvolto il pubblico in un lungo appassionato applauso.