Gli industriali del ficodindia
di Carmelo La Carrubba


Nel solco del teatro di tradizione e riflettendo una catanesità il Teatro della città alla sua XII edizione ha inaugurato la stagione teatrale giovedì 24 ottobre al Brancati con la brillante commedia di Massimo Simili “Gli industriali del ficodindia” incentrata sull’arte della truffa.
Intorno agli Anni 50 Massimo Simili aveva scritto un articolo ispirato alla cronaca di un raggiro da parte di un industriale, molto scaltro, ai danni della Regione siciliana.
Nel passato Catania ha avuto un artefice della truffa, Ciulla, capace di stampare soldi falsi.
La commedia di Massimo Simili scorre felicemente per tutte le due ore dello spettacolo divertendo lo spettatore nell’assistere alla creazione della truffa: alla genialità per come viene congegnata.
Il racconto scenico è ricco di personaggi e situazioni: un gioco delle parti nella sostanza drammatica ma con dei risvolti comici, umoristici, esilaranti in ccui emerge una intelligenza creativa davvero notevole. Non tralasciando le convivenze politiche nonché l’uso distorto della politica, la corruzione.
Lo spettacolo riflette – attraverso i suoi personaggi – uomini “filibustieri” ma con doti che appartengono agli artisti. E lo spettatore non può non ammirare la ricchezza di immaginazione di questi soggetti.
La regia di Giuseppe Romani accorta e intelligente ha creato un racconto scenico compatto e fluido allo stesso tempo e una galleria di truffatori uno più bravo dell’altro che realizzano situazioni esilaranti ora comiche ora satiriche ora umoristiche.
E’ un cast di attori affiatati e ben diretti in cui emerge il grandissimo Tuccio Musumeci: essenziale nel gesto, dalla mimica espressiva, con la battuta fulminante che risolve in risata ogni situazione: possiede anche il silenzio del tragico. Una interpretazione magistrale!
Alla fine della recita con gli spettatori che lo applaudivano con un’ovazione finale Tuccio Musumeci – rivolto al pubblico e interrompendo l’applauso ha detto: “Massimo Simili scrisse “Gli industriali del ficodindia” negli Anni 50 e dopo tanti anni le cose sono peggiorate”.
Sebastiano Trincale nei panni di Ferdinando I ha creato un personaggio complesso e ricco di sfumature ora comiche ora drammatiche, ora grottesche: alieno dal raggiro verso la truffa: alla fine sente la creatività di chi vuole prevalere. E la sua disquisizione sulle corna è una robusta prova di attore. Ottima interpretazione.
Luca Fiorino, il nipote, Ferdinando II , il truffatore, il creatore della truffa, l’artista, il maledetto che fra il bene e il male ha scelto quest’ultimo. Una bella interpretazione.
Margherita Mignemi . Una attrice che conosce i tempi comici alla perfezione e di cui si serve sia nel creare il personaggio sia nei rapporti con gli altri. Una ottima presenza.
Claudio Musumeci: Buon sangue non mente. Figlio di Tuccio ha una bella personalità artistica. Ha creato nel sergente Shannon un simpatico truffatore. Una ottima performance.
Enrico Manna è il turco o meglio il truffatore nei panni del turco. Una macchietta personaggio esilarante per la sua comicità.
Lorenza Denaro – Lisina Una delle truffate assieme alla Regione siciliana ma con un ricco avvenire. In un cast così robusto essere presenti è già molto.
Santo Santonocito – l’avvocato; l’intermediario con l’onorevole. Una figura indispensabile nel racconto scenico corale.
Le scene e i costumi sono di Giuseppe Andolfo. Le musiche di Matteo Musumeci. Le luci di Antonio Licciardello.