Aggiungi un posto a tavola
di Carmelo La Carrubba



Frutto del laboratorio teatrale degli alunni delle scuole  superiori dei Salesiani di Cibali è lo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola” testo di Garinei e Giovannini, una commedia musicale che è stata un successo di pubblico parecchi anni fa e che è andata in scena – nei giorni scorsi – sul palcoscenico del Teatro Don Bosco; è stato presentato dal direttore salesiano don Paolo Caltabiano, come attività scolastica che, per le sue caratteristiche pedagogiche, rappresenta come teatro una esemplare palestra di disciplina.
E’ singolare come queste  attività culturali siano state intuite e realizzate più di un secolo fa da Don Bosco quando, con i centri salesiani nascevano i teatri che costituivano le palestre di cui sopra e rappresentavano ieri come oggi, uno dei pilastri di una scuola privata ricca di iniziative per la formazione dei giovani. Basti pensare che le cattedre sul teatro nella nostra università, sono nate circa una ventina di anni fa per la spinta di pochi giornalisti e la sensibilità dello Stabile di Catania che ha costituito un solido e qualificato sodalizio per la nostra città. Inoltre, non è peregrino ricordare che negli spazi  teatrali degli oratori salesiani si siano formati, sul nascere, grandi e acclamati attori come Glauco Mauri o Turi Ferro con il padre Guglielmo, tanto per limitarci a pochi esempi.


Lo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola” vive – come si sa – del dialogo fra il protagonista che è un modesto e giovane prete, novello Noè, e il Padreterno che lo incarica di costruire un’arca perché fra tre giorni avrebbe scatenato un secondo diluvio universale e lui avrebbe dovuto salvare i suoi parrocchiani che, oltre a rappresentare i superstiti, sarebbero stati i “ripopolatori” del mondo. La vicenda si svolge fra situazioni paradossali, gag e calembour, in una girandola di equivoci e di sapore realistico che contempla, fra l’altro, il tema dell’accoglienza verso chi si avvicina alla comunità e che dà il titolo allo spettacolo. Il quale è una commedia musicale che si articola fra canto, danza e commedia brillante nell’intento di creare uno spettacolo comico. Ed è qui che si avverte la mano della professoressa Gisella Santangelo, che ha curato i movimenti coreografici, e quella 
di Enrico Sortino per i canti,  mentre la regia teatrale e il linguaggio scenico sono stati curati dalla professoressa Letizia La Carrubba  che, sorprendentemente, ha dettato i tempi comici adeguati allo svolgimento della vicenda, tali da scatenare riso e ilarità nel pubblico. In questi giovani e acerbi attori ci sono buone doti naturali e sottoposti ad un duro lavoro verso una disciplina che richiede serietà ed impegno hanno svelato non solo potenzialità latenti ma l’acquisizione di un comportamento scenico.


Protagonista nel ruolo del giovane prete è stato Giuseppe Tosto che ha dimostrato sicurezza e padronanza degli spazi scenici creando una figura umana di prete nell’esercizio delle sue funzioni ecclesiali, sociali e personali. Una vera promessa. Altrettanto sicura è stata Alessia Di Stefano nel ruolo di Clementina che, trasportata dalla foga dell’età, vorrebbe travolgere le resistenze del giovane prete senza riuscirci, mostrando alla fine la riflessiva maturità del personaggio. Stefano Silvestri ha interpretato il Sindaco che è più portato a curare i propri interessi anzicchè quelli della comunità. Un ruolo tragicomico a tratti grottesco disegnato con determinazione. Corrado Paternò Castello interpreta un ruolo comico che è quello dell’ingenuo un po’ tondo, Toto un ragazzo che personifica la bontà lontano da malizia e perfidia. Un personaggio ben riuscito, comico, ben  gradito dal pubblico. Claudia Pistorio è Ortenzia la moglie del sindaco: un ruolo che si sostiene sul contrasto col personaggio del marito. Flavia Nicolosi  ha interpretato il personaggio di Consolazione con spigliata sicurezza creando tante gag comiche e situazioni esilaranti. Hanno completato il cast, ognuno con bravura nel proprio ruolo, Silvia Jelo, Ottavia Ferrara, Laura Zaccà, Valentina Trincale, Cesare Paternò, Marco Cavallaio, Salvatore Di Giovanni nel ruolo del cardinale e Simone Scuderi che ha dato sembianze e voce al Padreterno.


Alla fine dello spettacolo, Giuseppe Tosto ha voluto ringraziare il pubblico e le professoresse che hanno consentito la riuscita dello spettacolo dimostrando consapevolezza del ruolo di attore che senza del pubblico non può esprimersi.
Pubblico di allievi e familiari numeroso e divertito che ha applaudito durante e alla fine dello spettacolo.