Amleto
di Carmelo La Carrubba

 

 

Vero ed attuale è il detto che “l’abito non fa il monaco” in quanto – riferito allo spettacolo teatrale “Amleto” di Shakespeare per la regia di Ninni Bruschetta in scena per il 12 e 13 marzo 2016 al Teatro Verga per lo Stabile di Catania – non sono i costumi dei nostri tempi che costituiscono l’attualità ma sono i contenuti del testo che rendono immortale quindi attuale l’opera del Bardo.
In questo spettacolo la lettura scenica di Bruschetta si sviluppa su un palcoscenico con pochi elementi simbolici e gli attori – pur avendo una piattaforma su cui agire – non disdegnano di scendere in platea perché la loro storia è anche quella che vivono gli spettatori in fondo comparse di questa rappresentazione – o meglio – in senso più ampio – della vita.
La riflessione – sempre di Bruschetta – è – ripeto – sui grandi temi che travagliano l’uomo: il perchè della vita e della morte, la scelta fra verità e menzogna o l’altra fra vendetta e giustizia, l’imprevedibilità del caso e infine quanto possa essere illusorio il potere della volontà e quanto il potere reale possa essere crudele.
Tutti temi che travagliano il protagonista – Amleto – fra cui emerge il tema del dubbio sui precedenti temi ma – ed è qui la novità – in lui matura la necessità di agire e una rabbia esistenziale che lo rende determinato. Ed ancora: Egli affronta e vive il tema dell’amore con Ofelia o il rapporto ora con l’ombra del padre cioè il ricordo o meglio l’elaborazione del lutto e quello con la madre – fra amore e conflittualità – che – assieme ad altri – è di inquietante attualità.
L’uomo che affronta questa tematica è Amleto ma l’attore che lo interpreta è Angelo Campolo un giovane che sta crescendo bene e che ha creato un Amleto efficace e convincente e che può sopportare il paragone – dosandone bene il sale – con i grandi attori del passato.
Il numeroso cast si presenta ben amalgamato fra attori esperti e attori in formazione. Fra i primi Antonio Alveario (Polonio), Giovanni Bonceddo, Emanuele Aita ; gli altri: Celeste Gugliandolo (Ofelia) , Maria Sole Manzutti, Maurizio Pugliesi, Ivan Bertolami, Simone Corso, Stefano Cutrupi, Luca D’Arrigo, Dario Delfino, Diego Delfino, Lelio Naccari, Francesco Natoli, Fabrizia Salibra.
Uno spettacolo in un unico atto della durata di circa tre ore che si avvale delle musiche di Tony Canto eseguite dal vivo dallo stesso autore e Gianluca Scorziello che danno un ritmo incalzante all’azione scenica sottolineandone i vari momenti drammatici in maniera significativa.
Le scene di Mariella Bellantone, i costumi di Cinzia Preitano. Luci di Renzo Di Chio.
Pubblico attento e coinvolto per tutta la durata dello spettacolo che è esploso in lunghissimi e ripetuti applausi alla fine della rappresentazione.