Ballate d'amore e di gelosia
di Carmelo La Carrubba

 

 


E’ andato in scena al Piccolo Teatro di Catania lo spettacolo “Ballate d’amore e di gelosia” elaborate da Lina Maria Ugolini dalle novelle di Giovanni Verga per la regia di Gianni Salvo che rappresenta un’analisi drammaturgica della passione amorosa attraverso la parola, la musica, il canto.
Giovanni Verga è stato un grande innovatore e sperimentatore: la sua attenzione era per naturalità dei sentimenti come espressione di verità di una realtà primitiva.
La sua nuova scrittura creativa ebbe un tema – fra gli altri – quello dell’amore e della gelosia ma anche della passione amorosa che assume i temi forti della lacerazione come in “Storia di una capinera” in cui si affrontano i temi della monacazione forzata o la struggente confessione di un amore impossibile che condanna la protagonista alla follia e alla morte. Da questa tematica derivano le tre novelle elaborate che sono “L’amante di Gramigna” con Tiziana Bellassai e Nicola Alberto Orofino, “Pentolaccia” con Giuseppe Carbone e Maria Rita Sgarlata e “Caccia al lupo” con Egle Doria e Emanuele Puglia che costituiscono per il palcoscenico una nuova drammaturgia poetica e musicale che con l’ausilio del canto esprimono il bisogno disperato della rabbia e del dolore di questi individui chiusi in una gabbia naturale, vittime dell’ordine sociale ma soprattutto lacerati dalle loro passioni.

Gianni Salvo per esprimere i sentimenti dei suoi personaggi ha scelto e si è affidato alla forza della parola, alla forma poetica per capire e analizzare le passioni che squassano e lacerano le vite di uomini e donne che vittime delle loro passioni non hanno futuro o speranza di averne. In un equilibrio scenico rarefatto la regia ha puntato all’essenziale delle storie, all’asciuttezza della recitazione interpretativa, all’atmosfera di un evento che sarebbe sfociato nella tragedia: riuscendo a creare una tensione drammaturgica di notevole efficacia.
Un grande merito spetta agli attori che ognuno nel proprio ruolo ha offerto un esempio di compostezza e misura ma anche di trascinante partecipazione al dramma interpretato.
La scena di Oriana Sessa si presentava spoglia e simbolica. Le musiche di Pietro Cavalieri hanno ricreato stati d’animo e atmosfere in maniera intensa e suggestiva.
Un atto unico seguito con religioso silenzio da un pubblico interessato che ha applaudito con forza alla fine dello spettacolo.