L’ANARCHIA MUSICALE

DELLA BANDA OSIRIS

 

 

Successo del gruppo con "L’ultimo suonatore" al Piccolo Teatro di Catania

Sandro Berti, Carlo Macrì, Gianluigi e Roberto Carlone, ovvero la Banda Osiris, in compagnia di Eugenio Allegri sono ritornati a Catania, nella sala del Piccolo Teatro di via Ciccaglione con lo spettacolo "L’ultimo suonatore", un omaggio a Carl Valentin, l'autore di "Tingen Tangel".

I musicisti della Banda Osiris, nati come gruppo nel 1980, sono autori di sigle di programmi radiofonici Rai (Caterpillar, Catersport) e delle musiche per "L’imbalsamatore" di Matteo Garrone, presentato al Festival del cinema di Cannes 2002, e nominati per questo film nella cinquina del premio David di Donatello 2003, categoria "miglior musicista". Inutile dire che anche stavolta, all’insegna dell’anarchia musicale, del più puro e folle divertimento, le attese non sono andate deluse ed il numerosissimo pubblico ha potuto apprezzare e divertirsi con le stamberie musicali, con la mimica, con la satira intelligente del gruppo guidato stavolta dall’attore Eugenio Allegri. E sulla scena del "Piccolo" ecco la comicità anarchica di Karl Valentin, noto creatore di cabaret nella Germania anni Venti e Trenta, apprezzato da Bentolt Brecht che lo paragonò a Charlie Chaplin. La Banda Osiris ed Eugenio Allegra danno vita tra le avveniristiche macchine musicali di Renato Rinaldi, i costumi di Elena Gaudio e Roberta Vacchetta, una comicità viva, intelligente, surreale, graffiante, disarmante, a volte cattiva, demenziale, ma sempre attuale, di fondamentale importanza ai nostri giorni. Da una parte c'è un direttore d'orchestra autoritario e buffo allo stesso tempo (Eugenio Allegri) che adopera la sua bacchetta come uno strumento di potere e dall'altra i musicisti (vale a dire il disordine, la fantasia, la ribellione) che malgrado le interruzioni, le riflessioni dell'uno, gli incidenti, i vuoti di memoria, si impossessano della bacchetta e ribaltano i ruoli in un trionfo del non senso e della libertà.

 

 Utilizzando il classico testo di Karl Valentin come canovaccio e sfruttandone la struttura di teatro nel teatro, i dialoghi e i monologhi dell'autore si intersecano con la musica della confusionaria orchestrina del Tingeltangel. Una musica che spazia da Kurt Weill alle canzoni di oggi, da armonie dure e dissonanti a melodie leggere e struggenti, diventando essa stessa protagonista e anello di congiunzione drammaturgico con la comicità anarchica di Valentin, viva, intelligente, surreale. Lo spettacolo lascia spazio anche alle riflessioni su guerra, bombe, distruzione grazie all’interpretazione/esecuzione del "Disertore" di Boris Vian e di "Soldati e bombe, cannoni e trombe" di Brecht. Non mancano poi nell’anarchia della serata i pezzi forti della Banda Osiris come "Je t'aime moi non plus" e "Stand by me". Per il tripudio finale di un pubblico che apprezza e si rammarica, dopo due bis, quando l’esibizione dell’anarchica ensemble si conclude.

 

"Abbiamo inventato lo stile di far ridere con la musica - spiegano Gianluigi e Roberto Carlone e Carlo Macrì - il nostro stile che coinvolge il bambino di cinque anni così come il nonno di novanta, non conosce nessun tipo di barriere. Abbiamo imparato molto, cominciando venti anni fa, dalla strada, improvvisando uno spettacolo itinerante. Poi, visto che funzionava e che ci divertivamo, abbiamo deciso di continuare. La strada ci ha insegnato i tempi, ad evitare la noia, come catturare l’attenzione delle persone. Non veniamo da scuole di musica o di teatro e consigliamo a molti attori e registi di fare pratica per le vie delle città".

 

Maurizio Giordano