Bastien et Bastienne
di Carmelo La Carrubba


 

I due giochi musicali illuminati dalla ragione di cui parliamo “Bastien et Bastienne” di Mozart e “Il maestro di Cappella” di Cimarosa sono i brani musicali dello spettacolo andato in scena al Piccolo Teatro di Catania con l’Orchestra da camera dell’Istituto Musicale “V. Bellini” – maestro concertatore e direttore d’orchestra Pietro Cavalieri; regista Gianni Salvo.  Per Mozart Bastien è il tenore Giuseppe Pennini, Bastienne ha la voce di Manuela  Cucuccio  mentre Colas è M. Dos Santos bas-baritono. Il brano di Cimarosa ha la voce del baritono Salvatore Alcares nel ruolo del Maestro di Cappella.  Le scene e i costumi di questo scherzo musicale in concerto spettacolo  sono di Oriana Sessa.

 

Questo spettacolo si inquadra nell’omaggio  nell’omaggio di Gianni Salvo alla grande stagione dell’Illuminismo europeo che già aveva proposto all’uopo l’originale riscrittura musicale del “Filosofo di campagna” di Carlo Goldoni.  Tali spettacoli di questi testi rappresentano dell’epoca in cui sono stati creati degli splendidi esempi del gusto parodistico, buffo e giocoso dell’arte settecentesca Un secolo  in cui viene esaltata la Ragione: in essa convivono gioco, ironia, conoscenza in una visione totalizzante dell’uomo. Nel breve brano di Cimarosa è l’ironia che mette alla berlina la figura del compositore di corte che deve dirigere una stana e indisciplinata orchestra che lui deve portare all’ordine e alla armonia. Mentre “Bastie net Bastienne” di Mozart ispirata alla “Le Devin du villan” di Rousseau è un inno alla vita naturale lontana dalla corruzione della città che vede il trionfo dell’amore puro attraverso il confronto fra l’intelligenza e gli artifici magici. Cimarosa fa giocare la musica con la creatività mentre Mozart esalta la semplicità della vita, la ragionevolezza, il rapporto con l’idealità che sconfina nell’utopia.  Sono i temi di un Settecento che si esprimeva attraverso i lumi della ragione alieno di quello che sarà il secolo successivo in  cui dominerà la passione con i suoi slanci romantici e i risvolti della follia. Gianni Salvo con la consueta eleganza scenica ha presentato lo spettacolo dandoci una sintesi chiara dei loro contenuti in cui ha sottolineato le intenzioni parodistiche dei brani musicali verso gli ingenui che non credono nei propri sentimenti e si rivolgono ai maghi per sapere quello che già hanno loro intuito ma non osano realizzare; le insicurezze di chi crea un’opera per la fragilità che è in ogni uomo. In questo concerto eccelle la musica di questi autori  che con eleganza prendevano in giro con note leggere e spumeggianti la dabbenaggine di questi creduloni. Pietro Cavalieri ha diretto con cura e cesellato le note giocando sempre con le melodie del testo. I costumi vistosi della Sessa e le sue scene allusive, metaforiche rispondevano al senso dello spettacolo voluto dalla regia. I cantanti si sono mossi con sicurezza scenica e voci e toni adeguati al gioco. Ben inteso e applaudito dal pubblico lo spettacolo e il grande apporto che Gianni Salvo dà allo spettacolo e alla cultura in generale.