Processo a madame Bovary
di Carmelo La Carrubba


Dal “Don Chisciotte” di Cervantes a “Madame Bovary” di Gustave Flaubert al Piccolo Teatro di Catania questi libri rappresentano le “provocazioni e l’invito a leggerli di un lettore eccellente qual è l’attore e regista Gianni Salvo. La scorsa stagione fu la volta del capolavoro di Cervantes quella di oggi ha al centro la lettura di “Madame Bovary” (1857) il cui Autore per il risentimento ipocrita della società francese dell’epoca fu processato per immoralità. Tant’è che la “provocazione” di oggi si chiama “Processo a Madame Bovary” nell’adattamento di Luisa Fiorello, la regia di Gianni Salvo e le musiche eseguite al piano da Pietro Cavalieri.

 

Federica Bisegna interpreta il personaggio di Madame Bovary mentre Elina Zuccarello e Jannifer Schettino sono le due soprano che a sere alterne danno voce alla protagonista delle opere liriche che sono nate sulla Bovary. Lo spettacolo in scena dal sabato 24 febbraio al giovedì 1 marzo alterna quattro lettrici, diverse per sera, vestite da suore orsoline come fu la protagonista che in loro convento fu educata. Un letto al centro della scena inchioda la protagonista al suo destino di amore e di morte mentre parallelamente si racconta la storia musicale da lei ispirata. Questa la prima parte dello spettacolo mentre nella seconda due avvocatesse danno vita al processo pur nel mutato contesto storico ma tenendo conto delle ricorrenti censure e moralismi vari che sono universali come le miserie umane. Madame Bovary è la storia di una adultera a cui la società non perdonò non solo l’adulterio ma soprattutto una vita al di fuori della dipendenza da qualcuno, cioè la sua libertà di crearsi una vita autonoma. Proporre oggi il personaggio di Emma Bovary è come picconare una mentalità maschilista dura a morire ed è nello stesso tempo un omaggio alla femminilità più che al femminismo secondo la distinzione del dotto lettore. Lo spettacolo – fin dalla prima sera – è stato un modo intrigante di far ri-leggere se non leggere il libro, di rappresentare la storia di Emma Bovary che dall’educazione nel collegio delle Orsoline svilupperà la sua vicenda vicino ad un marito scialbo fino a quella che sarà la sua provocazione di donna che vuole conoscere e sapere come ogni essere umano senza tutela. Abbiamo ascoltato al pianoforte Pietro Cavalieri che dipinge l’Ottocento in cui esplodono le passioni ben cantate dalla Schittino. Il processo è stato affidato a due avvocatesse, Paola Paladino e Adriana Laudani, che fra ironia e argute e intelligenti argomentazioni hanno puntato alla assoluzione di Flaubert anche perché alla fine non può essere la creazione artistica a pagarne il prezzo. Uno spettacolo nello spettacolo o teatro nel teatro - come si usa dire – che arricchisce e coinvolge il pubblico in quella maniera che piace a Gianni Salvo di creare un teatro civile in cui il pubblico sia attore e spettatore ad un tempo. Ma per finire, vorrei anche parlare di uno spettacolo che non ho visto e che avrei gradito vedere: cioè vedere Gianni Salvo, lettore colto e raffinato nonché abile chiosatore, alle prese con il testo di Flaubert e il personaggio di Emma Bovary. Sarebbe stata un’esperienza intrigante e avrebbe “rievocata” la lettura che fece Strelher al Piccolo di Milano con il “Faust” di Goethe in cui il lettore-attore potè manifestare in prima persona il suo rapporto con quel capolavoro. Inoltre , anche senza affidarsi alle donne, Gianni Salvo sarebbe stato credibilissimo poiché, come tutti sappiamo, Gustave Flaubert è Emma Bovary.