Capitan Fracassa
di Carmelo La Carrubba

 

 

Più che la storia di “Capitan Fracassa”, L’eroe romantico narrato da Gautier, lo spettacolo eponimo in scena al Teatro Ambasciatori per lo Stabile di Catania, vuole essere una grande metafora del teatro e sul teatro e sulla passione teatrale che ka scena di Dora Argento ci rappresenta: un palcoscenico dove si aprono le porte dei camerini creando ciò che chiamiamo: il teatro nel teatro.
In questa metafora del teatro l’eroe diventa personaggio cioè attore e l’attore che muore sulla scena come uomo conclude il ciclp finzione-vita: per non parlare del mito dell’attore che solo sulla scena può concludere la sua vita e non solo quella artistica. Così che alla fine il protagonista muore sulla scena rispettando i dettami del mito.
Il testo da Gautier, dai Canovacci di Francesco Andreini, dall’adattamento di Claudio Di Palma che ne cura la regia è non solo la storia di Capitan Fracassa e della Compagnia dei comici girovaghi ma una summa di storie e di esperienze culturali e musicali che da Plauto arrivano alla Commedia dell’Arte, pervengono fino a De Simone e al mito dell’eroe romantico o alla lotta ai Giganti o all’esperienza de “La smorfia” creando un’altra storia dove il teatro le soppianta tutte.
Siamo sicuramente di fronte ad un testo ricco – forse troppo ricco – che però in due ore di spettacolo non si riesce a utilizzare e a rappresentare per intero e perché, in ultima analisi, non riesce a diventare linguaggio scenico chiaro al pubblico. Una “semplificazione” della storia sia nei linguaggi che nei riferimenti avrebbe creato un racconto scenico percepibile in tutte le sue parti.
Il talento comico di Lello Arena che qui offre risvolti drammatici, ha modo di sviluppare il suo personaggio ricco di sfumature umane ed etiche in cui la riflessione dell’uomo sul nostro tempo è pungente e puntuale. La regia, dal canto suo, non ha voluto raccontare una favola per giunta lieta ma ha voluto recuperare il senso della vita con la drammaticità della fine del protagonista.
In questo spettacolo francamente comiche sono molte delle scenette raccontate; alcune delle quali segnate da una variopinta esibizione di dialetti : dal veneto al siciliano dal partenopeo al bolognese che oltre a rappresentare la penisola ne sottolineano la tipica comicità regionale.
Ricco di potenzialità e bravura il cast dello spettacolo ha vivacizzato una storia con al centro con al centro il talento comico di Lello Arena che, fra l’altro, ha creato duetti esilaranti: lui napoletano nei confronti di un siciliano.
Ecco i componenti del cast: Fabrizio Vona, Francesco Di Trio, Giovanna Mangiù, Barbara Giordano, Fabrizio Bordignon, Martina Cassarà, Ciro Damiano, Federica Marchettini, Enzo Mirone, Franceso Russo, Clio Scira Saccà, Massimiliano Sacchi.
La bellezza dei costumi e la ricchezza armoniosa delle musiche di Paolo Vivaldi hanno caratterizzato e vivificato uno spettacolo bello, interessante a tratti discontinuo.
Poco pubblico, pochi applausi.