C'è permesso??? .... Avanti!
di Carmelo La Carrubba

 


Pur essendo “I cabarotti” dei dilettanti ottengono dei risultati artistici da fare invidia a dei veri professionisti anzi, oggi, difficilmente si assiste ad uno spettacolo in cui si ride dal principio alla fine.
Sono dieci anni che questi quattro professionisti calcano le tavole del palcoscenico per “dialogare” col pubblico nel senso di farlo riflettere ridendo attraverso la satira sulla nostra quotidianità e la forma del cabaret o dell’avanspettacolo come spettacolo è stata la veste che loro hanno indossato.
Lo spettacolo andato in scena il 16 e 17 aprile al Piccolo Teatro di Catania “C’è permesso???...Avanti!!!” è incentrato sulle nostre manie che quotidianamente vivono in noi e con noi.
Il testo dello spettacolo è scritto da Eugenio Barone che ne è oltre che interprete regista ed è collaborato da Pippo Patanè; lo spettacolo si avvale degli arrangiamenti musicali di Pippo
Carbone e della verve spumeggiante di Diana Cinà, la componente femminile del quartetto che quest’anno annovera la partecipazione di Franco Pulvirenti, altro talento artistico. Quest’ultimo suonando motivi antichi con la fisarmonica è riuscito non solo ad inserirsi nel gruppo ma ha arricchito la satira sull’oggi con quella che facevano, ieri, i nostri nonni.
Alla base del loro successo c’è una consolidata amicizia; la scoperta di scaricare la loro tensione di professionisti nello spettacolo per superare una routine di lavoro stressante; una permanente curiosità sulle stranezze della quotidianità come oggetto della loro satira e infine: la componente artistica che ha trovato in questo gruppo la possibilità di creare spettacoli teatrali attraverso il talento comico di Eugenio Barone, esilarante ed esplosivo nel fustigare manie ed anomalie; la pacata ironia di Pippo Patanè ed il suo amore per la musica e l’umorismo di Franco Nebbia e Pino Caruso ; il talento musicale di Pippo Carbone e i virtuosismi alla tastiera frutto di raffinati arrangiamenti; la bella personalità dalla spiccata intelligenza di Diana Cinà , balla canta e recita e dirige nella vita un primariato. La battuta pronta di Franco Pulvirenti ne completa il quadro.
A questa potenzialità c’è da aggiungere che “I cabarotti” posseggono dei tempi scenici allegri ed incalzanti adatti al comico ed i primi a divertirsi sono loro.
Ricordiamo alcuni momenti dello spettacolo dove più intensa è stata la risata del pubblico: la satira feroce verso chi ha la mania di comprare una macchina con tanti accessori e tanta precisione nel collaborare con l’autista fino al punto di creare più equivoci che funzionalità con tutte le conseguenze comiche del caso in cui spicca l’istintiva comicità del Barone che viene ben sostenuta da Carbone.
Esilarante nelle vesti di balbuziente il Patanè fra equivoci ed allusioni.
Il consueto monologo di Barone crea un crescendo di risate con le sue fulminanti battute.
Grazia e ironia sono della Cinà che raccorda le varie parti e dà un sapore allegro alle scenette.
Il finale è stato affidato con successo all’esordiente che ha suscitato nel pubblico consensi e sorrisi.
Spettacolo divertente in cui spontanei e calorosissimi sono stati gli applausi di una platea che segnava il tutto esaurito.