Cenerentola
di Carmelo La Carrubba

 


 Potenza delle favole: se oltre a resistere al tempo riescono a mantenere la loro fascinazione nei confronti degli adulti. E’ quello che avviene per “Cenerentola” di Perrault per le sue enormi potenzialità che dalla favola attraverso la magia e la satira politica sfiorando la farsa diventa racconto con scene e costumi fedelmente ripresi dall’edizione del 2002, quelli creati dal compianto Giuseppe Andolfo. Ma è l’adattamento e la regia di Angelo tosto che hanno dato ritmo serrato alla vicenda , toni comicamente vivaci fino al farsesco con puntate satiriche all’attualità: la vicenda pur ambientata nel Settecento trova attraverso la libertà creatrice del linguaggio scenico il modo di proiettarsi nel futuro attraverso il personaggio della fata interpretato in maniera impeccabile da Eveljn Famà: vero spirito e motore della storia di Cenerentola.
Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Brancati di Catania e rimarrà fino al 14 dicembre.
Questo spettacolo musicale si avvale, inoltre, di un vasto impianto scenico in cui la storia di Cenerentola si sviluppa fra sogni e realtà in cui assistiamo alla vita di ogni giorno fra amori e odi, dispetti, avidità, ambizioni e invidie, fame di potere, malvagità e viltà attraverso una umanità non sempre moralmente esaltante ma in cui è presente la sincerità, l’affetto, l’amore, la bontà e il disinteresse visti – in questa vittoria del bene sul male – con occhio ironico per non cadere – come sarebbe possibile – nella retorica.
Uno spettacolo corale con un cast di qualità fondamentali alla realizzazione dalla protagonista Valentina Ferrante in un ruolo dove grazia e bellezza si fondono nell’esprimere amore, disinteresse, benevolenza riuscendoci appieno.
Barbara Gallo è la matrigna di Cenerentola nel ruolo della “cattiva” o forse soltanto di una madre che difende “ciecamente” le proprie figlie in maniera eccessiva. Una buona prova.
Olivia Spinarelli e Margherita Mignemi, le due sorellastre costituiscono un riuscito duo comico nell’esasperare in maniera grottesca i loro ruoli e personaggi.
Eveljn Famà – Maga Rica – ha creato un personaggio moderno dalle radici antiche dandole simpatia e naturalezza e una certa auto-ironia (compra orologi dai cinesi): si muove sulla scena in maniera perfetta fra ballo, canto, parola, gestualità e dialogo del corpo diventando il punto dialettico della vicenda.. Una ottima prova.
Giuseppe Bisicchia e Giampaolo Romania – i due primi ministri - e come personaggi la coppia comica al maschile hanno contribuito nella coralità del racconto scenico a dare credibilità e modernità alla loro comicità.
Riccardo Maria Tarci è Riccetto ( paggio, tamburino, tuttofare del principe) ; una gran bella prova
nel creare un personaggio umoristico di stampo siciliano che tanto piace al pubblico.
Il principe Felice II è interpretato con misura da Massimo Giustolisi: ha fornito un personaggio credibile di governante che riesce a comprendere il ruolo che dovrebbe svolgere nell’esecizio del potere. Una buona prova.
Brave e graziose Amelia Martelli, Iridiana Petrone, Cindj Cardillo le tre “suppellettili”; inoltre Giorgia Torrisi nel ruolo di Violette la segretaria della Maga.
Le musiche di Eugenio Cardillo e Giuseppe Vasagalli sono state ben intonate alla favola musicale che ha costituito lo spettacolo eponimo come le scene e i costumi di Andolfo che “segnano” lo stile dello spettacolo e raggiungono per creatività e fantasia l’apice di una meravigliosa spettacolarità alla fine del primo atto.
I movimenti coreografici di Silvana Lo Giudice sono fluidi e armoniosi nel rendere leggero il ritmo di uno spettacolo – ripeto – che è piaciuto enormemente ad un pubblico plaudente durante e alla fine della rappresentazione.