Che succede al Teatro Stabile di Catania?
di Carmelo La Carrubba

Nihil sub sole novi (niente di nuovo sotto il sole) è quello che sta accadendo al Teatro Stabile catanese in questi giorni in cui veniamo a sapere da uno dei componenti del CdA, il consigliere Ligresti, che il D.S. Orazio Torrisi non è stato confermato nel suo incarico e che – deduciamo noi – per il futuro era necessario che le funzioni che si sommavano, amministrative ed artistiche, nel ruolo che attualmente deteneva il dottor Torrisi, fossero sdoppiate: un ruolo amministrativo per il posto di direttore generale e un posto per il ruolo artistico.

La notizia delle dimissioni del D.A. Orazio Torrisi di fronte alla decisione del Consiglio di Amministrazione – che ha aperto la crisi allo Stabile catanese - ha scosso l’opinione pubblica perché ha visto una forte ingerenza politica nella gestione artistico-culturale dello Stabile mentre, superata una grave crisi, si avviava a preparare i festeggiamenti del cinquantesimo anniversario della sua fondazione con risultati positivi che finalmente non facevano rimpiangere quelli diventati ormai mitici di Mario Giusti appianando bilanci, riportando gli abbonati a teatro, allacciando rapporti solidi con le facoltà umanistiche dell’università di Catania e producendo spettacoli che poi vanno in tournèe con grande successo di critica e di pubblico come testimoniano gli attori
Pattavina, Musumeci e la bellissima lettera di Mariella Lo Giudice che è un grido di libertà verso chi minaccia il lavoro svolto dallo Stabile e dal dottor Torrisi in particolare ma anche di Baudo, Marcoccio e del CdA fin quando ha promosso queste iniziative.

Ma qualcosa è successo durante quest’ultima fase se si è pervenuti ad atti che senza essere chiariti all’opinione pubblica suonano – e fin’ora sono – come una sterzata che ha bocciato l’operato della D.A. mentre eravamo convinti – e fin’ora lo siamo –che l’operato del dottor Torrisi avesse portato ai mitici livelli di un tempo l’attività dello Stabile di Catania.
In tutta questa operazione in cui c’entra di diritto la politica – e a ragione – si lamentava l’entrata a gamba tesa, il fallaccio, nel senso che il mancato chiarimento su un provvedimento così importante che interrompe l’attività dello Stabile, non riconfermando l’autore del suo sviluppo e soprattutto non informando abbonati, frequentatori e quant’altri hanno a cuore lo Stabile catanese, ha creato un clima di allarme che speriamo si dissipi per il 2 maggio quando ci sarà l’assemblea dei soci.
Permane nel mentre inquietudine e timore fino a quando questa faccenda non venga chiarita in ogni suo aspetto nell’interesse di una Istituzione che tante soddisfazioni sta dando alla città.