Eumenidi
di Carmelo La Carrubba


“Eumenidi” è la proposta di Nuovoteatro in cui Vincenzo Pirrotta è il narratore e interprete della sua attuale elaborazione della terza tragedia dell’Orestiade di Eschilo in scena al Teatro Musco per lo Stabile di Catania. La particolarità consiste nell’aver trasformato il canto epico in forma di “cuntu” siciliano in cui è possibile all’attore e regista immettere una cultura e una fisicità aggiuntiva che diventa lo stile dello spettacolo in cui il mito greco viene rivisto e ricongiunto ai nostri tempi.

In una scena essenziale ma fortemente simbolica si “cunta” la vicenda di Oreste, matricida di Clitennestra, perseguitato dalle spietate Erinni. Quella di Oreste diventa una via crucis nel suo viaggio fino al tempio di Atena, la dea della Giustizia. Atena si rivolge agli uomini per giudicare il crimine del fuggiasco mentre le Erinni, interpretate da quattro uomini, si scontrano con Apollo; in questo accapigliarsi fra le ragioni degli uomini e quelle degli dei sta il nodo drammatico affrontato da Pirrotta in cui egli evidenzia come le scatenate Erinni alla fine accettano – è il volere di Atena e di Apollo – di diventare le concilianti Eumenidi. Cosicché la sentenza accomodante di Atena porta il protagonista Pirrotta a riflettere sulla giustizia, sul suo uso in cui i protagonisti di ieri – Atena, Apollo, le Erinni – diventano, nella metamorfosi dell’oggi, i mostri che hanno ucciso la giustizia. Assistiamo al fatto che la politica, il nostro tessuto sociale sono intrise della distruzione del diritto in quanto quella di Atena – nel trasformare le Erinni in Eumenidi – non è vera giustizia e pertanto quella di Eschilo – nella rilettura di Pirrotta non è più una vera tragedia.
Quello di Pirrotta è un argomento di riflessione in più per noi contemporanei nel valutare la giustizia. Lo spettacolo che dalle radici del classico perviene ai giorni nostri attraverso l’uso della giustizia utilizza vari generi, usa linguaggi ora colti ora popolari, la danza e sperimentazioni innovative. Per cui il linguaggio drammaturgico di Pirrotta fa parte di un progetto teatrale in evoluzione in cui è prevista la revisione di tutti i classici e la contaminazione con il dialetto siciliano attraverso la forma del “cuntu” e l’uso del dialetto palermitano in associazione con la danza di cui questo spettacolo è un esempio. Pubblico attento e plaudente.