"FIAT VOLUNTAS DEI"
  
per ricordare l'attore Turi Scalia
 
 

Con la messa in scena del classico di Giuseppe Macrì "Fiat voluntas dei", uno dei cavalli di battaglia di Angelo Musco, l’amministrazione comunale di Trecastagni ha ricordato al Teatro Comunale, l’attore e regista Turi Scalia, recentemente scomparso. La figura dell’attore è stata ricordata dal sindaco Salvatore Torrisi, dall’assessore alla Cultura Rosa Sciacca, dal regista Melo Freni e dalla prof. Sarah Zappulla Muscarà. Alla figlia del compianto attore è stata consegnata una targa mentre, prima della messinscena dello spettacolo, elaborato e diretto da Gianni Scuto, sono state proiettate alcune scene del film "La famiglia Ciravolo", commentate dal regista Melo Freni.

In merito al classico dialettale "Fiat voluntas dei" dobbiamo dire che è una vicenda che parla di sentimenti umani, di condizioni sociali, con protagonista un’irresistibile parroco che mette il naso, quasi sempre senza volerlo, negli affari di tutto il paese. Nei panni del pavido padre Attanasio si è destreggiato Michelangelo Sciuto, alle prese con un sindaco geloso (Franco Colajemma) dell’assatanata moglie Mara (Claudia Bazzano), una coppia di giovani innamorati, Paolino e Mara (Giuseppe Carbone e Stefania Baratta) osteggiati dai padri che tengono più al portafoglio che ai sentimenti dei loro figli. Il regista Gianni Scuto del Teatro Gamma di Catania, pur rispettando l’assunto originario e le modifiche esilaranti introdotte da Angelo Musco, ha inserito la musica dal vivo eseguita al piano da Eugenio Arezzo, avvicinando, con una impronta più "naif" - come ha ribadito lo stesso regista - la pièce alla commedia dell’arte. La pièce è stata reinterpretata in chiave divertente, i personaggi sono diventati, a volte, delle macchiette, con ritmi veloci, partecipando con garbo e con divertita ironia.

Nel cast si fanno apprezzare l’esperto Mario Sapienza (don Gaetano Maravigna, papà di Paolino), Mirella Petralia (la possente donna Barbara), Carmelo Ferlito (il macellaio, papà di Anna), Saretto Spataro (Cosimo, il sagrestano), Gaetano Di Benedetto (il disinfettatore).

Le scene sono di Riccardo Mangano e Gaetano Tropea, i costumi di Umberto di Baviera, l’organizzazione e la direzione di scena di Nino Arancio.

Nella hall del teatro, inoltre, è stato possibile visionare la mostra sullo sceneggiato televisivo "Mastro don Gesualdo", che ha visto la partecipazione anche di Turi Scalia, allestita dall’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano, curata da Enzo Zappulla.

 

Maurizio Giordano