"Il Drammaturgido" 
Emozioni e storie contro il condizionamento dei media


In alcuni tratti ricorda il più famoso "Sei personaggi" di Pirandello, ma ha la freschezza di un gruppo di giovani che non vogliono tradire la loro passione, la loro arte, i loro sacrifici e che vogliono gridare a tutti, alla faccia di chi preferisce e consacra spettacoli spazzatura, la loro voglia di essere appassionati di teatro, di essere attori.

Ed in "Il drammaturgido" di Antonio Caruso lo spettatore vede materializzarsi per volontà di un autore che li ha liberati i personaggi più strani: un pizzaiolo travestito da killer, una cubista schizofrenica e borgatara, mogli zelanti ed assillanti, un medico folle e tanti altri che cercano una loro personale dimensione. L’autore ha deciso di liberarli, "forse meno reali ma più vivi" anche se non hanno ancora capito se è più finto il precedente mondo abitato o l'attuale. 
Antonio Caruso, autore dell'interessante e provocatorio "Drammaturgido", in scena alla Sala Magma di Catania per la rassegna del ventennale della "Terra del Sole", rivolge al pubblico, diversi interrogativi, lo provoca, lo accusa di cedere spesso e troppo presto al falso mondo propinato dal tubo catodico, costruito dai mass media a loro immagine e somiglianza. E le figure, i personaggi, che compaiono e scompaiono tra il pubblico, inducono sì alla risata, ma è un pirandelliano riso amaro in quanto il testo di Caruso è volutamente di denuncia contro un sistema, una mentalità, un modus vivendi che bisogna sforzarsi di cambiare. 
Nato come un insieme di vecchi pezzi, di dialoghi e monologhi scritti dal 1991 ad oggi, cuciti attorno ad uno spirito ribelle e di denuncia, "Il drammaturgido" è sicuramente uno spettacolo da applaudire, sia per la messinscena e per i protagonisti che per i contenuti, finalmente critici contro il sistema teatrale - il pubblico troppo propenso ad applaudire lavori di scarso contenuto ma commerciali e di cassetta ed i critici pronti a chiudere più di un occhio sulla produzione spazzatura-;  brilla per originalità e pregnanza. 

Apprezzabile l’economica scenografia raffigurante una maschera a bocca spalancata ed i costumi curati da Donatella Marù. In scena, applauditi, Fabio Dulzetto, Sabina Costa, Deborah Mirabella e lo stesso autore Antonio Caruso che introduce e chiude lo spettacolo. 

"Il Drammaturgido - ha spiegato Antonio Caruso - nasce dalla volontà continua di ricerca professionale ed umana : raccontare emozioni e storie utilizzando un linguaggio brillante. Volutamente polemico nei confronti dei media che oggi gestiscono le manipolazioni ed i condizionamenti del pensiero collettivo".

 

L’autore 

Antonio Caruso con "Il Drammaturgido" torna a firmare la regia di un suo testo, dopo un paio di anni dedicati esclusivamente all’attività attoriale, alla scrittura e all’attività di esperto di educazione teatrale per le scuole statali.
Caruso formatosi attorialmente alla Scuola del Teatro Stabile di Catania, dal 1991 si dedica alla scrittura (anno in cui va in scena con il suo "Considerazioni private in pubblico"). Prende immediatamente le distanze dal mondo teatrale catanese e soprattutto dalle grandi organizzazioni teatrali nelle quali non avverte stimoli creativi e spinte alla crescita professionale. Decide di dedicare parte della propria attività di ricerca nella didattica teatrale per le scuole statali (dal 1990 ad oggi ha curato oltre cento laboratori di recitazione per gli studenti , ottenendo importanti riconoscimenti e premi. 
Nel 1995 inizia il sodalizio artistico con il Centro Magma di Salvo  Nicotra, (sodalizio attualmente in corso) che ha dato vita a diversi lavori tra cui: "Belvedere" (1995) e "Gente di Fine Secolo" (1999 – 2001 – 2002) di G. Mazzone, per la regia di Salvo Nicotra, "Nel Silenzio lungo della Notte" (1997) recital a due voci con Pino Micol, "Che Giorno è?" (2000) di e con Antonio Caruso, regia di Salvo Nicotra. 
Nelle vesti di autore-attore è protagonista a Taormina Arte ’96 con il suo "Sconosciuti fino all’alba" per la regia di Federica Di Bella che negli anni seguenti firmerà la regia di diversi lavori di Antonio Caruso: "Senti un po’" (Roma 1998), "Angelica" (Roma 1999 – Catania 2000), "Anime" (Catania 2002). 
Nel 2002 Antonio Caruso è stato il protagonista maschile di "La Felicità degli altri" di Marco Longo (che con questo lavoro fa il suo esordio alla regia), testo ispirato a Le Roi Canduale di André Gide - ripreso dopo cinquant’anni dall’edizione di Taormina, firmata da Cutrufelli e dopo cent’anni dalla prima messinscena francese del testo.

 

 

 

Maurizio Giordano