Laboratorio teatrale
di Carmelo La Carrubba

 

Quest’anno l’attività degli alunni del laboratorio teatrale delle scuole salesiane di Cibali si è concentrata su Pirandello e in particolare su “Così è  se vi pare” (1917/18). Pirandello nell’interpretare una realtà mutevole e contraddittoria sottolinea la necessità di un’analisi introspettiva per poter accedere ai luoghi più nascosti della vita interiore dei suoi personaggi. E nell’evoluzione drammaturgica di Pirandello “Così è (se vi pare)” diventa la parabola sulla verità in cui un paese non accetta i nuovi arrivati perché vuole squarciare il mistero che li avvolge per assimilarne la storia ai criteri correnti dell’evidenza e della logica. Il dramma non è solo la inconoscibilità del reale (anche il finale enigmatico non fa luce sulla vera identità della moglie di Ponza) ma consiste nella demistificazione degli atteggiamenti ipocriti di giustizia e probità di persone che si comportano in realtà in modo ottusamente crudele verso gli esclusi. Tant’è che una di queste persone, Girelli, dice, in maniera rozza ma efficace, riferendosi al signor Ponza e alla signora Frola “E allora, pazzo, nessuno dei due? Ma uno dev’essere, perdio!””. In cui vengono affrontati alcuni pilastri del sentire borghese: la separazione netta fra follia e salvezza e l’autorità – prefettizia – che può sapere tutto.

 E così al “così è” sostenitore della misera verità burocratica si contrappone il “se vi pare” che svela altre verità insostenibili che non sempre vengono accettate. Al di sopra della dialettica del signor Ponza e della signora Frola sta Laudesi che è la coscienza critica del dramma che ha il privilegio della risata e della battuta. Nella scena rivelatrice la signora Ponza afferma “Per me, io sono colei che mi si crede”. E il commento beffardo di Laudesi è: “Ed ecco, o signori, come parla la verità! Siete contenti!” Questa volta quello di Laudesi non sarà un riso liberatorio ma una smorfia tragica. E ad ognuno non resta che una triste solitudine. La regia dello spettacolo  è della professoressa Letizia La Carrubba  che ha voluto rivelare l’attualità di un testo in riferimento ad una società che è sempre più interessata ai fatti degli altri per non soffermarsi sui propri e il suo atteggiamento è di ipocrita comprensione. Fino al punto che quello che oggo chiamiamo “gossip” è diventato l’unico modo di spiegare la realtà trascurando la drammaticità di situazioni che gravano dolorosamente sulla vita degli altri.

 

Pur nella difficoltà di ricomporre un gruppo di giovani allievi che si avvicinano al teatro perché il ricambio generazionale impone dei cambiamenti e pur di fronte ad un testo che si presenta difficile per chiunque lo affronti; c’è da sottolineare l’impegno collettivo e l’aver inteso le indicazioni registiche che fanno parte di un  progetto educativo, trasferendo nel personaggio e sulla scena le caratteristiche dei personaggi che costituiscono il mondo pirandelliano. Ambientato in un interno borghese si svolge la vicenda del signor Ponza e della signora Frola nonché dei cittadini. Il signor Ponza è stato interpretato da Stefano Silvestri che ha brillantemente reso l’ambiguità del personaggio; la signora Frola ha avuto le fattezze di Alessia Di Stefano in un ruolo importante; il personaggio di Laudesi ha avuto in Antonio Lombardo l’interprete che saputo rendere l’ironia e la coscienza del dramma;  la moglie del signor Ponza è Doni Sapienza in una scena altamente simbolica: completavano il cast Alessandro Di Stefano e Beatrice Geraci come coniugi Girelli; Ludovica Pugliesi è la signora Cini, Danilo Caccanese con Laura Sapienza e Violetta Castello compongono la famiglia del commissario Agazzi; il ruolo del commissario è stato interpretato da Flavia Nicolosi mentre il prefetto ha il volto di Federico Jelo.

Tutti tanto bravi per i risultati raggiunti.