Leonilde, storia eccezionale di una donna normale
di Carmelo La Carrubba

 

 

Il destino politico e umano di Nilde Iotti ha avuto sempre la camera dei deputati sul suo percorso. Onorevole a 26 anni ne è stata per tre legislature presidente: la prima donna nnella storia parlamentare italiana a occupare quella carica prestigiosa. Una passione la sua che ha avuto modo di ardere e consumarsi, di intrecciarsi e di esprimersi, per la sua esemplarità, come una storia italiana singolare e per molti versi esemplare.
E’ quanto emerge dal breve monologo “Leonilde Storia eccezionale di una donna normale” lo spettacolo in scena al Teatro Ambasciatori per lo Stabile catanese. Atto unico di Sergio Claudio Perroni, regista Roberto Andò che vuole essere un omaggio ad una donna che è stata una delle protagoniste della Resistenza e della Repubblica italiana.


Giovanissima è fra i padri fondatori della Costituzione quando conosce Palmiro Togliatti che diventerà l’uomo della sua vita. Il segretario del più grande partito comunista dell’Occidente era sposato, aveva un figlio e apparteneva ad un partito con regole ferree. La moglie di Togliatti era Rita Montagnana una compagna che faceva parte della storia del PCI. Mentre Nilde Iotti – anche se di origini contadine e di famiglia povera si laurea alla Università Cattolica di Milano. I suoi rapporti con la dirigenza del Partito che l’ha eletta diventano difficili. Il suo carattere l’aiuterà a superare tante difficoltà e umiliazioni.
Una vita piena di luci ma anche di ombre.
Togliatti è membro della Internazionale comunista e gode della stima di Stalin che lo riceve a Mosca nella sua dacia assieme a Nilde Iotti ormai la compagna del “Migliore” che però entrambi al ritorno in Italia si sentivano “finalmente sicuri” quando oltrepassavano la Cortina di ferro. Di questo e di altro un silenzio assordante.


Il testo è ben strutturato e la figura di questa donna affascina per la sua tempra drammaturgica e pur nella singolarità del monologo la narrazione ha una sua intensità con un linguaggio scenico semplice ma accattivante.
Grande interprete del personaggio Iotti è l’attrice Michela Cescon che ha reso umana e normale una figura di donna eccezionale per le caratteristiche della sua storia che resterà negli Annali della Nazione. Essa ha “sussurrato” agli spettatori i suoi pensieri di donna, ha creato straordinari scenici e ha indossato quel cappotto del padre “ri-voltato” per lei che rappresentava il suo stato e la sua divisa di donna del popolo.
La Cescon con voce calda e toni bassi si è affidata alla parola, al suo profondo significato senza rinunciare al gesto per la sua autorevolezza nel segnare i momenti dolorosi della sua vita, quelli determinati del suo carattere ed estremamente emozionanti sono stati i momenti quando la voce della protagonista – nella sua originalità – si è confrontata con quella dell’attrice che la faceva rivivere.
Grande prova quella della Cescon che è stata ben intesa dal pubblico che ne ha applaudito la bravura.