Macbeth Una magaria
di Carmelo La Carrubba

 
Lo spettacolo “Macbeth Una magaria” da William Shakespeare adattamento, scene , regia e interpretazione di Vincenzo Pirrotta andato in scena il 24 febbraio e fino al 5 marzo al Teatro Verga per lo Stabile di Catania, è il frutto di una profonda operazione culturale ben riuscita che ci restituisce arricchita – attraverso una danza macabra – l’essenzialità di un testo classico.
Vincenzo Pirrotta ha riscritto una personalissima versione della tragedia scespiriana intendendo e spiegando il legame con lo spirito occulto, con il male e come, alla fine, la chiave di lettura del suo testo non sia altro che la magia o magaria. Una frenetica danza macabra con sette streghe e sette sciamani si alternano sulla scena legando Macbeth e Banquo con le corde ma mentre quest’ultimo si slega dalla fattura, il primo sceglie di legarsi al male. La sua scelta di continuare a seguire il potere è lucida e consapevole così come quella di seguire la via del male senza pentirsi.


L’impostazione dello spettacolo e il suo allestimento fa riferimento al mondo sciamanico e tribale sia siciliano che africano e, inoltre, attraverso il dialetto isolano e la danza africana imprimono un forte marchio magico che è già presente nel mondo delle streghe così come voluto dal Bardo e che la loro profezia che influenza la vicenda di Macbeth sia poca cosa di fronte alla scelta del protagonista.
In questa rilettura è presente in tutta la sua drammaticità la tragedia del potere quando esprime la violenza e il linguaggio scenico che ne deriva per la febbre del potere che acceca è altamente suggestivo per la sua intensa carica distruttiva.
La danza macabra di Vincenzo Pirrotta ha un potente potere spettacolare ed espressivo per la fisicità della rappresentazione e per un linguaggio scenico che ha tutta la carica misteriosa dell’occulto.
Uno spettacolo dal ritmo intenso – come se fosse la rappresentazione di un incubo - in cui la parola di Shakespeare riesce chiarificatrice.
La traduzione è di Carmelo Rapisarda. Suggestive le musiche di Luca Maceri e ben creati per il sabba i costumi di Daniela Cernigliaro.
Un cast straordinario e ben affiatato si è mosso all’unisono in cui emerge Vincenzo Pirrotta , Cinzia Maccagnano e Vincenzo Calcagno ben coadiuvati da Marcello Montalto, Alessandro Romano, Giuseppe Sangiorgi, Dario Sulis, Luigi Tabita.
Pubblico silenzioso e attento per tutto l’arco della rappresentazione (un tempo di novanta minuti circa) per poi, alla fine, tributare lunghi, convinti e ripetuti applausi.