Madri
di Carmelo La Carrubba



“Madri” è il tema del recital che cinque formidabili attrici, ben assortite, Ida Carrara, Mariella Lo Giudice, Ileana Rigano, Nellina Laganà, Graziella Maniscalco hanno interpretato la sera del 31 marzo, ben coordinate dal regista Federico Magnano di San Lio e accompagnate da tre musicisti, Daniele Lo Re, chitarra elettrica, Antonio Catalfamo, flauto, Rosaria Torcitto, fisarmonica, nella chiesa di San Placido, un gioiello architettonico dallo stile tardobarocco che annovera la facciata di Stefano Ittar e custodisce nel suo interno, di rilevante bellezza, affreschi di G. B. Piparo e dipinti di M. Rapisardi.

 

Questo spettacolo inaugura la rassegna “Etnafest Arte” promossa dalla Provincia e dall’Apt ed è magistralmente impostata e diretta dal poeta Angelo Scandurra nel ruolo di infaticabile operatore culturale. La luce soffusa degli innumerevoli lumini ha aggiunto ulteriore fascino alla scena mentre un foltissimo pubblico riempiva la chiesa in ogni suo spazio. Questo spettacolo si avvale della parola e dei testi dei grandi drammaturghi mediterranei da Euripide a Verga in cui è contenuto tutto il dolore , la gioia, la rabbia, la felicità che solo una madre può esprimere. Perché sono soltanto le madri capaci, con le loro voci, di dare anima e corpo ai sentimenti: nudi da ogni contesto e graffianti per la loro intensità.

Quello di questa sera è un viaggio accompagnato da cinque attrici nelle pieghe dell’amore più puro e profondo, che è quello delle madri nei confronti dei figli. Il tema della madre, di questa straordinaria creatura capace di dare la vita ma anche di toglierla, è stato il tema che hanno “vissuto” sulla scena queste straordinarie attrici che con personalità e sfumature diverse hanno incarnato il mistero dei misteri, della vita e della morte, facendo rivivere la poesia dei grandi capolavori. Le madri come donne sono diventate le custodi dell’amore filiale perché accettano con consapevolezza le colpe, le grandezze e le miserie dei figli perché il loro modo di capire, di intuire è immenso.
In questa atmosfera particolare di grande attenzione verso la parola delle attrici si è svolto il recital che da Graziana Maniscalco con “Lettera ad una madre” di Quasimodo ad Ida Carrara ha ridato vita ad Ecuba di Euripide a Mariella Lo Giudice che ha incantato con il XXXIII canto del Paradiso dantesco, la preghiera della Vergine, per proseguire con Nellina Laganà e Ileana Rigano che hanno dato voce alla drammaturgia di Verga, la madre dell’amante di Gramigna, e Pirandello, la favola del figlio cambiato, in maniera superbamente efficace, per ritornare ad Ovidio, il mito di Cerere e Proserpina, fino a Brecht e a Carlo Levi, Ugo Chiti.

La musica ha accompagnato la parola e ha saldato le pause fra un testo ed un altro creando unità tematica e spettacolare, fra un’interprete e la successiva in cui ha avuto modo di eccellere la “naturalezza” e l’umanità di una grande interprete, Ida Carrara; la “passionalità” di Nellina Laganà, la intensa calda razionalità di Mariella Lo Giudice, la lucida ironia e la precisa misurata partecipazione al ruolo di Ileana Rigano; mentre la “lettura” della Maniscalco, dallo stile netto, aveva i toni meditativi della riflessione. Una serata indimenticabile per il folto pubblico che ha applaudito a più riprese durante e alla fine dello spettacolo.