Maude
di Carmelo La Carrubba


Dalle tragiche note musicali di Chopin che inondano la scena al suo aprirsi alle parole di una vecchia canzone “vivere” che sintetizza l’ottimismo di una arzilla signora, Maude, si snoda la vicenda di un incontro casuale fra lei e il protagonista a cui cambia la vita. “Maude” è lo spettacolo andato in scena al Centro Zo interpretato magistralmente da Ida Carrara che ne tesse le fila con una naturalezza espressiva frutto della sua immensa classe di attice. Questo spettacolo liberamente tratto da “Harold and Maude” è stato adattato alla scena da Emanuela Pistone che ne cura la regia per la rassegna “Gesti” in maniera creativa e utilizza lo spazio scenico con fantasia e precisione.


Chi è Maude? Essa è una persona positiva che vorremmo tutti conoscere e frequentare capace di trasformare il dolore dell’esistere in un’avventura fantastica e stimolante. Essa è il motore di questa garbata satira al mondo borghese e ne rappresenta la libertà rispetto all’ambiente anchilosato da pregiudizi ed inibizioni che frenano ogni slancio e negano il dialogo; essa è l’espressione del vivere con intensità, con generosità nel donare, nell’amare gli altri. Questa storia appartiene all’America degli anni ’70 in una ricca famiglia borghese dove Harold – il protagonista – è il figlio oppresso da una madre vedova e ricchissima ma arida e che non sa parlare se non per schiacciarlo con le sue decisioni. Il figlio si ribella e il suo desiderio di amore e di affetto li manifesta con finti suicidi per richiamare, inutilmente, l’attenzione della madre perché essa lo ignora. E così l’incontro di Harold con Maude sarà determinante perché gli darà la consapevolezza di aver incontrato finalmente la vita e finalmente quelle regole di una filosofia che l’aiutano a superare le sue contraddizioni e capire il paradosso e il grottesco delle sue reazioni e apprenderà l’arte dell’ironia, ben praticata da Maude, che feliciteranno il suo approccio con gli altri in maniera diversa.

 

Svolgere un tema così complesso non è facile e l’aver trovato nell’humor nero il modo di fare esplodere le situazioni per far ridere il pubblico con l’efficace uso dell’ironia è merito di una regia intelligente che ha saputo dettare i rapidi tempi dell’azione scenica ai dialoghi e alle situazioni e ad una drammaturgia che dalle situazioni tragiche o paradossali o grottesche volgesse alla leggerezza e alla grazia dell’umorismo e del comico. Ida Carrara accolta con un fragoroso applauso dal pubblico al suo apparire lo ricompensa con un personaggio di una umanità straripante. Essa lo interpreta con sornione e consapevole ironia - sempre con mano leggera – conferisce al personaggio di Maude una bellezza attorale straordinaria in quanto sa esprimere, in qualsiasi modo, i sentimenti più delicati dell’animo umano e sa dettare col protagonista in maniera amabile fino al tragico ma commovente finale quando il compleanno degli 80 anni coinciderà con la sua morte. Ileana Rigano nel ruolo di una madre incapace di amare è bravissima nel disegnare il personaggio di ricca borghese ipocrita e limitata. Harold è uno straordinario Giovanni Rizzati nel ruolo del giovane frustrato dalla madre che ricorre ai finti suicidi fino ad incontrare Maude che lo educherà a sapere amare. Completano il cast in maniera brillante Fiorenzo Fiorito, Valentina Ferrante, Teresa Spina, Adriano Aiello. Applausi durante lo spettacolo ma alla fine è stata un’ovazione intensa e sentita verso una grande attrice che merita tutta la nostra stima.