Il medico dei pazzi
di Carmelo La Carrubba

 


Si è inaugurata al Teatro Brancati di Catania la stagione 2014-2015 con lo spettacolo “Il medico dei pazzi” (1908) di Eduardo Scarpetta con l’interpretazione di Tuccio Musumeci, vero genio comico della scena italiana, nel ruolo di Felice Sciosciammocca, figura candida e danarosa: un credulone di provincia che va ( nella versione attuale)  a Catania a trovare il nipote Ciccillo. Questi invece di laurearsi in medicina  ha dilapidato i soldi dello zio e ora, a sorpresa, deve dimostrare al suo mecenate di essere diventato un luminare famoso che gestisce una casa di cura, nel suo caso, una casa di cura psichiatrica per curare malati di mente e per convincere , ulteriormente,  lo zio a sganciare denaro spaccia come casa di cura la pensione dove vive allegramente con l’amico Michele. E qui la farsa di Scarpetta affronta  il nucleo principale del testo che è l’equivoco e gli sviluppi delle situazioni comiche che si vengono a creare per suscitare il riso in qualunque modo affidandosi – come nella commedia dell’arte -  alla creatività degli attori e in particolare alla caratteristica di un attore di un attore che dà il meglio di sé perché imprevedibile soprattutto nelle situazioni estemporanee. E la battuta folgorante di Tuccio Musumeci diventa il detonatore della risata in platea in cui il pubblico benevolmente sorpreso ride divertito.

In questa farsa ben strutturata dalle notevoli potenzialità comiche si assiste al gioco scenico e a un linguaggio che gira attorno al complesso rapporto fra la normalità e la follia creando – sempre – l’equivoco nell’individuare il “vero” pazzo che non sempre è fuori di noi e spesso è quello che noi vogliamo vedere negli altri quando affrontiamo il tema della follia.

Pur nella apparente “leggerezza” della farsa e nella finalità ridanciana del suo fine ne scaturisce comunque una “morale” o, se volete, un monito in cui il candido individuo generoso diventa la vittima di una società che ne altera i valori fino a rovesciarli. E, infatti, nel finale – inedito – assistiamo all’imprevedibile soluzione della storia in cui a Felice Sciosciammocca viene messa la camicia di forza dei pazzi. La furba società ha vinto con buona pace dei benpensanti.

Armando Pugliese ha diretto un cast di quindici attori creando una scrittura scenica e un linguaggio sciolto e adeguato alla circostanza di una farsa che si muove con i ritmi giusti del comico. Tutto gira attorno a Tuccio Musumeci in maniera sorprendente. Ciccillo, il nipote, veste i panni di Giovanni Rizzati. Michelino, amico di Ciccillo, è Claudio Musumeci. Plinio Milazzo fa l’attore drammatico. Riccardo Maria Turci è il direttore della Pensione Stella. Turi Giordano è Enrico il violinista. Fabio Costanzo è Luigi scrittore di novelle.Salvo Sica: il Maggiore militare. Angelo D’Agata il garzone del bar.

Margherita Mignemi è Concetta, moglie di Felice. Olivia Spinarelli, vedova e madre di Rosina. Evelyna Famà è Rosina. Chiara Seminara è Margherita. Elisabetta Alena è Carmela, cameriera. Valentina Ferrante: Bettina cameriera del villino.

Scene e costumi ben intonati alla vicenda sono di Dora Argento.

Pubblico attento e divertito: ha splendidamente applaudito con impegno durante e alla fine sella rappresentazione.