"Il medico dei pazzi"
Al Metropolitan di Catania la commedia di Eduardo Scarpetta

 

Turi Giordano, attore e regista catanese, ha adattato, in collaborazione con Toni Musumeci, la nota commedia farsesca di Eduardo Scarpetta "Il medico dei pazzi", lavoro scritto nel 1908 e ricavato da "Pensione Chottle" di Laufs.

Lo spettacolo, proposto al Teatro Metropolitan di Catania, in tre agili e scorrevoli atti, diretti da Turi Giordano, adatta le disavventure dei protagonisti, il linguaggio napoletano a quello tipicamente "liscio" dei siciliani, mantenendo intatto l’humus comico della commedia e rispettando così lo spirito dell’autore.

La pièce, che si avvale delle eleganti scenografie di Carmelo Miano e dei costumi di Via De Curtis, narra le disavventure di Felice Sciosciammocca, un possidente di Randazzo, che è vittima delle bugie del nipote Ciccino, uno sfaticato e squattrinato giocatore, che per spillargli dei quattrini gli fa credere di avere aperto una clinica per pazzi in città. Da questo spunto, Scarpetta trae una commedia piena di equivoci, situazioni inverosimili e gag esilaranti, che rendono il testo un vero e proprio contenitore di esplosiva comicità. La pièce, distribuita dal Club Teatro Uno di Toni Musumeci, è una vera e propria commedia degli equivoci alla francese, una sorta di farsa "a braccio" che consente ai protagonisti di divertirsi e di divertire il pubblico.

In scena, nei vari ed esilaranti ruoli, Eduardo Saitta (il nipote Ciccino), Nuccio Vassallo (il povero zio Felice), Tino Mazzaglia (il diverso don Carlo), Salvo Sottile (il maestro di violino Enrico), Marilina Licciardello e Amalia Contarini (Amalia De Lana e la figlia Rosina). Completano il cast Simone Luglio, Giancarlo Kory, Giuseppe Calaciura, Giacomo Famoso, Salvo Scilla, Anna Nicolosi, Eliana Esposito, Serena D’Antone, Silvana Inferrera.

"Nell’impostare la regia - spiega il regista Turi Giordano - ho tenuto conto degli insegnamenti derivati dalla commedia dell’arte e dal grande teatro comico meridionale, in modo tale da non tradire né l‘anima della commedia, ne lo spirito dell’autore, cercando di mettere su uno spettacolo godibilissimo e divertente. Certo sarà considerato uno spettacolo di evasione e non di impegno sociale, ma francamente, se è vero che il riso fa buon sangue, per dirla all‘Andrea Camilleri concludo dicendo: "Megghiu duluri di panza ppi tanti risati, ca duluri di testa ppi tanti..".

 

 

Maurizio Giordano