I monologhi della Darboka
di Carmelo La Carrubba

 


Protagonista dello spettacolo è uno strumento musicale per percussionisti, la Darboka (questo strumento originariamente aveva il fusto in coccio – come quello suonato in palcoscenico – ma le versioni moderne, professionali da concerto sono in alluminio , rame e ottone, con pelle sintetica, per garantire tonalità, continuità e coerenza di suono) ma si capisce subito che a percuoterla è il musicista e attore Giorgio Rizzo che del suo amore immenso o, se si vuole, della sua “ossessione delirante” ne ha fatto uno spettacolo singolare, andato in scena al Piccolo Teatro di Catania, in cui co-protagonista è il suono. La Darboka è uno strumento popolare in molti paesi africani, dell’intero mondo arabo, rumeno, jugoslavo, greco, turco, egiziano, iraniano, per non parlare dei popoli latino americani: nella loro musica è presente il ritmo martellante di questo tipico strumento.
Lo spettacolo di Giorgio Rizzo nello “spiegarci” le caratteristiche di questo strumento – distinguendo fra suono e rumore – non è altro che la testimonianza dell’amore che il musicista porta al suo strumento che sa riportare il ritmo della vita come quando imita i battiti cardiaci: il ritmo dell’uomo anziano che è diverso da quello del giovane e quella che poteva essere una noiosa lezione è diventata una confessione d’amore nonché una esecuzione musicale di pensieri, emozioni, concetti ora sereni ora esasperati da una passione che si esalta nel parossismo di un furore musicale che è dei popoli primitivi che arrivano fino allo stordimento.
Giorgio Rizzo ha cercato nel suo spettacolo l’empatia col pubblico attraverso il ritmo che fondeva il suono dello strumento a quello prodotto dai battimani.
Lo spettacolo della durata di circa 90 minuti ha inchiodato alla poltrona lo spettatore in un crescendo di emozioni ma anche di esasperante, ossessiva esecuzione di una musica che incalza, travolge uno spettatore come quello nostrano che per educazione e cultura è estraneo alla “malattia” del suo esecutore.
Pubblico silenzioso durante lo spettacolo e alla fine parzialmente coinvolto dalla travolgente esecuzione del Rizzo che ha anche avuto la sua parte di applausi.