Queste tragedie – fra l’altro – ribadiscono un concetto molto in voga che dopo 2500 anni i problemi dell’uomo restano analoghi a quelli di un tempo che fu perché assistendo agli eventi narrati da Eschilo in cui c’è una concatenazione fra umano e divino, si rimane sconcertati per la loro ripetitività e quindi per la conseguente attualità. In questi spettacoli assistiamo all’omicidio di Agamennone per mano di Clitennestra che vuole vendicare il sacrificio della figlia Ifiginenia, immolata agli dei per la guerra di Troia; al matricidio di Oreste che uccide Clitennestra per vendicarne il padre su imposizione di Apollo per arrivare ad un finale liberatorio in cui Oreste è assolto dal tribunale, una istituzione democratica, l’Aeropago, voluto da Atena ma gestito da saggi e cittadini ateniesi. La tragedia è anche per noi spettatori un viaggio nel passato, un modo di guardare nel pozzo; perché è inquietante quello che può affiorare da quel pozzo e di contro diventa rassicurante la razionale civile riflessione democratica che supera ogni evento.
In questi spettacoli la regia di Cartiglio ha posto il popolo al posto del coro che accompagnate dalle belle musiche di Matteo D’Amico agisce, canta e balla, e si pone così nella centralità della dialettica nel rapporto democratico fra i protagonisti degli avvenimenti in cui lo stanco eroe Agamennone mostra i segni del vecchio potere ormai corroso che dev’essere interpretato e rappresentato in maniera nuova e diversa. Ruolo ben reso da Giulio Brogi nelle vesti di un eroe fiacco.
Un altro aspetto del potere, ben interpretato da Luciano Roman, con
tanta autoironia, è Egisto, novello re: è quello dell’uomo
autocompiaciuto e vanesio. Galatea Ranzi nel ruolo di Clitennestra è
l’espressione della vendetta; una dominatrice al tramonto della sua
vita. Maurizio Donadoni è il Messaggero in un ruolo chiave nell’economia
del racconto. Ilaria Genatiempo è una Cassandra di forte impatto scenico
in quanto sa esprimere con efficacia l’intenso tormento psicologico che
la possiede. Ben caratterizzati i ruoli interpretati da Cristina Spina,
Elena Polic Greco, Rita Abela nei panni dei capocori.
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