Parole d'amore - si dubita sempre delle cose più belle
di Carmelo La Carrubba

 

Al Piccolo Teatro della città ha debuttato sabato 18 alle 21 con replica domenica alle 17,30 lo spettacolo “Parole d’amore – Si dubita sempre delle cose più belle” lettura scenica di Mariano Rigillo e Cicci Rossini due interpreti straordinari nel far rivivere – attraverso le lettere di Federico De Roberto e Ernesta Valle il loro amore. Il testo scenico è curato dagli autori Sarah ed Enzo Zappulla che hanno pubblicato le ottocento lettere del carteggio ed è incentrato su alcuni aspetti umani e introspettivi; quindi su una parte limitata della corrispondenza quasi giornaliera che si svolse – fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento – fra lo scrittore e la nobildonna già sposata con un avvocato milanese. L’incontro fra i due avvenne in un salotto di Milano: la borghesia amava ricevere nel salotto e amava ricreare una vita sociale che altrimenti non avrebbe avuto nessun sviluppo. De Roberto era a Milano per una collaborazione molto intensa con il “Corriere della sera” e finchè durò consentì all’autore catanese de “I Viceré” di vivere a Milano dove i due si conobbero, si innamorarono e vissero questo intenso amor che sembra sia stato più scritto che consumato. Questa esperienza amorosa fra i due – nello stesso tempo – sottolinea quanto di doloroso possa esserci in un amore che vive solo sulla pagina. E, inoltre, come – ed è il sottotitolo a suggerirlo – sia molto difficile credere alla felicità perché si dubita sempre delle cose più belle .

O, come quando, il sentimento si scontra con le problematiche quotidiane e , fra queste, quelle legate alle vicende dello scrittore al “Corriere” che, alla fine, lo licenzierà e quindi vanificherà il suo soggiorno a Milano. Problematiche dovute anche all’amaro ritorno a Catania ed a una madre possessiva da brava napoletana. E, riguardo a queste testimonianze scritte c’è da dire che “la lettera corre e anela all’incontro, ma talvolta sembra anche una fuga. Mettere per iscritto la passione, felice, infelice…sembra, almeno per un momento, metterla agli atti. Forse l’amore quanto è più intenso è insostenibile, un assoluto cui si è inadeguati..”

Per cui un foglio di carta può essere più rassicurante di un volto amato vicino.

A rendere credibile e suggestivo lo spettacolo sono le parole dei due amanti rese vive e palpitanti magistralmente da Mariano Rigillo e Cicci Rossini con le loro voci ora suadenti ora straziate dagli avvenimenti vissuti. Un itinerario amoroso che coinvolge perché ricorda agli amanti e a coloro che hanno amato quanto di bello ma quanta amarezza ci siano nei risvolti di una relazione amorosa.

Questo dramma i due attori con la loro interpretazione l’hanno fatto rivivere ai protagonisti della vicenda ed a un pubblico attento; merito anche – senza alcun dubbio – della musica originale di Matteo Musumeci – suonata dal vivo in cui parola e nota si sono fuse in un unico significato.

Si è creata una grande atmosfera fra musica, parola e pubblico: una sintesi di rara percezione che ieri sera si è vissuta intensamente.

L’unica nota stonata è costatare – contro ogni evidenza – la pochezza degli spettatori presenti i quali, dopo 60 minuti di spettacolo hanno applaudito intensamente più e più volte alla fine della rappresentazione.