"Per un colloquio forzato"
    Quando la parola del poeta va in scena

 

Il regista Gianni Salvo e gli attori del Piccolo Teatro di Catania, a chiusura della fortunata stagione di prosa 2001/2002, hanno messo in scena in anteprima assoluta la pièce "Per un colloquio forzato" di Angelo Scandurra, adattamento alla scena dell’opera narrativa "Appunti per un colloquio forzato" del sindaco poeta Angelo Scandurra.

Gianni Salvo, partendo dall’immagine di una luna che si specchia in un pozzo, illuminando con i suoi raggi i sogni, i ricordi d’infanzia, di un uomo, tra le cantilene di una poesia che rievoca la memoria della Sicilia del Mito, ha saputo portare in scena la parola, il verso ricco di riferimenti alla saggezza popolare, alle più moderne astrazioni, al regno animale, del poeta Angelo Scandurra che nel suo "Appunti per un colloquio forzato" fa riflettere il personaggio di Vasco alle prese con l’eterea e muta psicologa Barbara che cerca di psicanalizzarlo, e con la nonna, accompagnata dalle ancelle Clatusa, Lachisi e Trupea, che gli riporta in mente immagini sacre ed immortali di una infanzia, sepolta dal tempo.

Nello spettacolo troviamo anche immagini misteriose come quella della vecchia, leggi ventura, incontrata sull’autobus; la serpe mangiapasseri, la lucertola prigioniera di un laccio; il tutto tra nenie e proverbi di antica memoria che trascinano Vasco, sino alla fine della pièce, in una Sicilia dei ricordi, in una infanzia ritrovata.

Spettacolo, quindi, di sicuro interesse, così come la poesia di  Scandurra che scandaglia sempre, con efficacia, il nostro vissuto, il nostro essere uomini tra gli uomini. La regia e la messinscena di Gianni Salvo è di assoluta eleganza, impreziosita dalla scenografia e dai costumi di Oriana Sessa e dalle coreografie di Giovanna Amarù. Le musiche originali sono eseguite al piano da Pietro Cavalieri, coadiuvato dal violoncellista Alessandro Longo.

Variegato ed all’altezza il cast con Vittorio Bonaccorso nei panni del protagonista Vasco, Giovanna Amarù in quelli della psicologa Barbara e valente danzatrice, Iole Micalizzi nel ruolo della saggia nonna. Maria Rita Sgarlato, Anna Passanisi e Federica Bisegna (Clatusa, Lachisi e Trupea) completano la coralità dello spettacolo che, solo in alcuni brevi tratti, risente dell’alto esercizio letterario operato dall’autore nella pagina scritta.

Lo spettacolo, in un atto unico, ben accolto da pubblico e critica, ha concluso la convincente stagione del "Piccolo" di Catania.

Maurizio Giordano