L'ironia di Gianni Salvo
di Carmelo La Carrubba



La presentazione del cartellone 2008/09 per l’attore e regista Gianni Salvo del Piccolo Teatro di Catania è l’occasione per trasformare una conferenza in spettacolo da regalare al suo pubblico.
Il responsabile del Piccolo Teatro con fine e pungente ironia ha presentato il tema di questa annata teatrale che ha per protagonista la donna ma la sua riflessione è soprattutto sulla funzione del teatro luogo di meditazione per eccellenza che non può rinunciare alla sua “funzione critica e propositiva” e diventare luogo di evasione:”L’evasione è degli imbecilli, di coloro che vogliono rinunciare a pensare”. In una società priva di valori l’ultima speranza è riposta sulla donna e i bambini e da qui la scelta di un tema e di spettacoli che ne sostengono l’assunto.

Ben coadiuvato dal maestro Pietro Cavalieri Gianni Salvo – nei panni di Mackie Messer – il personaggio di Brecht nell’”Opera da tre soldi”, si diverte e diverte nel satireggiare l’uomo maschilista attraverso un decalogo composto da pensierini e aforismi di autori che vanno da Byron a Baudelaire a De Sade a Montagne che sul genere maschile e femminile la sapevano lunga. Eppoi la satira del Salvo affronta l’attualità e un Potere che mortifica la cultura e qui l’ironia dell’attore e regista diventa amara: forse perché l’ironia non è più sufficiente a sostenere la levità del tono per cui – e sia detto ironicamente – forse l’autoironia – in certi casi – potrebbe mantenere la leggerezza del discorso; E perché no? Anche le ragioni del dubbio spesso ci salvano dai convincimenti assoluti: fra l’altro il Novecento ha archiviato il crollo di alcuni valori ideologici sia perché implosi sia perchè abbattuti. Comunque stimolante è la satira e l’ironia di Gianni Salvo nel manifestare la sua indignazione nei confronti di una politica culturale cieca sempre nei confronti del teatro e bisogna riconoscere che la sua performance attorale e le sue “ragioni” sulle ali della levità dell’ironia scatenano la ilarità del pubblico.


Il nucleo fondamentale dello spettacolo è incentrato – come già detto – sulla donna e vive sulla scelta degli autori amati – in modo particolare – da Gianni Salvo che vanno da Sofocle a Brecht a Vittorini a Goldoni che attraverso i loro capolavori ci hanno lasciato indimenticabili figure di donne. Ma si inizia con la figura di Beatrice, quella dantesca, rivisitata in maniera grottesca da Umberto Eco attraverso una spassosa e improbabile intervista che ha – sulla scena – il volto di Gianni Salvo, l’intervistatore, e di Carmelita Celi, giornalista e critico teatrale, l’intervistata, in uno scambio di ruoli, singolare e particolarmente comica grazie alla talentuosa giornalista che sa “toscaneggiare” e recitare come una consumata professionista.

 

Le emozioni proseguono con quattro attrici del Piccolo: Luana Toscano, vibrante Antigone, Anna Passanisi è una convincente Concezione di “Conversazione in Sicilia”, Tiziana Bellassai è una deduttiva Mirandolina mentre Carmen Panariello è una umanissima Andromaca. Ai brani le attrici hanno alternato canzoni di Brecht rendendo più completa la loro esibizione con grande entusiasmo del pubblico che ha applaudito vivamente gli attori e i componenti degli spettacoli presenti in sala e chiamati sul palcoscenico.