Platonov
di Carmelo La Carrubba



L’opera giovanile senza titolo di Cecov etichettata successivamente dai critici “Platonov” (1880/1881) nella versione teatrale italiana di Nanni Garella e Nina Tchechovskaja regia dello stesso Garella e produzione del Teatro Stabile di Bologna è il primo spettacolo che lo Stabile di Catania porta in scena al Teatro Ambasciatori. Platonov il protagonista è un personaggio abulico e privo di volontà dall’intelligenza pronta ma beffarda, sostanzialmente una persona arida, incapace di amare e di essere amato ma capace di sedurre con cinismo le donne a cui non può garantire non solo un futuro amoroso ma nemmeno una accettabile convivenza.
Personaggio di per sé negativo ma di grande valenza simbolica rappresenta un tipico intellettuale russo allo sbando i cui sentimenti non sono sostenuti da valori morali e i rapporti personali sono dominati da interessi che non riguardano la sfera emotiva in quanto i personaggi del dramma si muovono nella provincia russa in un’atmosfera torpida che assiste al decadimento dei valori e al ribaltamento delle relazioni sociali in seguito al dissolvimento del ceto militare e ad un regime feudale ancora violentemente presente a causa di una borghesia imbelle e incapace di esprimere un ruolo politico. Cecov con Platonov descrive il clima pre-rivoluzionario che sfocerà nella rivoluzione di ottobre in una regione feudale e contadina contraddicendo le previsioni di Marx che vedevano nelle nazioni industrializzate quali la Germania e l’Inghilterra la nascita del comunismo. Platonov incarna di quel periodo l’aspetto debole, decadente, ancora capace di sedurre ma incapace di progettualità e di un fine che lo riscatti. Egli dopo le sue conquiste amorose si affida all’alcool offrendoci attraverso la decadenza fisica e la sporcizia anch’essa fisica oltre che morale, l’inutilità delle sue conquiste e i disastri che la sua azione compie nei riguardi della moglie che lo lascia e delle sue donne che gli rimproverano viltà e debolezze e che nella loro folle illusione gli prospettano un viaggio come se in esso fosse possibile intuire un riscatto del personaggio. Implacabile nella sua evoluzione negativa il dramma vira in tragedia perché Platonov, ancora una volta, seducendo la sua accusatrice che l’aveva citato in tribunale, delude esasperando le altre e una delle quali lo ferirà mortalmente.


Eppure Platonov – pur col suo vuoto cinismo – pur con la dedizione all’alcool – ci era sembrato un gigante perché i personaggi di quel mondo che lo circondano sembrano dei nani perché deboli e incapaci di inventarsi un avvenire.
Cè da spiegare la trasposizione del dramma dalla sua epoca all’attualità dell’oggi: credo che l’operazione alleggerisca la drammaticità del tema e a momenti la renda poco credibile in quanto le donne di oggi con la loro consapevolezza e aggressività vanificherebbero le arti deduttive di un etilista qual è Platonov e se ieri c’era l’utopia del comunismo oggi le ragioni politiche sono comunque democratiche comunque li si voglia vedere. E infine a proposito di personaggi forse il più vero e moderno per il suo spregiudicato verismo è quello del commerciante arricchito che compra tutto dagli altri e ha al suo servizio la malavita per renderlo invincibile.


In questo spettacolo in due atti le scene di Antonio Fiorentino sono essenziali e funzionali: nella prima parte è l’esterno di un bar della stazione ferroviaria con tanti tavolini mentre la seconda parte è l’interno di una scuola costituita da banchi. I costumi di Claudia Pernigotti nella loro semplicità pur mantenendo le divise militari in alcuni personaggi tendono a spersonalizzare la storia per farla appartenere a tutti. La regia di Nanni Garella così come la scrittura drammaturgica tendono allo scavo del personaggio e alla valenza simbolica dell’azione scenica a cui dà credibilità il personaggio di Platonov interpretato da Alessandro Haber che domina la scena in maniera sanguigna fino alla fine. Susanna Marcomeni, la giovane vedova; Silvia Giulia Mendola, la giovane moglie dell’amico; Pamela Ginnasi, la moglie e Linda Gennai, la giovanissima studentessa sono le donne di Platonov mentre completano il quadro con efficacia e bravura Rosario Lisma, Claudio Saponi, Marco Cavicchioli, l’arricchito, Franco Sangermano, Nanni Garella, Matteo Alì e Vladimiro Cantaluppi.


Pubblico tiepido e alla fine dello spettacolo plaudente.