Profumo di donna
di Carmelo La Carrubba

 

La drammaturgia contemporanea tende a rappresentare fatti e avvenimenti ma soprattutto l’uomo nei suoi aspetti ora drammatici ora comici ora grotteschi per restituire allo spettatore una risposta esaustiva sul vissuto.
A questa nuova tendenza si ispira lo spettacolo “Profumo di donna” in scena dal 31 marzo al 9 aprile al Teatro Verga per lo Stabile di Catania interpretato e diretto con maestria da Massimo Venturiello.


Lo spettacolo nasce dall’adattamento alla scena di Pino Terno del libro di Giovanni Arpino “Il buio e il miele” che già ha avuto nel passato due riduzioni cinematografiche e due straordinari interpreti in Vittorio Gassmann e Al Pacino. Ma si sa che il teatro ha un altro modo di raccontare e il linguaggio scenico ha caratteristiche proprie e Massimo Venturiello ne ha interpretato in modo particolare il personaggio del protagonista che è metafora non solo della propria solitudine ma della impossibilità oggi di comunicare nei rapporti personali.
Il protagonista Fausto è un capitano dell’esercito in pensione che ha perso la vista e l’uso di un braccio dopo un’esplosione e fa un viaggio accompagnato da un giovane militare che nel rapporto col suo superiore ne diventerà amico e cambierà la propria vita. Infatti i luoghi comuni che ne sostenevano i convincimenti saranno smontati dal cinismo di un cieco che è capace – con la sua intelligenza – di vedere meglio e più profondamente degli altri.


Fausto, il protagonista, non rappresenta soltanto il dramma del non vedente ma in maniera particolare la solitudine o meglio l’isolamento nella società che è quanto avviene oggi e soprattutto la disillusione del vivere che uccide il protagonismo. Un personaggio tragico che per sopravvivere punta con la sua ironia e il cinismo a smantellare l’ipocrisia e l’insincerità degli altri e diventa il suo punto di forza nei riguardi del ragazzo che l’accompagna, un militare giovane in licenza premio, a cui smantella – ripeto – essenziali luoghi comuni istaurando un rapporto vero e sincero. Eppure Fausto nei suoi momenti esistenziali mostra la propria disperazione che nell’estrinsecarsi diventa decisamente comica, nella deformazione grottesca che è capace di fondere pianto e riso.


Costumi e scene di Alessandro Chiti e Sabrina Chiocchio essenziali e funzionali rientrano nel disegno registico di Massimo Venturiello che privilegia la parola e il racconto scenico che si snodano leggeri e incalzanti né pause fra situazioni drammatiche e risvolti comici ben apprezzati dal pubblico che ha applaudito a scena aperta. Il racconto scenico si è avvalso di un affiatato e validissimo cast di attori ricco di potenzialità da Irma Ciaramella a Camillo Grossi, Andrea Mauro, Claudia Portale, Sara Scoto Di Luzio, Franco Silvestri.Musiche di Germano Mazzuchetti.
In particolare colpisce l’interpretazione di Venturiello del ruolo di Fausto per la forza e l’essenzialità nell’esprimere dell’uomo contemporaneo che nell’intraprendere il suo viaggio spesso diventa cieco e non comunica ma che , alla fine, intende sia per sé che per gli altri che non si può rifiutare l’aiuto e l’attenzione degli altri tantomeno l’amore di una donna.
Pubblico attento e plaudente durante e alla fine della rappresentazione.